Mercoledì 10 giugno 2026
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Testamento biologico. Ignazio Marino: medici italiani contro ddl Calabro'

U.E. - ITALIA
Notizia ·
La posizione espressa dalla Federazione dei medici a proposito delle dichiarazioni anticipate di volontà "non potrà essere ignorata dalla Camera dei deputati quando affronterà il tema del testamento biologico", per il senatore del Pd Ignazio Marino.
"Aggiungo che l'auspicio della Fnomceo ad aiutare la ripresa di un confronto sereno nel parlamento e nel paese per offrire soluzioni alte e condivise, non puó che trovarmi completamente d'accordo", si legge in un comunicato a commento della recente presa di posizione dei medici. "Si tratta - afferma ancora Marino - di un giudizio chiaro che sarebbe stato utile conoscere prima dell'approvazione della legge al Senato, ma sarà certamente determinante nel corso del dibattito che sarà avviato nell'altro ramo del Parlamento. Come ho detto tante volte: la politica non puó scrivere delle leggi che hanno a che fare con la medicina, la scienza e con i diritti costituzionali delle persone senza tenere conto di che cosa pensano i medici, perche' - conclude Marino - sono loro che con questi temi hanno a che fare ogni giorno, nell'esercizio di una professione difficile e delicatissima".

La Federazione degli ordini dei medici (Fnom) ha 'condiviso la gran parte dei punti fondanti della legge approvata in Senato' sulle Dichiarazioni anticipate di trattamento (Dat). Lo dichiara il senatore Raffaele Calabro' (PdL), relatore in Senato della legge sul testamento biologico.
'In particolare - rileva Calabro' in una nota - la Fnom riconosce la non vincolativita' delle dichiarazioni anticipate di trattamento e il ruolo del medico chiamato ad attualizzarle e contestualizzarle. Riconosce inoltre il ruolo del fiduciario, che deve rappresentare le volonta' del dichiarante, e riconosce l'importanza del fatto che le Dat non siano illimitate nel tempo e che vengano redatte alla presenza di un medico che con chiarezza possa chiarirne gli aspetti tecnici'. Secondo Calabro' e' dunque 'evidente l'apprezzamento nei confronti del testo di legge da parte della Fnom. Resta - precisa - un unico punto di distanza, rispetto alla possibilita' o meno che idratazione e alimentazione siano oggetto di dichiarazioni anticipate: le societa' scientifiche non sono concordi sul fatto che si tratti di terapie, e grazie al dialogo da tutti auspicato confidiamo di convincere anche la Fnom del fatto che in una materia cosi' delicata di fronte a un'incertezza debba valere il principio di precauzione'.
'Dispiace - conclude Calabro' riferendosi alle dichiarazioni di Ignazio Marino (Pd), secondo il quale la Camera 'non puo' ignorare i medici' - che il senatore Marino non abbia compreso cio' che la Fnom sostiene nel suo documento, o, peggio ancora, che abbia basato le sue valutazioni su qualche titolo di giornale invece di approfondire attraverso la lettura del testo, come una materia cosi' complessa consiglierebbe di fare'.

La "incapacità" o il "rifiuto" di "porsi la domanda sul senso della malattia e del dolore", tipici della società odierna, hanno "alla lunga" un "effetto disumanizzante e autodistruttivo, come mostrano i tentativi di legittimazione dell'eutanasia": lo denuncia il segretario generale della Cei, monsignor Mariano Crociata.
"Nella perdita dell'orizzonte trascendente e credente - ha detto il presule questo pomeriggio a Silvi Marina (Te), intervenendo all'apertura dei lavori dell'XI Convegno nazionale dei direttori degli uffici diocesani di pastorale della sanità - la malattia e il dolore vengono considerati come condizioni da evitare, superare e trattare tecnicamente con gli strumenti che la scienza e la medicina mettono a disposizione. E ció non avrebbe alcunch, di deprecabile se non arrivasse a escludere del tutto la possibilità di dare un senso, o almeno di porre la questione del perch,". Per il segretario della Conferenza episcopale italiana, "le persone ammalate e disabili, oltre al peso della loro condizione, finiscono con l'avvertire e sperimentare anche il dramma della solitudine e del non-senso della loro condizione", mentre nella visione cristiana "la salute è considerata un `bene penultimo` che richiede una prassi di equilibrio e di sobrietà e un progetto di vita buona". A riportare il discorso di monsignor Crociata è il 'Sir', agenzia stampa dei vescovi italiani.

La nutrizione di un essere umano in stato vegetativo 'non e' un atto medico e rientra, con l'idratazione, nella categoria dei sostegni vitali che non possono essere negati a nessuno'. Cosi' l'Associazione Scienza & Vita interviene nel dibattito sollevato dalla presa di posizione della Federazione nazionale ordini medici chirurghi e odontoiatri (Fnomceo), che in un proprio documento prevede la possibilita' di interrompere la nutrizione dei malati in stato vegetativo sulla base di dichiarazioni anticipate.
L'associazione afferma di 'prendere atto della profonda spaccatura che si e' manifestata all'interno della categoria medica' e invita i vertici della Fnomceo ad 'accostarsi al tema secondo il principio di precauzione'.
'Pur prendendo atto che la Fnomceo sposa la causa dell'alleanza terapeutica fra medico e paziente - afferma Scienza e vita - mettiamo in guardia dal rischio di abbassare la guardia negli stati vegetativi, come in generale nel fine vita, ovvero nei momenti di maggiore fragilita' dell'esistenza umana'. Purtroppo, conclude l'associazione, 'il passo e' breve: non basta proclamare di essere contro l'eutanasia e il suicidio assistito. Infatti, cos'e' il decidere in anticipo di lasciarsi morire di fame e di sete se non una forma di suicidio al quale il medico dovrebbe assistere impotente?'.
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