Testamento biologico, Englaro al Parlamento: errare è umano ma...
"Bisogna vedere se e' costituzionale, e alla luce della sentenza del 16 ottobre del 2007 e' chiaro che non e' costituzionale. E' chiaro, alla luce di questa sentenza, che l'alimentazione e l'idratazione artificiali sono un atto terapeutico, e non un mezzo di sostentamento sempre dovuto". Lo ha detto Beppino Englaro, parlando della proposta di legge sul testamento biologico nel corso di un'intervista all'Agenzia Radiofonica Econews e ad Articolo 21 sul suo nuovo libro 'La vita senza limiti'. "Piu' che esprimersi - continua Englaro - una corte suprema di Cassazione, e loro andare nel senso oppostoà piu' conflittuale di cosi' non puo' essere. Bisogna vedere cosa dira' la Corte Costituzionale, come fece col conflitto di attribuzione. Dico che sbagliare e' umano, ma perseverare e' diabolico".
'L'esperienza insegna che bisognerebbe andare cauti sull'idea di testamento biologico', come testimoniato ad esempio dal caso Englaro, dove questo testamento e' stato addirittura 'presupposto': un fatto di 'una gravita' enorme', secondo quanto afferma il card. Camillo Ruini, ora presidente del Comitato Cei per il progetto culturale, in una intervista al sito Ilsussidiario.net. 'La Chiesa - spiega il porporato - interviene su questioni che riguardano l'ordine politico e legislativo quando questo ordine tocca problematiche che hanno innanzitutto una dimensione di etica pubblica, circostanza divenuta molto piu' frequente negli ultimi decenni, non per volonta' della Chiesa'. Un 'diritto-dovere', quello della Chiesa, secondo l'ex presidente della Cei, che 'moltissimi laici accolgono e condividono'. Con loro, 'e' facile trovare punti d'incontro', preclusi, invece, da 'un concetto troppo stretto di laicita' che comporta l'esclusione della trascendenza' ma 'anche il rifiuto di una morale oggettiva, fondata sulla natura stessa dell'uomo'.
'Fra non molti anni - conclude Ruini - le biotecnologie saranno capaci di modificare profondamente il soggetto umano: c'e' chi tende a una specie di superuomo, illudendosi cosi' di fare il bene dell'umanita'. E' importante che le biotecnologie vengano usate per curare il soggetto umano, non per trasformarlo o per distruggerlo, secondo un disegno prometeico che si rivolgerebbe contro l'uomo stesso'.
'L'esperienza insegna che bisognerebbe andare cauti sull'idea di testamento biologico', come testimoniato ad esempio dal caso Englaro, dove questo testamento e' stato addirittura 'presupposto': un fatto di 'una gravita' enorme', secondo quanto afferma il card. Camillo Ruini, ora presidente del Comitato Cei per il progetto culturale, in una intervista al sito Ilsussidiario.net. 'La Chiesa - spiega il porporato - interviene su questioni che riguardano l'ordine politico e legislativo quando questo ordine tocca problematiche che hanno innanzitutto una dimensione di etica pubblica, circostanza divenuta molto piu' frequente negli ultimi decenni, non per volonta' della Chiesa'. Un 'diritto-dovere', quello della Chiesa, secondo l'ex presidente della Cei, che 'moltissimi laici accolgono e condividono'. Con loro, 'e' facile trovare punti d'incontro', preclusi, invece, da 'un concetto troppo stretto di laicita' che comporta l'esclusione della trascendenza' ma 'anche il rifiuto di una morale oggettiva, fondata sulla natura stessa dell'uomo'.
'Fra non molti anni - conclude Ruini - le biotecnologie saranno capaci di modificare profondamente il soggetto umano: c'e' chi tende a una specie di superuomo, illudendosi cosi' di fare il bene dell'umanita'. E' importante che le biotecnologie vengano usate per curare il soggetto umano, non per trasformarlo o per distruggerlo, secondo un disegno prometeico che si rivolgerebbe contro l'uomo stesso'.
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