Testamento biologico. Incontro alla Luiss
"Il governo ha portato a un livello di esasperazione e confusione un tema strettamente legato alle liberta' fondamentali". Cosi' Beppino Englaro, intervenendo a un incontro all'universita' Luiss organizzato dagli studenti Luca Coscioni sul tema del testamento biologico.
Fermato dai giornalisti prima di prendere parte all'incontro, Englaro torna a puntare il dito sul Ddl approvato in Senato, etichettandolo "semplicemente come una forzatura della vicenda di Eluana", la donna che il padre e' tornato a definire un "autentico purosangue della liberta'". Confrontandosi con il relatore del provvedimento a palazzo Madama, Raffaele Calabro', il padre di Eluana ha ripercorso l'intera vicenda di sua figlia. "Eluana - ha tuonato - e' diventata vittima sacrificale di un limbo di Stato. Devo essere costretto a vivere senza limiti - ha chiesto a Calabro' e al sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano - per il solo fatto di essere al mondo?".
Englaro, incalzato dai giornalisti, ha ribadito di non essere pentito per le scelte compiute: "non potevo non rispettare la volonta' di mia figlia, che conosceva perfettamente la situazione dello stato vegetativo giacche' un anno prima un suo amico si era ritrovato nelle medesime condizioni". Di fronte alla somministrazione dell'alimentazione e dell'idratazione artificiali, "Eluana - ha assicurato il padre della donna - avrebbe detto un semplice 'no grazie'".
Se il Ddl sul testamento biologico approvato in Senato non dovesse subire modifiche sostanziali a Montecitorio, "finirebbe sicuramente davanti alla Corte Costituzionale". E' convinto l'ex premier Giuliano Amato, attuale presidente dell'Istituto dell'enciclopedia italiana, intervenuto al un dibattito.
"Spero che la Camera dei deputati cambi un provvedimento che e' finito per diventare un 'non-sense'". I cittadini di fronte alle misure contenute nel Ddl potrebbero chiedersi, secondo Amato, "cosa l'avete fatta a fare se le dichiarazioni anticipate di trattamento diventano un'indicazione di massima che puo' essere disattesa?". Amato ha infine ribadito che la Consulta rimane "l'interprete della legge superiore alla quale le leggi del Parlamento sono subordinate".
"Il mio auspicio e' che il testo uscito dall'Aula del Senato, certamente migliore di quello che vi era entrato, possa reggere alla Camera e che non vengano meno quei presidi relativi alla non vincolatilita' delle dichiarazioni e al concetto di alimentazione e idratazione". Lo ha detto il sottosegretario all'Interno, Alfredo Mantovano, intervenendo alla Luiss. Dello stesso avviso anche il relatore del testo al Senato, Raffaele Calabro': "sono convinto che alla Camera non ci saranno modifiche sostanziali rispetto ai principi basilari della legge". Di tutt'altro avviso Giuliano Amato, presente anch'egli all'incontro, secondo il quale "se la legge rimanesse quella approvata al Senato finirebbe di sicuro davanti alla Corte Costituzionale. Penso e credo che il testo sara' cambiato".
Fermato dai giornalisti prima di prendere parte all'incontro, Englaro torna a puntare il dito sul Ddl approvato in Senato, etichettandolo "semplicemente come una forzatura della vicenda di Eluana", la donna che il padre e' tornato a definire un "autentico purosangue della liberta'". Confrontandosi con il relatore del provvedimento a palazzo Madama, Raffaele Calabro', il padre di Eluana ha ripercorso l'intera vicenda di sua figlia. "Eluana - ha tuonato - e' diventata vittima sacrificale di un limbo di Stato. Devo essere costretto a vivere senza limiti - ha chiesto a Calabro' e al sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano - per il solo fatto di essere al mondo?".
Englaro, incalzato dai giornalisti, ha ribadito di non essere pentito per le scelte compiute: "non potevo non rispettare la volonta' di mia figlia, che conosceva perfettamente la situazione dello stato vegetativo giacche' un anno prima un suo amico si era ritrovato nelle medesime condizioni". Di fronte alla somministrazione dell'alimentazione e dell'idratazione artificiali, "Eluana - ha assicurato il padre della donna - avrebbe detto un semplice 'no grazie'".
Se il Ddl sul testamento biologico approvato in Senato non dovesse subire modifiche sostanziali a Montecitorio, "finirebbe sicuramente davanti alla Corte Costituzionale". E' convinto l'ex premier Giuliano Amato, attuale presidente dell'Istituto dell'enciclopedia italiana, intervenuto al un dibattito.
"Spero che la Camera dei deputati cambi un provvedimento che e' finito per diventare un 'non-sense'". I cittadini di fronte alle misure contenute nel Ddl potrebbero chiedersi, secondo Amato, "cosa l'avete fatta a fare se le dichiarazioni anticipate di trattamento diventano un'indicazione di massima che puo' essere disattesa?". Amato ha infine ribadito che la Consulta rimane "l'interprete della legge superiore alla quale le leggi del Parlamento sono subordinate".
"Il mio auspicio e' che il testo uscito dall'Aula del Senato, certamente migliore di quello che vi era entrato, possa reggere alla Camera e che non vengano meno quei presidi relativi alla non vincolatilita' delle dichiarazioni e al concetto di alimentazione e idratazione". Lo ha detto il sottosegretario all'Interno, Alfredo Mantovano, intervenendo alla Luiss. Dello stesso avviso anche il relatore del testo al Senato, Raffaele Calabro': "sono convinto che alla Camera non ci saranno modifiche sostanziali rispetto ai principi basilari della legge". Di tutt'altro avviso Giuliano Amato, presente anch'egli all'incontro, secondo il quale "se la legge rimanesse quella approvata al Senato finirebbe di sicuro davanti alla Corte Costituzionale. Penso e credo che il testo sara' cambiato".
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