Testamento biologico. Persino i Medici Cattolici contro il sondino obbligatorio per tutti
Riconoscere l'alleanza terapeutica tra paziente e personale sanitario 'come l'alveo naturale di riferimento per una comprensione adeguata della questione, oltre che elemento fondante la relazione di cura' e nella dialettica tra curare e prendersi cura 'non sottovalutare come i progressi della medicina hanno fatto in modo che, tecnologie sempre nuove e che permettono interventi sempre piu' efficaci sul corpo umano, riguardino sempre piu' esplicitamente l'ambito del prendersi cura'. Questa in sintesi la posizione formulata in un documento dalla sezione di Milano dei Medici Cattolici Italiani.
Il tema dell'alleanza terapeutica e' fondamentale per garantire un equilibrio tra il 'paternalismo medico' e 'l'autonomia assoluta del paziente' che 'rischiano di dimenticare l'imprescindibile relazionalita' nel processo del prendersi cura, dove la fiducia e' un elemento irrinunciabile'. Questo e' 'l'appropriato contesto anche per una corretta valutazione delle pratiche di alimentazione e idratazione artificiale'. Fatta salva la dignita' della persona del malato, 'di cui sempre occorre prendersi cura qualunque sia la sua condizione clinica, non si puo' tuttavia ignorare la diversita' delle situazioni con le loro molteplici variabili e con la necessita' caso per caso di compiere un discernimento prudente della proporzionalita' (da parte del medico e in generale del personale sanitario, tenendo in debita considerazione la volonta' del malato) circa i modi e i tempi del procedere, perche' il paziente possa continuare a vivere con dignita' o con dignita' sia accompagnato nel processo del morire'.
Occorre, infatti, prendere atto e riconoscere con onesta', pur fuggendo, nel complesso, ogni idea latente o manifesta di eutanasia, che questi interventi a volte 'non ottengono il fine per cui sono istaurati o sono troppo gravosi per il paziente'. Per questo, conclude il documento dei medici cattolici, alimentazione e idratazione artificiali devono essere compresi 'nell'ambito della relazione terapeutica, che si configuri quale alleanza terapeutica tra paziente e personale sanitario e dove l'agire con prudenza potrebbe essere garantito dalla pluralita' delle voci in una decisione partecipata'.
Il tema dell'alleanza terapeutica e' fondamentale per garantire un equilibrio tra il 'paternalismo medico' e 'l'autonomia assoluta del paziente' che 'rischiano di dimenticare l'imprescindibile relazionalita' nel processo del prendersi cura, dove la fiducia e' un elemento irrinunciabile'. Questo e' 'l'appropriato contesto anche per una corretta valutazione delle pratiche di alimentazione e idratazione artificiale'. Fatta salva la dignita' della persona del malato, 'di cui sempre occorre prendersi cura qualunque sia la sua condizione clinica, non si puo' tuttavia ignorare la diversita' delle situazioni con le loro molteplici variabili e con la necessita' caso per caso di compiere un discernimento prudente della proporzionalita' (da parte del medico e in generale del personale sanitario, tenendo in debita considerazione la volonta' del malato) circa i modi e i tempi del procedere, perche' il paziente possa continuare a vivere con dignita' o con dignita' sia accompagnato nel processo del morire'.
Occorre, infatti, prendere atto e riconoscere con onesta', pur fuggendo, nel complesso, ogni idea latente o manifesta di eutanasia, che questi interventi a volte 'non ottengono il fine per cui sono istaurati o sono troppo gravosi per il paziente'. Per questo, conclude il documento dei medici cattolici, alimentazione e idratazione artificiali devono essere compresi 'nell'ambito della relazione terapeutica, che si configuri quale alleanza terapeutica tra paziente e personale sanitario e dove l'agire con prudenza potrebbe essere garantito dalla pluralita' delle voci in una decisione partecipata'.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti