Venerdì 5 giugno 2026
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Testamento biologico. Medici rianimatori e palliativisti contrari al ddl Calabrò, Roccella delusa

U.E. - ITALIA
Notizia ·
RIANIMATORI - Sul testamento biologico l'Italia ha bisogno di una legislazione 'leggera', un 'diritto mite', che non invada l'autonomia del medico e del paziente. Lo afferma Vito Aldo Peduto, presidente della Societa' italiana di anestesia analgesia rianimazione e terapia intensiva (Siaarti), nel corso delle audizioni informali in commissione Affari sociali alla Camera sulle proposte di legge riguardanti le dichiarazioni anticipate di trattamento (Dat).
La Siaarti 'concorda con la Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo) sulla necessita' che il legislatore intervenga formulando un diritto mite - spiega Peduto - che si limiti cioe' a definire la cornice di legittimita' giuridica sulla base dei diritti della persona costituzionalmente protetti'. Dunque, avverte, 'senza invadere l'autonomia del paziente e quella del medico, prefigurando tipologie di trattamenti disponibili e non disponibili nella relazione di cura'. Il riferimento, ovviamente, e' al divieto di interruzione di idratazione e nutrizione artificiale previste dal testo approvato al Senato. La nutrizione artificiale, 'in accordo con una vasta e autorevole letteratura scientifica', va considerata 'un trattamento assicurato da competenze mediche e sanitarie, che richiede il consenso informato del paziente'. Un campo in cui 'puo' intervenire la scelta informata e consapevole, attuale o dichiarata anticipatamente, del paziente, e la liberta' di scienza e coscienza del medico'.

PALLIATIVISTI - Il testo di legge sul testamento biologico approvato al Senato 'metterebbe in difficolta' il mondo delle cure palliative'. Danila Valenti, vicepresidente della Sicp (Societa' italiana cure palliative), spiega cosi', durante le audizioni.
'Nei pazienti terminali - prosegue - spesso la sospensione di idratazione e nutrizione artificiali avviene per ragioni cliniche: il cuore spesso non e' in grado di gestire i liquidi introdotti con le flebo, il rischio e' di aggravare la situazione'. E nel testo approvato al Senato, precisa Valenti, 'non si parla di esclusivita' per gli stati vegetativi, se non in alcune sue parti: infatti la legge e' intitolata 'Disposizioni in materia di alleanza terapeutica, consenso informato e dichiarazioni anticipate di trattamento''. Dunque, afferma la vicepresidente della Sicp, avrebbe ricadute anche sui pazienti terminali.
I medici palliativisti curano 'pazienti normalmente lucidi fino alla fine, coi quali c'e' la massima possibilita' di costruire una alleanza terapeutica. Nel caso degli stati vegetativi la possibilita' di esprimersi all'interno di una alleanza terapeutica non c'e', allora deve valere quanto espresso all'interno di alleanze precedenti', sottolinea Valenti. Dunque, anche un paziente in stato vegetativo 'ha diritto a manifestare la propria volonta', e puo' farlo solo con la dichiarazione anticipata di trattamento'. Quanto a nutrizione e idratazione artificiali 'sono atti medici, e in quanto tali oggetto di Dat'.

ROCCELLA DELUSA - Le audizioni di esperti svolte ieri in commissione Affari sociali della Camera attorno ai progetti di legge sul testamento biologico hanno portato 'contributi interessanti, ma purtroppo non si e' partiti dal testo di legge in discussione'. Lo afferma il sottosegretario al Welfare con delega ai temi etici Eugenia Roccella, presente alla seduta. 'La legge vale per i pazienti in stato vegetativo, e non per i malati terminali - sottolinea - in commissione c'e' stata una discussione confusa'.
Secondo Roccella, 'e' verissimo che nei casi di malati oncologici terminali la questione e' diversa da quella posta su idratazione a alimentazione dal ddl Calabro': in questi casi si puo' sospendere'. E aggiunge che 'se si decidesse di allargare la platea' al di la' dai soli stati vegetativi, 'ne dovrebbe seguire una correzione su idratazione e nutrizione'. Ma, ribadisce, 'la legge in discussione e' per gli stati vegetativi'.
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