Testamento biologico. Pressing cattolico su Berlusconi
Sulla vicenda di Eluana Englaro e le proposte di legge sul 'trattamento di fine vita' - scrive Famiglia cristiana nell'editoriale del prossimo numero - 'siamo di fronte al suicidio di un Parlamento, sempre piu' svilito, che abdica alle proprie responsabilita' e si autosospende dalla sua funzione legislativa'. 'Si puo' lasciare a un tribunale una decisione cosi' importante sulla vita - si chiede il settimanale - in assenza di legge? Una mozione bipartisan, approvata alla vigilia della pausa estiva (che sollevava, tra l'altro, il problema del conflitto di competenze con la magistratura), impegnava il Parlamento ad approvare una legge entro la fine dell'anno'. 'Berlusconi - aggiunge l'articolo - continua a ripetere ai suoi che le questioni etiche non fanno aumentare consensi'.'Nell'opposizione - prosegue il periodico - e' ancor peggio. Walter Veltroni non si da' da fare per una posizione comune e proporre al Parlamento un disegno di legge sul trattamento di fine vita. Entrambi i leader sono prigionieri delle rispettive pattuglie radicali, che gia' invocano una legge sull'eutanasia, dichiarando inutile il 'testamento biologico' che la Chiesa italiana, di recente, ha invocato dopo la sentenza della cassazione su Eluana'. Tra le varie proposte, aggiustamenti e modifiche - teme Famiglia cristiana - il testo scivola, pericolosamente, verso l'eutanasia'.
Il testamento biologico 'non deve diventare una questione ideologica di destra o di sinistra'. Lo ha affermato, intervenendo alla trasmissione di Rai2 'Insieme sul due', il presidente della Federazione dei Cristiano-popolari Mario Baccini. Il testamento biologico, ha sottolineato Baccini, 'e' un problema cosi' sensibile che ha bisogno di essere regolamentato attraverso un'azione legislativa ragionata e seria, che si basa sull'articolo 32 della Costituzione, ossia sulla tutela della salute del cittadino'. La questione, dunque, ha proseguito, 'va affrontata con grande serieta', nel rispetto di tutte le posizioni. Non deve diventare una questione ideologica di destra o sinistra e bisogna tener presente che dietro il legislatore c'e' un uomo in carne ed ossa e che - ha concluso - il rispetto della vita e' fondamento della convivenza civile'.
"Il tema dei trattamenti nelle situazioni di fine vita investe valori di rango etico, prima ancora che costituzionale". "È pertanto necessario che si sviluppi in Parlamento un confronto non condizionato dall'appartenenza ai rispettivi schieramenti". Lo ha detto il ministro per i rapporti con il Parlamento Elio Vito, rispondendo al question time alla Camera. Il ministro ha ricordato che "sulla necessita' di una sollecita definizione del quadro legislativo in materia si e' del resto manifestato un ampio consenso in Parlamento". E ha ricordato che "il primo agosto 2008 il Senato ha approvato a larga maggioranza una parte di un ordine del giorno presentato dalla senatrice Finocchiaro e che il primo ottobre e' gia' iniziato presso la 12esima Commissione (Igiene e sanita') del Senato l'esame delle proposte di legge relative proprio alle dichiarazioni di fine vita, mentre quelle relative alle cure palliative, evidentemente connesse, sono all'attenzione della Camera". "Il tema delle dichiarazioni di fine vita pone, evidentemente, questioni di coscienza di carattere piu' ampio rispetto agli orientamenti politici - osserva Vito -. Auspichiamo, pertanto, che tale legge definisca una soluzione equilibrata, in cui la tutela del principio di libera determinazione e il divieto di accanimento terapeutico non determinino alcuna lesione del valore della tutela della vita umana". "L'esecutivo, per parte sua - ha concluso il ministro -, assicura alle Camere la massima attenzione e la propria completa disponibilita' affinche' si raggiungano soluzioni tempestive, idonee e condivise".
Il testamento biologico 'non deve diventare una questione ideologica di destra o di sinistra'. Lo ha affermato, intervenendo alla trasmissione di Rai2 'Insieme sul due', il presidente della Federazione dei Cristiano-popolari Mario Baccini. Il testamento biologico, ha sottolineato Baccini, 'e' un problema cosi' sensibile che ha bisogno di essere regolamentato attraverso un'azione legislativa ragionata e seria, che si basa sull'articolo 32 della Costituzione, ossia sulla tutela della salute del cittadino'. La questione, dunque, ha proseguito, 'va affrontata con grande serieta', nel rispetto di tutte le posizioni. Non deve diventare una questione ideologica di destra o sinistra e bisogna tener presente che dietro il legislatore c'e' un uomo in carne ed ossa e che - ha concluso - il rispetto della vita e' fondamento della convivenza civile'.
"Il tema dei trattamenti nelle situazioni di fine vita investe valori di rango etico, prima ancora che costituzionale". "È pertanto necessario che si sviluppi in Parlamento un confronto non condizionato dall'appartenenza ai rispettivi schieramenti". Lo ha detto il ministro per i rapporti con il Parlamento Elio Vito, rispondendo al question time alla Camera. Il ministro ha ricordato che "sulla necessita' di una sollecita definizione del quadro legislativo in materia si e' del resto manifestato un ampio consenso in Parlamento". E ha ricordato che "il primo agosto 2008 il Senato ha approvato a larga maggioranza una parte di un ordine del giorno presentato dalla senatrice Finocchiaro e che il primo ottobre e' gia' iniziato presso la 12esima Commissione (Igiene e sanita') del Senato l'esame delle proposte di legge relative proprio alle dichiarazioni di fine vita, mentre quelle relative alle cure palliative, evidentemente connesse, sono all'attenzione della Camera". "Il tema delle dichiarazioni di fine vita pone, evidentemente, questioni di coscienza di carattere piu' ampio rispetto agli orientamenti politici - osserva Vito -. Auspichiamo, pertanto, che tale legge definisca una soluzione equilibrata, in cui la tutela del principio di libera determinazione e il divieto di accanimento terapeutico non determinino alcuna lesione del valore della tutela della vita umana". "L'esecutivo, per parte sua - ha concluso il ministro -, assicura alle Camere la massima attenzione e la propria completa disponibilita' affinche' si raggiungano soluzioni tempestive, idonee e condivise".
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