Sabato 6 giugno 2026
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Testamento biologico. Il punto sul 'dibattito' in Senato

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Al Senato la maggioranza procede spedita verso l'approvazione del ddl sul testamento biologico sulla base di un testo che conferma il divieto di sospensione di alimentazione e idratazione per il paziente. La votazione finale e' prevista per oggi, in diretta tv dalle 17, mentre ieri si e' registrata la bocciatura dell'emendamento dell'opposizione, a prima firma del capogruppo Pd Anna Fiocchiaro, che consentiva tale sospensione qualora fosse stata disposta per iscritto dall'interessato nell'ambito della Dichiarazione anticipata di trattamento (Dat).

Ma sui temi della bioetica interviene anche il presidente della Camera. Gianfranco Fini sottolinea, parlando alla stampa estera, che sulle questioni eticamente sensibili nessun partito puo' dire 'si fa cosi'. Sono questioni che vanno demandate alla coscienza dei singoli". E il segretario del Pd, Dario Franceschini, alla vigilia del voto a palazzo Madama, ribadisce che "rispettiamo la liberta' di coscienza dei senatori". E' un orientamento che si manifesta anche fra alcuni membri del governo, come il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli, secondo il quale "e' una questione che non puo' essere determinata dal partito".

Il Senato si avvia cosi' a dare il via libera al testo Calabro' in un clima di mancato accordo con le opposizioni, malgrado i tentativi in extremis di alcuni senatori cattolici del Pd di proporre una sorta di 'terza via', legata alla situazione in cui il paziente abbia perso la funzione di assorbimento dell'alimentazione e dell'idratazione stesse.
Sul testamento biologico il Partito democratico ha una "posizione largamente prevalente", che si traduce in un "giudizio negativo" sul testo del governo. Lo dice il segretario del Pd Dario Franceschini che pero' sottolinea che in occasione del voto al Senato sul provvedimento "rispettiamo la liberta' di coscienza" dei senatori.

"La posizione del Pd -prosegue- parla chiaro, del resto abbiamo presentato tutte proposte migliorative del testo, e il voto esprimera' il giudizio sull'insieme del testo. C'e' una posizione largamente prevalente, ma ci sono altri senatori che non se la sentono di condividere un giudizio negativo sul testo della maggioranza.
Rispettiamo la liberta' -conclude- di coscienza, alla presenza di una posizione largamente prevalente". In aula, in effetti, il Pd cerca una soluzione-ponte con la maggioranza ma vengono bocciati l'emendamento di Anna Finocchiaro, presidente del gruppo, ma anche le proposte dei cattolici del gruppo.

La tensione in aula sale quando il relatore del ddl, Raffaele Calabro', decide di proporre una nuova formulazione di un emendamento che riassume due proposte di modifica Pd a prima firma Dorina Bianchi ed Emanuela Baio, aprendo dunque alla possibilita' di sospendere l'alimentazione e l'idratazione artificiali in quei casi in cui il paziente abbia perso irreversibilmente la funzione di assorbimento.
Una sorta di 'terza via' tentata dai cattolici del Partito democratico.Il Pd, pero', appare diviso, con Ignazio Marino che si dichiara contrario alla misura, e Luigi Lusi che toglie la propria firma dall'emendamento a prima firma Bianchi.
Il ministro del Welfare Maurizio Sacconi definisce la proposta "opportuna", precisando tuttavia che la modifica "nulla toglie e nulla aggiunge a quello che l'articolo 3 consentira' di fare". Il presidente della Commissione Sanita' Antonio Tomassini (Pdl), pero', invita la sua parte politica a non votare l'emendamento di fronte "alle ulteriori frammentazioni a cui ha dato luogo". Laura Bianconi, anche lei del Pdl, chiede alla maggioranza di "non rinunciare alla blindatura" emersa nella mattinata, chiedendo di non votare la proposta di modifica. Proposta che Calabro' prontamente ritira.

Vanno dunque alla votazione i due emendamenti che avevano fatto scorgere qualche apertura, ma entrambi non passano. Vota contro anche l'Idv, con Giuseppe Astore che, al momento della riformulazione proposta da Calabro', parla di "una presa in giro". Prima del voto, il presidente Renato Schifani e' anche costretto a sospendere la seduta.

Si delinea, insomma, un muro contro muro. E cosi' Anna Finocchiaro, presidente dei senatori Pd, afferma che dal dibattito "non mi aspetto piu' niente. Quello che e' allarmante - spiega fermandosi con i giornalisti subito dopo la bocciatura del suo emendamento sulla possibilita' di sospendere l'alimentazione e l'idratazione artificiali - e' questa chiusura della maggioranza ad ogni possibilita' di approfondimento e di discussione".
Cos' come allarma "questa cancellazione di ogni spazio della liberta' di autodeterminazione dei soggetti -aggiunge Anna Finocchiaro- in ordine all'ultima fase della vita, proprio quella che dovrebbe appartenere a una decisione cosi' personale e intima da non entrare in discussione". Ma ormai le possibilita' di veder cambiare le cose sembrano esser naufragate.

