Venerdì 5 giugno 2026
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Testamento biologico. Nel Pdl c'e' chi vuole l'obbligatorieta' del respiratore meccanico

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Dopo i malumori nel Pd (seppure di diversa opzione come quelli di Ignazio Marino e Francesco Rutelli), il malessere emerge anche nelle file del Pdl rispetto al testo del disegno di legge sul testamento biologico in discussione nella Commissione sanita' del Senato.
Cinquantatre parlamentari della maggioranza hanno infatti firmato un documento chiedendo che il testo messo a punto da Raffaele Calabro', Pdl, relatore della Commissione, preveda norme ancora piu' restrittive nel vietare qualsiasi forma di sospensione di alimentazione e idratazione forzate. I parlamentari temono qualche concessione di merito al Pd. I dissensi sono emersi nella riunione dei deputati e senatori del Pdl che e' stata aperta da Gianni Letta, sottosegretario alla presidenza del Consiglio (erano presenti anche Maurizio Sacconi, ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, ed Eugenia Roccella, sottosegretaria al Welfare). Letta ha sottolineato soprattutto la correttezza con cui Maurizio Gasparri e Gaetano Quagliariello, presidente e vicepresidente del Gruppo Pdl al Senato, hanno gestito fin qui la discussione sul testamento biologico. Nel corso del confronto, Gasparri ha pero' bacchettato Beppe Pisanu. L'ex ministro degli Interni e attuale presidente della Commissione bicamerale antimafia, e' stato definito 'distratto' dal presidente del Gruppo Pdl perche' ha votato la mozione di indirizzo della maggioranza sul testamento biologico ma poi ha annunciato che non partecipera' al voto quando il testo in discussione nella Commissione sanita' verra' discusso dall'Aula. Pisanu ha subito replicato in modo piccato: 'Sono cosi' distratto che a volte mi sfuggono gli alti pensieri di Gasparri'. Per lui, sarebbe meglio non legiferare su una materia cosi' delicata e lasciare al buon senso di famigliari e medici la soluzione dei casi in cui un malato vive in stato vegetativo per lunghissimi periodi. Ma al di la' di questo contenzioso tra i due esponenti del Pdl il dissenso sul contenuto del disegno di legge s'incentra sulla definizione di accanimento terapeutico e sullo stesso istituto della dichiarazione anticipata di trattamento. Il documento sottoscritto dai cinquantatre parlamentari (c'e' anche la firma di Francesco Cossiga, ex capo dello Stato) chiede norme ancora piu' restrittive rispetto al disegno di legge. Secondo qualche indiscrezione, anche la posizione di Pisanu non sarebbe del tutto isolata. Sul fronte del Pd c'e' invece da segnalare un autorevole appello pubblicato dalla rivista 'MicroMega' di Paolo Flores d'Arcais. Umberto Veronesi, Stefano Rodota' e Andrea Camilleri sostengono che 'la proposta del Pd non e' una mediazione, ma una resa'. Rivolgendosi direttamente al neosegretario Dario Franceschini, criticano gli emendamenti presentati dal Pd e quelli presentati da Francesco Rutelli (ritenuti quest'ultimi 'indistinguibili' da quelli della maggioranza perche' non prevedono che sia il malato a decidere del proprio destino con un atto preventivo al suo stato vegetativo). L'appello condivide il testo presentato a suo tempo da Ignazio Marino, ex capogruppo del Pd nella Commissione sanita' del Senato, e ritiene che il divieto a ogni forma di testamento biologico 'sarebbe una rinuncia pura e semplice ai diritti elementari sanciti dalla Costituzione, dalla convenzione di Oviedo, dalle sentenze della Cassazione'. Anna Finocchiaro, capogruppo del Pd al Senato, ha nel frattempo respinto le accuse di ostruzionismo che erano state fatte al suo partito da parte del Pdl ricordando che, come stabilito, la discussione sul disegno di legge iniziera' in Aula a iniziare da giovedi' prossimo 5 marzo. 