Testamento biologico. Commissione Senato adotta ddl Calabro', mezzo Pd non si oppone
La commissione igiene e sanita' del Senato ha approvato l'adozione come testo base della proposta di testo unificato sul testamento biologico presentata dal relatore Raffaele Calabro' (Pdl). Al termine di una seduta accesa il presidente Antonio Tomassini ha registrato 13 pareri favorevoli, 6 contrari e 3 astenuti. 'Do una valutazione positiva del voto', ha spiegato ai cronisti il relatore Calabro', secondo cui 'l'astensione di alcuni colleghi del Pd (la capogruppo Dorina Bianchi, Daniele Bosone e Claudio Gustavino - ndr) dice che c'e' anche apprezzamento sul testo'. Il mancato accordo su una posizione comune del partito democratico ha creato non pochi malumori all'interno dei membri della commissione. Per la capogruppo Dorina Bianchi l'astensione 'e' un'apertura di fiducia che facciamo nei confronti del relatore che ha dato segnali di disponibilita' sulla modifica di alcuni punti del ddl'. Quanto ai dissensi e ai malumori sollevati dai senatori radicali e dal professor Ignazio Marino, la Bianchi replica che 'sulle questioni etiche il Pd ha sempre lasciato liberta' di coscienza ai membri del gruppo. Non e' una novita''. Di tutt'altro parere il collega di partito, Marino, rammaricato per la mancata adozione di 'una linea condivisa nel Pd' e per l'atteggiamento di 'totale chiusura' riscontrato dal relatore della maggioranza.
'Senz'altro c'e' la possibilita' di miglioramenti ma all'interno di alcuni principi di fondo', replica l'esponente del Pdl, Raffaele Calabro'. 'Le posizioni di Marino non corrispondono al testo', conclude il relatore. 'Se questo e' l'atteggiamento', ha sottolineato invece Marino, 'molti di noi ne prenderanno atto e metteranno in campo un contrasto parlamentare rigoroso'.
Tra i nodi piu' contestati del ddl l'art. 2 sul divieto di eutanasia che, spiega l'esponente del Pd, 'di fatto rende un reato l'applicazione di un diritto'. Nel testo Calabro', infatti, si legge che 'l'attivita' medica, in quanto esclusivamente finalizzata alla tutela della vita e della salute, nonche' all'alleviamento della sofferenza non puo' in nessun caso essere orientata al prodursi o consentirsi della morte del paziente, attraverso la non attivazione o disattivazione di trattamenti sanitari ordinari e proporzionati alla salvaguardia della sua vita o della sua salute, da cui in scienza e coscienza si possa fondatamente attendere un beneficio per il paziente', che tradotto, spiega Marino, 'significa obbligare anche una persona in grado di intendere e volere a sottoporsi ad un trattamento sanitario'.
L'altro nodo contestato e' l'obbligo, definito all'art. 6, di sottoscrivere la dichiarazione anticipata di trattamento recandosi da un notaio insieme ad un medico. 'E' una cosa inimmaginabile', chiosa Marino.
Gli emendamenti al ddl potranno essere presentati fino a lunedi' 23 alle ore 11. Emendamenti che saranno discussi gia' a partire da martedi' 24 alle ore 14 nell'ufficio di presidenza della commissione. Il testo invece approdera' in aula il 5 marzo.
