Testamento biologico. Mons. Sgreccia sulle proposte al Senato italiano: non ne va bene una
I testi delle proposte di legge sul testamento biologico 'sono tutti ambigui perche' fanno passare sottobanco l'eutanasia. Cosa che li rende un atto legislativo sleale'. E' il duro giudizio di mons. Elio Sgreccia, presidente della Pontificia Accademia della Vita. Il vescovo esperto di bioetica (ha fondato il Centro di bioetica dell'Universita' Cattolica), non respinge tuttavia in linea di principio una normativa 'leale'. 'In linea teorica si potrebbe consentire al malato di esprimere la sua volonta' con dichiarazioni anticipate, a precise condizioni'.
Davanti alle proposte presentate in Parlamento, pero', 'di fatto la posizione del mondo cattolico ora e' di sperare che non passino'. Mons. Sgreccia e' intervenuto al convegno su depressione e cancro, organizzato presso il centro congressi Ifo a Roma.
'Condivido l'auspicio di Mons. Sgreccia: sull'eutanasia e' meglio che non ci sia nessuna legge'. A dichiararlo e' Alfredo Mantovano.
'Chi oggi e' affetto da patologie gravi, e la famiglia che lo assiste, non hanno necessita' di nuove norme; hanno bisogno che il sistema sanitario e dei servizi sociali eviti di abbandonarli e vari un piano di aiuti e di affiancamento concreti. Vi e' necessita' di politiche e di risorse mirate da parte delle Regioni, piu' che di nuove leggi dello Stato'. 'In particolare, norme, come quelle in discussione alla Commissione Sanita' del Senato, che qualificano l'alimentazione e l'idratazione artificiali in termini di 'cure sproporzionate' sono in grado di provocare solo ulteriori danni, senza risolvere i problemi esistenti'.
Davanti alle proposte presentate in Parlamento, pero', 'di fatto la posizione del mondo cattolico ora e' di sperare che non passino'. Mons. Sgreccia e' intervenuto al convegno su depressione e cancro, organizzato presso il centro congressi Ifo a Roma.
'Condivido l'auspicio di Mons. Sgreccia: sull'eutanasia e' meglio che non ci sia nessuna legge'. A dichiararlo e' Alfredo Mantovano.
'Chi oggi e' affetto da patologie gravi, e la famiglia che lo assiste, non hanno necessita' di nuove norme; hanno bisogno che il sistema sanitario e dei servizi sociali eviti di abbandonarli e vari un piano di aiuti e di affiancamento concreti. Vi e' necessita' di politiche e di risorse mirate da parte delle Regioni, piu' che di nuove leggi dello Stato'. 'In particolare, norme, come quelle in discussione alla Commissione Sanita' del Senato, che qualificano l'alimentazione e l'idratazione artificiali in termini di 'cure sproporzionate' sono in grado di provocare solo ulteriori danni, senza risolvere i problemi esistenti'.
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