'Da parte nostra non c'e' nessuna volonta' ostruzionistica, solo la necessita' di discutere un testo che riguarda una materia cosi' impegnativa', ha precisato. I tempi di approvazione del provvedimento si sono allungati perche' mentre la Commissione sanita' ha iniziato a discutere gli oltre 500 emendamenti (questo esame non terminera' oggi come invece era stato previsto in un primo momento), la Commissione affari costituzionali di Palazzo Madama ha deciso di esprime il proprio parere di costituzionalita' solo martedi' prossimo. Nella Commissione affari costituzionali non sono stati solo i senatori di Pd e Idv a sollevare problemi di incostituzionalita' su alcuni articoli del disegno di legge. Giuseppe Saro, Pdl, ha espresso per esempio dubbi sulla parte relativa all'idratazione e nutrizione artificiale dal momento che contrasta 'con la liberta' e l'autodeterminazione del singolo'. Per non alterare il calendario dei lavori che prevede che il confronto in Aula inizi giovedi' prossimo, la Commissione sanita' del Senato potrebbe essere costretta a convocarsi anche in seduta notturna per esaminare tutti gli emendamenti. In questo quadro, sembra sfumata l'ipotesi che gli emendamenti presentati nei giorni scorsi da Rutelli possano costituire l'asse di un dialogo tra maggioranza e opposizione.   

SCONTRO MARINO-TOMASSINI SU CURE PALLIATIVE
- "Quello delle cure palliative e' un aspetto che io sollevero' all'inizio della seduta di stasera, perche' il fatto che siano stati dichiarati 'improponibili' una serie di emendamenti che riguardano le cure palliative e le terapie del dolore e' inaccettabile". Parla - a margine dei lavori della commissione sanita' del Senato impegnata nell'esame degli emendamenti al ddl Calabro' sul testamento biologico- il senatore Pd Ignazio Marino, che aggiunge: "io credo che in una legge come questa se non si vuole fare un manifesto ideologico e di burocratizzazione della morte debbano essere messe anche le risorse per aiutare davvero le persone.Dire che questo non si fara' - come ha detto oggi il presidente della Commissione perche' si fara' in un'altra legge vuol dire evadere una questione centrale, quella della sofferenza". Non si fa attentere la replica di Antonio Tomassini, che parlando con i giornalisti, spiega la sua posizione: "io non ho agito solamente sulla mia convinzione - dice - ma consultando gli uffici legislativi del Senato e le interpretazioni che il presidente del Senato ha detto e ordinato di dare ai presidenti, vale a dire di essere molto restrittivi sull'ammissibilita' o meno di alcuni emendamenti, e io cosi' mi sono comportato. E vorrei ricordare - conclude - che gli hospice che ci sono in Italia sono stati tutti costruiti durante il precedente governo Berlusconi, non prima e non dopo".   

CASSON, DA COMMISSIONE GIUSTIZIA CRITICHE A DDL CALABRO'
- 'La maggioranza in commissione Giustizia ha accolto alcune osservazioni contenute nel parere di minoranza presentato dal Pd, con particolare riferimento alla natura vincolante della dichiarazione anticipata (testamento biologico) e alla farraginosita' e inaccettabile burocratizzazione delle dichiarazioni stesse affidate esclusivamente ad un notaio. Si tratta di un voto importante che ha visto l'unanimita' della commissione Giustizia convergere su alcune considerazioni critiche al ddl Calabro''. E' quanto dichiara il senatore Pd, Felice Casson. 'I rappresentanti del Pd hanno inoltre sottolineato che l'alimentazione e l'idratazione artificiali non possono essere considerate un trattamento sanitario obbligatorio poiche' cio' sarebbe di dubbia compatibilita' con gli articoli 2,13 e 32 della Costituzione - prosegue Casson - . Sono stati infatti ribaditi i principi sanciti dall'articolo 32 della Costituzione, in particolare nella parte in cui precisa che, ancorche' imposto per legge, il trattamento sanitario non puo' comunque in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana e delle sue convinzioni e volonta'. Un'impostazione che e' stata confermata anche dalla giurisprudenza di Strasburgo. Come Pd abbiamo inoltre ribadito che l'esclusione della vincolativita' delle scelte individuale sulle terapie da accettare e alla stessa inviolabilita' del corpo priva del tutto il soggetto del diritto all'autodeterminazione e alla dignita' intesa quale divieto di strumentalizzazione della persona per fini che la trascendano'. 'Si tratta di principi importanti che avrebbero dovuti essere condivisi da tutta la commissione - conclude -, resta in ogni caso significativo il voto di oggi che indica quanto il ddl Calabro' contenga norme palesemente incostituzionali e che cio' venga segnalato all'unanimita' da senatori della maggioranza e dell'opposizione'.    

