Testamento biologico. Dialogo fra Fisichella e Cicchitto. Marino: sorpresi dal 'medico' Cuccurullo
FISICHELLA E CICCHITTO - Il presidente della Pontificia Accademia per la Vita, mons. Rino Fisichella, e' tornato ancora una volta a pronunciarsi sul caso di Eluana Englaro e sulla legge sul 'fine vita' che il Parlamento e' chiamato a stilare nei prossimi mesi. Per farlo, mons. Fisichella ha scelto l'inaugurazione del master in Bioetica dell'Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, retto dai Legionari di Cristo. 'Ci auguriamo - ha detto il vescovo - una legge sul fine vita il piu' possibile partecipata da tutto il Parlamento, indipendentemente dall'essere laici o cattolici', una legge che 'vada al di la' di ogni visione ideologica, e sappia puntare al bene di tutti'. 'I problemi della bioetica sono sul tavolo di molti parlamenti - ha aggiunto Fisichella - non solo in Italia, dove si sta preparando una legge che regoli la fine della vita, che dovrebbe riguardare la dignita' di ogni persona nel momento decisivo della propria esistenza'. Il cosiddetto 'testamento biologico' non e' accettabile, per il vescovo, se esso e' 'una provocazione a porsi di fronte al problema della fine della propria vita'. Se, pero', ha spiegato, 'e' un diritto della persona poter esprimere la propria volonta', non e' un atto libero quello di dover domandare un atto di eutanasia'.
Monsignor Fisichella 'afferma una cosa metodologicamente e politicamente saggia quando auspica una larga condivisione in Parlamento sulla legge per il testamento biologico, perche' su temi cosi' delicati sono preferibili larghe maggioranze e intese fra laici e cattolici, la qual cosa, evidentemente, implica capacita' e volonta' di mediazione': cosi' Fabrizio Cicchitto presidente dei deputati del Pdl. 'Nel merito - prosegue - sono piu' d'accordo con Monsignor Fisichella sul caso Eluana e anche sulle differenze fra Welby, perche' perfettamente cosciente (e quindi, a mio avviso, anche libero di decidere) e chi, invece, questa coscienza ha perso senza aver potuto prima esprimere in modo preciso la sua volonta'. Mentre sono meno d'accordo con Monsignor Fisichella sulla definizione dell'embrione e, per quel che riguarda il passato, sul divieto di analisi di preimpianto nella fecondazione assistita'. 'Cio' detto - afferma ancora Cicchitto - va, a mio avviso, fatta una distinzione fra l'ipotesi della cessazione dell'idratazione e dell'alimentazione e cio' che sottende l'espressione 'staccare la spina'. Non reputo condivisibile l'ipotesi della cessazione dell'idratazione e dell'alimentazione per ragioni attinenti alla possibile sofferenza che cio' comunque puo' comportare per il paziente, anche non cosciente. Il secondo caso, invece, si riferirebbe, evidentemente in presenza di una legge che lo regoli, a chi, avrebbe espresso, in tempi ragionevolmente ravvicinati, un preciso orientamento, appunto con il testamento biologico, prima di cadere in condizioni di incoscienza e di irreversibile irrecuperabilita', ovviamente valutata dal medico curante. Ma su tutto cio' e su altro va sviluppata una discussione seria, serena al di la' degli integralismi ideologici di opposto segno'.
MARINO: SORPRESI PER IL 'MEDICO' CUCCURULLO - "Il ministro Sacconi non ravvede la necessita' di un pronunciamento del Consiglio superiore di sanita' su alimentazione e idratazione artificiali". Ignazio Marino, senatore del Pd, a margine dell'assemblea nazionale della Fp Cgil medici, riferisce la risposta del ministro del Welfare alla richiesta, avanzata dalla commissione Sanita' del Senato, di un pronunciamento ufficiale del Css in merito al fatto se alimentazione e idratazione artificiali siano o meno trattamento medici. La commissione aveva scritto al ministro dopo che il presidente del Css Franco Cuccurullo, nell'audizione davanti alla commissione sui ddl sul testamento biologico, aveva precisato di parlare a titolo personale.
Durante l'audizione di Cuccurullo, spiega Marino, "in molti siamo rimasti sorpresi che un medico, che e' anche rettore e presidente del Consiglio superiore di sanita', affermi che, ad esempio, il posizionamento chirurgico di una sonda nello stomaco e la nutrizione artificiale non siano un trattamento medico ma solo un sostegno compassionevole". Quanto alla riposta del ministro, giunta alla commissione Sanita' del Senato ieri sera- e motivata, riferisce ancora Marino, col fatto che "il Css e' un organo consultivo del governo e non del Parlamento"- di certo, sottolinea il senatore Pd, "mette in imbarazzo molti membri del Css che non condividono le parole di Cuccurullo".
I CRISTIANI RIFORMATORI - 'Ci si deve interrogare se nella civile Italia, custode di valori millenari, sia pieta' far morire di sete e di fame una persona in coma vegetativo, che non e' in grado di alimentarsi da sola, o sia una tragica degenerazione dell'eutanasia'. E' la riflessione sulla vicenda di Eluana Englaro sollecitata da Alessandro Bettini e Alessandro Di Domenico del Movimento cristiano riformista delle Marche.