PALLIATIVISTI: DDL CALABRO' E' TORTURA PER MALATI TERMINALI - Il ddl sul Testamento biologico, cosi' com'e', rischia di aumentare le sofferenze dei malati terminali, "costretti" ad assumere cibo e liquidi in un corpo ormai prossimo alla fine. E' la denuncia della Societa' Italiana di Cure Palliative e della Federazione Cure Palliative, che in un documento pubblicato da Micromega mettono in guardia contro "un grave rischio": "la veloce approvazione di una legge sulle direttive anticipate dopo anni di discussioni interminabili, con la formulazione che sembra configurarsi nel testo che approda alla discussione di Camera e Senato in queste ore, potrebbe causare una situazione clinica ed assistenziale le cui conseguenze non sembrano chiare a tutti. Proprio per questo noi, operatori di cure palliative, che ogni giorno ci troviamo di fronte alle situazioni di confine tra la vita e la morte, con l'obiettivo di accompagnare fino al termine della loro esistenza le persone colpite da una malattia cronica in fase terminale e la "missione" di non farle soffrire, sentiamo il dovere di mettere in luce che, se dovesse essere approvata una legge che esplicitamente ed indiscriminatamente impone l'idratazione e l'alimentazione per tutti i pazienti, ci troveremmo di fronte a tale obbligo anche per coloro che vivono una fase di inevitabile e prossima terminalita', per le quali non si tratta di non iniziare o sospendere una terapia ma di accompagnarle a una fine dignitosa con tutte le conoscenze e gli strumenti che la medicina oggi ci offre". E' incontrovertibile, secondo i medici palliativisti, "che nell'accompagnamento del processo di morte naturale, per evidenti cause cliniche, il paziente non e' piu' in grado di ricevere acqua e cibo proprio perche' sta morendo. E' il corpo stesso della persona che sta vivendo gli ultimi giorni della sua vita che non sente piu' il bisogno di mangiare e bere, come sa chiunque abbia assistito alla fine di una persona cara. Per non andare contro questa possibile legge cosa dovremmo fare allora? Dovremmo mettere in atto un trattamento clinicamente inappropriato aumentando la probabilita' di un peggioramento di quei sintomi, di quella sofferenza, che noi stessi siamo chiamati a curare? Questo disegno di legge, e' evidente, ci imporrebbe, in ambito palliativo, di attuare delle pratiche contrarie al bene dei pazienti. Nel condividere e rispettare l'appello al silenzio nei confronti della singola vicenda di Eluana Englaro, su cui ci pare che da piu' parti si stiano travalicando i limiti del buongusto, chiediamo alla politica di ripensare il suo ruolo e di fermarsi di fronte a una decisione che potrebbe avere delle ricadute concrete e dolorose sulla fine, naturale e faticosa, di tante persone come conseguenza di malattie per cui purtroppo non c'e' guarigione, ma per cui rimane possibile un percorso di cura che sappia dare senso anche agli ultimi giorni".
BERLUSCONI, CON CHIESA VISIONI COMUNI - Nell'incontro a Palazzo Borromeo in occasione delle celebrazioni dei Patti Lateranensi "non si e' parlato" di testamento biologico. Silvio Berlusconi pero' spiega che su questo tema con la Chiesa "avevamo avuto modo di confrontarci precedentemente". In occasione del caso del caso di Eluana Englaro? "Ci sono delle comuni visioni", replica il presidente del Consiglio. In ogni caso, il tema del fine vita "e' un problema che non e' assolutamente di parte, ma -avverte Berlusconi- riguarda tutti. Il mio auspicio e' sempre quello di trovare soluzioni condivise".
"Il caso Englaro ha insegnato tra l'altro che è necessaria una legge che escluda l'eutanasia e l'accanamento terapeutico e quindi anche che non consenta di rinunciare a idratazione e nutrizione, che è una pessima forma di eutanasia": lo ha dichiarato il cardinale Camillo Ruini, intervenendo al Tg1. "Serve una legge che lascia al medico le sue responsabilità professionali, una legge che chieda che sia espressa la volontà del paziente, una volontà informata e scritta". "La chiesa non è un legislatore e non vuole esserlo, ma come qualunque altro soggetto vuole esprimere la sua opinione".
Un referendum abrogativo per il provvedimento chiamato a regolare lo scottante tema del fine vita? "Sarebbe inutile!". Non tanto per la raccolte firme, "quelle in realta' si mettono insieme in un attimo", quanto per il risultato: "Se parla il Papa e dice di non andare a votare, che cosa lo facciamo a fare? Sarebbe del tutto inutile". A bocciare la proposta avanzata da alcuni esponenti del Pd, capeggiati da Ignazio Marino, e' l'ex ministro della Sanita' Umberto Veronesi, a margine di una conferenza stampa di presentazione, oggi al Senato, del Secondo congresso mondiale per la liberta' di ricerca, in programma a Bruxelles dal 5 al 7 marzo. Il referendum, che verrebbe promosso con l'obiettivo di ostacolare il testo di legge messo a punto dalla maggioranza e in discussione in Commissione Sanita' a Palazzo Madama, "non tocca certo un tema popolare, e rischia di ripetere l'esperienza disastrosa dell'ultima volta", afferma l'oncologo riferendosi alla debacle referendaria sulla legge 40. Il provvedimento sul testamento biologico, dunque, "verra' fatto, perche' c'e' una maggioranza granitica e compatta - secondo Veronesi - ma sara' una 'non legge' che annullera' il concetto stesso di testamento biologico". "Ho dedicato gran parte della mia vita a questo tema e ho scritto quattro libri al riguardo -ricorda Veronesi- e vi assicuro che il testamento biologico era nato per un'esclusiva ragione: dare alle persone che non vogliono una vita artificiale la possibilita' di scegliere. Il resto sono solo chiacchiere. Se il pensiero religioso impone" di non rinunciare all'alimentazione e all'idratazione forzate "non discuto, ma che il pensiero del cittadino non venga onorato e rispettato e' un pessimo inizio di decadenza civile del Paese", conclude.