POLEMICA FRA VERONESI E FRANCESCHINI - 'La proposta del Pd sulla legge di fine-vita non sono una mediazione, ma una resa': e' quanto si legge in una lettera aperta al segretario del Pd Dario Franceschini firmata da Umberto Veronesi, Stefano Rodota', Paolo Flores d'Arcais e Andrea Camilleri, pubblicata su Micromega. Nella lettera si ricorda che la Costituzione della Repubblica nel suo articolo 32, e la convenzione di Oviedo, la legge sul servizio sanitario nazionale, e numerose sentenze della Cassazione, stabiliscono in modo tassativo che nessun cittadino puo' essere sottomesso a trattamenti senza il suo consenso (debitamente informato) e che tale consenso puo' essere ritirato in qualsiasi momento. 'Sulla propria vita, insomma, puo' decidere solo chi la vive, e nessun altro'. Il disegno di legge Calabro', si legge ancora, 'distrugge tale diritto'. E' evidente, per i quattro firmatari, 'il carattere anticostituzionale di tale legge, ma anche il suo carattere semplicemente disumano. Purtroppo gli emendamenti proposti dal suo partito (primo firmatario Anna Finocchiaro) lasciano intatta la violenza dell'articolo 2 comma 2, e aprono solo un modesto spiraglio rispetto a quella dell'articolo 5 comma 6'. 'Non parliamo - proseguono i firmatari della lettera indirizzata a Franceschini - della cosiddetta 'mediazione' di Rutelli, praticamente indistinguibile dal disegno di legge della maggioranza, e che non a caso e' stata benevolmente accolta dall'onorevole Quagliariello. Il Partito democratico aveva il suo progetto di legge da anni, e con tale programma ando' alle elezioni che portarono al secondo governo Prodi: la legge firmata da Ignazio Marino. Ogni passo indietro rispetto a tale proposta sarebbe una rinuncia pura e semplice ai diritti elementari sanciti dalla Costituzione, dalla convenzione di Oviedo, dalle sentenze della Cassazione'.   
La linea sul testamento biologico 'la decide il partito e i parlamentari, e nessuno anche se autorevole, ce la puo' dettare'. Cosi' il segretario del Pd, Dario Franceschini risponde a Veronesi e alle altre personalita' della cultura per contestare le decisioni del Pd in materia. Franceschini ha incontrato i senatori e i deputati del Pd per un breve saluto (10 minuti), durante il quale ha toccato il tema caldo del testamento biologico. 'Nel partito c'e' una posizione prevalente condivisa da laici e cattolici; poi c'e' l'unanimita' contro la proposta del Pdl', cioe' il testo Calabro', e infine ci sono altre posizioni 'tutte da rispettare e a cui garantire pari dignita''. 'Ho letto attentamente la lettera di Veronesi e degli altri intellettuali, pero' con tutto il rispetto che si deve a queste personalita', la linea su questi temi la decide il partito e i parlamentari, e nessuno, anche se autorevole, la puo' dettare'.   
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