Venerdì 5 giugno 2026
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Testamento biologico, il cuoricino laico del Pdl batte ancora?

U.E. - ITALIA
Notizia ·
 Un passo indietro dal ddl Calabro', per riflettere e poi ripartire sul biotestamento; la richiesta di una sorta di 'disarmo bilaterale'(no all'eutanasia, no all'accanimento terapeutico); l'invito a cercare intese ampie e una maggioranza trasversale sui temi etici, a dialogare con l'opposizione. E' stata firmata per ora da una ventina di deputati del Pdl, ma minaccia di avere l'effetto del documento dei '100' contro la norma sui medici-spia (poi cancellata dal ddl sicurezza), la lettera aperta a Silvio Berlusconi che sara' pubblicata domani sul 'Foglio' di Giuliano Ferrara.
Il documento - promossa da Benedetto Della Vedova, deputato del Pdl e leader dei Riformatori liberali, e firmato da altri 'laici' del Pdl, da Alessandra Mussolini a Mario Pepe, alla direttrice del Secolo d'Italia' Flavia Perina - segue il pranzo a casa di Gianni Letta tra Berlusconi e il presidente della Camera Gianfranco Fini. E l'ex leader di An, che piu' volte ha insistito con il Pdl sulla necessita' di rivedere il testo del Senato, soprattutto nella parte in cui obbliga alla alimentazione e alla idratazione dei pazienti, e' a conoscenza del testo e, naturalmente, lo condivide.
La lettera chiede al presidente del Consiglio di fare in modo che su un tema come il testamento biologico si ricerchino le massime convergenze con l'opposizione, come e' successo per il provvedimento sulle cure palliative, che e' stato approvato la scorsa settimana all'unanimita' da Montecitorio. L'obiettivo e' di azzerare (o quasi) il ddl Calabro', approvato prima dell'estate al Senato, e ricominciare a discutere a partire dalla commissione Affari Sociali della Camera, dove l'esame del testo e' appena al dibattito generale.
La prima risposta del Pd non si e' fatta attendere. La lettera 'e' un segnale importante, che non va fatto cadere - dice Barbara Pollastrini, ex ministro delle Pari Opportunita' - Servono una pausa di riflessione e un nuovo inizio. La ragionevolezza invoca un testo ispirato da un diritto mite, rispettoso della Costituzione, della liberta' e responsabilita' individuali su scelte cosi' intime'. Insomma, 'non manchera' la disponibilita'' del Pd 'a un confronto serio, che ricerchi soluzioni largamente condivise in Parlamento e dalla maggioranza del popolo italiano'.
Interviene oggi anche la senatrice Donatella Poretti (Radicali-Pd), segretaria della commissione Igiene e Sanita':
Sarebbe un atto dovuto quello delle dimissioni di Dorina Bianchi da capogruppo Pd in commissione Sanita'. La gestione politicamente suicida della vicenda del testamento biologico avrebbe dovuto insegnare che stare sui giornali non equivale sempre ad ottenere risultati politici per il gruppo che si dice di rappresentare, e nemmeno per le idee che si dice di voler sostenere. Oggi ci risiamo: la senatrice Bianchi si fa nominare relatrice di una indagine conoscitiva su cui i componenti della commissione e la presidenza del gruppo avevano manifestato forti perplessita' su modalita' e tempi, e in alcuni casi contrarieta', forse le dara' visibilita' mediatica, ma non giova al suo gruppo. Nella migliore delle ipotesi l'indagine si chiudera' con la messa all'indice della donna che non puo' essere lasciata da sola ad affrontare l'aborto, e rafforzera' la tesi secondo la quale l'aborto farmacologico e' un metodo che per le donne italiane non va bene, come fossero una specie a parte rispetto al resto del mondo. Nella peggiore delle ipotesi l'indagine si chiudera' aprendo la strada ad una modifica alla legge 194 in senso restrittivo prostrandosi alle richieste della Chiesa. Di certo cerchera' di dare una copertura istituzionale alle posizioni oscurantiste del Governo in vista delle linee guida che verranno emanate a fine mese. Questa e' la posizione del Partito Democratico o di Dorina Bianchi? La fase delle primarie del Pd potrebbe risultare utile proprio a dibattere i temi, anche quelli più scomodi.
E anche Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera, non chiude. 'Seguiremo la via maestra del confronto in commissione Affari Sociali, cosi' come sta gia' avvenendo, partendo dal testo del Senato e studiando con grande attenzione la possibilita' di emendamenti che lo migliorino realmente rifuggendo da ogni strumentalismo politico e anche avendo la consapevolezza che non si possono inseguire ipotesi semplicistiche', dice. Cicchitto sottolinea tuttavia che, 'purtroppo e' stato Peppino Englaro, richiedendo un intervento della magistratura che c'e' stato e in forme assai discutibili come nella parte della sentenza che ha presunto la scelta di Eluana Englaro sulla base di riferimenti del tutto forzati e pretestuosi, che ha determinato l'esigenza di fare una legge'.
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