'Senz'altro c'e' la possibilita' di miglioramenti ma all'interno di alcuni principi di fondo', replica l'esponente del Pdl, Raffaele Calabro'. 'Le posizioni di Marino non corrispondono al testo', conclude il relatore. 'Se questo e' l'atteggiamento', ha sottolineato invece Marino, 'molti di noi ne prenderanno atto e metteranno in campo un contrasto parlamentare rigoroso'.
Tra i nodi piu' contestati del ddl l'art. 2 sul divieto di eutanasia che, spiega l'esponente del Pd, 'di fatto rende un reato l'applicazione di un diritto'. Nel testo Calabro', infatti, si legge che 'l'attivita' medica, in quanto esclusivamente finalizzata alla tutela della vita e della salute, nonche' all'alleviamento della sofferenza non puo' in nessun caso essere orientata al prodursi o consentirsi della morte del paziente, attraverso la non attivazione o disattivazione di trattamenti sanitari ordinari e proporzionati alla salvaguardia della sua vita o della sua salute, da cui in scienza e coscienza si possa fondatamente attendere un beneficio per il paziente', che tradotto, spiega Marino, 'significa obbligare anche una persona in grado di intendere e volere a sottoporsi ad un trattamento sanitario'.
L'altro nodo contestato e' l'obbligo, definito all'art. 6, di sottoscrivere la dichiarazione anticipata di trattamento recandosi da un notaio insieme ad un medico. 'E' una cosa inimmaginabile', chiosa Marino.
Gli emendamenti al ddl potranno essere presentati fino a lunedi' 23 alle ore 11. Emendamenti che saranno discussi gia' a partire da martedi' 24 alle ore 14 nell'ufficio di presidenza della commissione. Il testo invece approdera' in aula il 5 marzo.
PALLIATIVISTI: DDL CALABRO' E' TORTURA PER MALATI TERMINALI - Il ddl sul Testamento biologico, cosi' com'e', rischia di aumentare le sofferenze dei malati terminali, "costretti" ad assumere cibo e liquidi in un corpo ormai prossimo alla fine. E' la denuncia della Societa' Italiana di Cure Palliative e della Federazione Cure Palliative, che in un documento pubblicato da Micromega mettono in guardia contro "un grave rischio": "la veloce approvazione di una legge sulle direttive anticipate dopo anni di discussioni interminabili, con la formulazione che sembra configurarsi nel testo che approda alla discussione di Camera e Senato in queste ore, potrebbe causare una situazione clinica ed assistenziale le cui conseguenze non sembrano chiare a tutti. Proprio per questo noi, operatori di cure palliative, che ogni giorno ci troviamo di fronte alle situazioni di confine tra la vita e la morte, con l'obiettivo di accompagnare fino al termine della loro esistenza le persone colpite da una malattia cronica in fase terminale e la "missione" di non farle soffrire, sentiamo il dovere di mettere in luce che, se dovesse essere approvata una legge che esplicitamente ed indiscriminatamente impone l'idratazione e l'alimentazione per tutti i pazienti, ci troveremmo di fronte a tale obbligo anche per coloro che vivono una fase di inevitabile e prossima terminalita', per le quali non si tratta di non iniziare o sospendere una terapia ma di accompagnarle a una fine dignitosa con tutte le conoscenze e gli strumenti che la medicina oggi ci offre". E' incontrovertibile, secondo i medici palliativisti, "che nell'accompagnamento del processo di morte naturale, per evidenti cause cliniche, il paziente non e' piu' in grado di ricevere acqua e cibo proprio perche' sta morendo. E' il corpo stesso della persona che sta vivendo gli ultimi giorni della sua vita che non sente piu' il bisogno di mangiare e bere, come sa chiunque abbia assistito alla fine di una persona cara. Per non andare contro questa possibile legge cosa dovremmo fare allora? Dovremmo mettere in atto un trattamento clinicamente inappropriato aumentando la probabilita' di un peggioramento di quei sintomi, di quella sofferenza, che noi stessi siamo chiamati a curare? Questo disegno di legge, e' evidente, ci imporrebbe, in ambito palliativo, di attuare delle pratiche contrarie al bene dei pazienti. Nel condividere e rispettare l'appello al silenzio nei confronti della singola vicenda di Eluana Englaro, su cui ci pare che da piu' parti si stiano travalicando i limiti del buongusto, chiediamo alla politica di ripensare il suo ruolo e di fermarsi di fronte a una decisione che potrebbe avere delle ricadute concrete e dolorose sulla fine, naturale e faticosa, di tante persone come conseguenza di malattie per cui purtroppo non c'e' guarigione, ma per cui rimane possibile un percorso di cura che sappia dare senso anche agli ultimi giorni".