Eluana, affermano, 'non ha encefalogramma piatto, non e' attaccata a nessuna macchina, il suo cuore batte autonomamente, non assume farmaci, viene tutti i giorni alzata dal letto e accudita dal personale della clinica dove e' ricoverata. L'unico intervento medico riguarda l'alimentazione e l'idratazione che viene effettuato con un sondino. L'interruzione dell'alimentazione portera' Eluana ad una lenta morte per fame e per sete'.
'Non possiamo pertanto condividere - concludono Bettini e Di Domenico - una sentenza emessa per vuoto normativo. Riteniamo che la vita vada rispettata sempre e che alimentare una persona incapace di autonomia non sia accanimento terapeutico. Se Eluana verra' fatta morire, con lei morira' una parte della nostra storia e dei nostri valori'.
Monsignor Fisichella 'afferma una cosa metodologicamente e politicamente saggia quando auspica una larga condivisione in Parlamento sulla legge per il testamento biologico, perche' su temi cosi' delicati sono preferibili larghe maggioranze e intese fra laici e cattolici, la qual cosa, evidentemente, implica capacita' e volonta' di mediazione': cosi' Fabrizio Cicchitto presidente dei deputati del Pdl. 'Nel merito - prosegue - sono piu' d'accordo con Monsignor Fisichella sul caso Eluana e anche sulle differenze fra Welby, perche' perfettamente cosciente (e quindi, a mio avviso, anche libero di decidere) e chi, invece, questa coscienza ha perso senza aver potuto prima esprimere in modo preciso la sua volonta'. Mentre sono meno d'accordo con Monsignor Fisichella sulla definizione dell'embrione e, per quel che riguarda il passato, sul divieto di analisi di preimpianto nella fecondazione assistita'. 'Cio' detto - afferma ancora Cicchitto - va, a mio avviso, fatta una distinzione fra l'ipotesi della cessazione dell'idratazione e dell'alimentazione e cio' che sottende l'espressione 'staccare la spina'. Non reputo condivisibile l'ipotesi della cessazione dell'idratazione e dell'alimentazione per ragioni attinenti alla possibile sofferenza che cio' comunque puo' comportare per il paziente, anche non cosciente. Il secondo caso, invece, si riferirebbe, evidentemente in presenza di una legge che lo regoli, a chi, avrebbe espresso, in tempi ragionevolmente ravvicinati, un preciso orientamento, appunto con il testamento biologico, prima di cadere in condizioni di incoscienza e di irreversibile irrecuperabilita', ovviamente valutata dal medico curante. Ma su tutto cio' e su altro va sviluppata una discussione seria, serena al di la' degli integralismi ideologici di opposto segno'.
MARINO: SORPRESI PER IL 'MEDICO' CUCCURULLO - "Il ministro Sacconi non ravvede la necessita' di un pronunciamento del Consiglio superiore di sanita' su alimentazione e idratazione artificiali". Ignazio Marino, senatore del Pd, a margine dell'assemblea nazionale della Fp Cgil medici, riferisce la risposta del ministro del Welfare alla richiesta, avanzata dalla commissione Sanita' del Senato, di un pronunciamento ufficiale del Css in merito al fatto se alimentazione e idratazione artificiali siano o meno trattamento medici. La commissione aveva scritto al ministro dopo che il presidente del Css Franco Cuccurullo, nell'audizione davanti alla commissione sui ddl sul testamento biologico, aveva precisato di parlare a titolo personale.
Durante l'audizione di Cuccurullo, spiega Marino, "in molti siamo rimasti sorpresi che un medico, che e' anche rettore e presidente del Consiglio superiore di sanita', affermi che, ad esempio, il posizionamento chirurgico di una sonda nello stomaco e la nutrizione artificiale non siano un trattamento medico ma solo un sostegno compassionevole". Quanto alla riposta del ministro, giunta alla commissione Sanita' del Senato ieri sera- e motivata, riferisce ancora Marino, col fatto che "il Css e' un organo consultivo del governo e non del Parlamento"- di certo, sottolinea il senatore Pd, "mette in imbarazzo molti membri del Css che non condividono le parole di Cuccurullo".
I CRISTIANI RIFORMATORI - 'Ci si deve interrogare se nella civile Italia, custode di valori millenari, sia pieta' far morire di sete e di fame una persona in coma vegetativo, che non e' in grado di alimentarsi da sola, o sia una tragica degenerazione dell'eutanasia'. E' la riflessione sulla vicenda di Eluana Englaro sollecitata da Alessandro Bettini e Alessandro Di Domenico del Movimento cristiano riformista delle Marche.
Eluana, affermano, 'non ha encefalogramma piatto, non e' attaccata a nessuna macchina, il suo cuore batte autonomamente, non assume farmaci, viene tutti i giorni alzata dal letto e accudita dal personale della clinica dove e' ricoverata. L'unico intervento medico riguarda l'alimentazione e l'idratazione che viene effettuato con un sondino. L'interruzione dell'alimentazione portera' Eluana ad una lenta morte per fame e per sete'.
'Non possiamo pertanto condividere - concludono Bettini e Di Domenico - una sentenza emessa per vuoto normativo. Riteniamo che la vita vada rispettata sempre e che alimentare una persona incapace di autonomia non sia accanimento terapeutico. Se Eluana verra' fatta morire, con lei morira' una parte della nostra storia e dei nostri valori'.
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