BERLUSCONI, CON CHIESA VISIONI COMUNI - Nell'incontro a Palazzo Borromeo in occasione delle celebrazioni dei Patti Lateranensi "non si e' parlato" di testamento biologico. Silvio Berlusconi pero' spiega che su questo tema con la Chiesa "avevamo avuto modo di confrontarci precedentemente". In occasione del caso del caso di Eluana Englaro? "Ci sono delle comuni visioni", replica il presidente del Consiglio. In ogni caso, il tema del fine vita "e' un problema che non e' assolutamente di parte, ma -avverte Berlusconi- riguarda tutti. Il mio auspicio e' sempre quello di trovare soluzioni condivise".
"Il caso Englaro ha insegnato tra l'altro che è necessaria una legge che escluda l'eutanasia e l'accanamento terapeutico e quindi anche che non consenta di rinunciare a idratazione e nutrizione, che è una pessima forma di eutanasia": lo ha dichiarato il cardinale Camillo Ruini, intervenendo al Tg1. "Serve una legge che lascia al medico le sue responsabilità professionali, una legge che chieda che sia espressa la volontà del paziente, una volontà informata e scritta". "La chiesa non è un legislatore e non vuole esserlo, ma come qualunque altro soggetto vuole esprimere la sua opinione".
Un referendum abrogativo per il provvedimento chiamato a regolare lo scottante tema del fine vita? "Sarebbe inutile!". Non tanto per la raccolte firme, "quelle in realta' si mettono insieme in un attimo", quanto per il risultato: "Se parla il Papa e dice di non andare a votare, che cosa lo facciamo a fare? Sarebbe del tutto inutile". A bocciare la proposta avanzata da alcuni esponenti del Pd, capeggiati da Ignazio Marino, e' l'ex ministro della Sanita' Umberto Veronesi, a margine di una conferenza stampa di presentazione, oggi al Senato, del Secondo congresso mondiale per la liberta' di ricerca, in programma a Bruxelles dal 5 al 7 marzo. Il referendum, che verrebbe promosso con l'obiettivo di ostacolare il testo di legge messo a punto dalla maggioranza e in discussione in Commissione Sanita' a Palazzo Madama, "non tocca certo un tema popolare, e rischia di ripetere l'esperienza disastrosa dell'ultima volta", afferma l'oncologo riferendosi alla debacle referendaria sulla legge 40. Il provvedimento sul testamento biologico, dunque, "verra' fatto, perche' c'e' una maggioranza granitica e compatta - secondo Veronesi - ma sara' una 'non legge' che annullera' il concetto stesso di testamento biologico". "Ho dedicato gran parte della mia vita a questo tema e ho scritto quattro libri al riguardo -ricorda Veronesi- e vi assicuro che il testamento biologico era nato per un'esclusiva ragione: dare alle persone che non vogliono una vita artificiale la possibilita' di scegliere. Il resto sono solo chiacchiere. Se il pensiero religioso impone" di non rinunciare all'alimentazione e all'idratazione forzate "non discuto, ma che il pensiero del cittadino non venga onorato e rispettato e' un pessimo inizio di decadenza civile del Paese", conclude.
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