"Credo che anche la contingenza politica - riconosce Finocchiaro - molto particolare per il gruppo del Pdl, prema in questo senso.
Penso che loro si siano irrigiditi in una posizione che e' per molti versi irragionevole, per altri versi ingenerosa e per altri ancora incostituzionale. Non mi aspetto piu' niente", conclude con una nota d'amarezza.

Anche da Italia dei valori arriva la presa di distanza del capogruppo Felice Belisario: "Il Pdl e la maggioranza tutta hanno fatto abortire qualsiasi tipo di confronto" afferma il capogruppo, secondo il quale i senatori Idv volevano il dialogo senza pregiudiziali -aggiunge Belisario- non e' stato possibile e la responsabilita' e' tutta del governo e della sua maggioranza che hanno chiuso l'uscio a qualsiasi tentativo di sintesi. Da parte dell'Italia dei Valori -conclude Belisario- non c'e' stato alcun cedimento alle suggestioni incerte e contraddittorie della maggioranza. Il nostro no e' convinto e unanime".
Sale la protesta di Ignazio Marino (Pd), che ricorda che "non stiamo parlando di casi come quello tragico di Eluana Englaro, stiamo parlando di tutti noi e stiamo parlando di un problema di liberta' individuale che non puo' non essere garantito dalla Costituzione. Non sono parole, queste, di un pericoloso sovversivo, ma di Aldo Moro che ribadiva: 'non possono essere imposte obbligatoriamente ai cittadini pratiche sanitarie'".

"Il Senato oggi nega e rovescia il principio affermato da Moro e dai nostri padri costituenti -conclude l'ex capoigruppo Pd in commissione Sanita'- cosi' si tradisce quello spirito e si introduce l'obbligo ad usare tutte le tecnologie disponibili, cancellando la nostra liberta' di scelta rispetto alle terapie mediche".

Si fa sentire anche Barbara Pollastrini, gia' ministro delle Pari opportunita' nell'ultimo governo Prodi: "E' indispensabile -sottolinea continuare la mobilitazione nella societa', anche perche' il ddl dal Senato passera' alla Camera. La battaglia continua. Una brutta pagina -aggiunge la deputata, riferendosi al no alla revisione del divieto di sospensione di alimentazione- la destra vuole una legge ideologica, 'di rivincita' e, aggiungo, lontana dai sentimenti e dalle condivisioni della gran parte dei cittadini. Persino sul diritto alla dignita' nell'ultima fase della vita -conclude Pollastrini- l'Italia scivolera' in fondo alla classifica come Paese che nega principi di liberta' e responsabilita'".
Non passano inascoltate le dichiarazioni di Anna Finocchiaro, a cui replica il presidente dei senatori Pdl: "Spiace -afferma Maurizio Gasparri- che la senatrice Anna Finocchiaro usi parole cosi' sbagliate. Ma capisco il nervosismo per le lacerazioni all'interno del suo gruppo che si registrano anche in questo caso. Noi siamo nel pieno rispetto della Costituzione che abbiamo piu' volte richiamato in aula".

"Difendiamo la vita -prosegue- e con essa principi fondamentali.
Ci siamo confrontati modificando piu' volte i testi. La sinistra e' invece in minoranza. Ma non e' plausibile l'arroganza dei toni e la presunzione, potrei dire 'teologica', tipica della sinistra di essere unici interpreti della Costituzione. Si prenda atto della realta'. Il partito della morte e dell'eutanasia non prevale", conclude Gasparri.

Parole piu' concilianti arrivano da un laico ex An nel Pdl, come Altero Matteoli: "Credo che alla fine un testo uscira'. Pero' -precisa il ministro delle Infrastrutture- la questione del testamento biologico non puo' essere indirizzata dal partito. Non puo' esserci un segretario di partito che puo' dire a un parlamentare come votare su questo. Serve liberta' di coscienza. Dobbiamo decidere secondo la nostra coscienza'.
Senz'appello il giudizio di Paolo Ferrero: "Il testo di legge sul testamento biologico in corso di approvazione da parte del Senato prevede trattamenti inumani come l'alimentazione forzata. Si tratta -dichiara il segretario del Prc- di una scelta incivile e inumana, che tradisce il carattere laico della nostra Repubblica, di una norma integralista scritta sotto dettatura del Vaticano. Una norma contro cui ci batteremo, in nome del rispetto della Costituzione, in ogni modo, fino alla disobbedienza civile".

"Cancellare l'idea costituzionale del diritto inviolabile della liberta' della persona e' inaccettabile", denuncia Beppino Englaro. Il padre di Eluana contesta i principi alla base del provvedimento: "Si va contro la naturalita'. Nessuno puo' avere il potere di costringere altri a vivere senza limiti. Negare queste liberta' fondamentali - sottolinea - e' veramente assurdo, come e' assurdo confondere la naturalita' con l'artificialita' o non capire che l'alimentazione e l'idratazione forzata, come riconosciuto dal mondo scientifico, e' una terapia".

"E' indegno -conclude- protrarre artificialmente il vivere. Il modo migliore di tutelare la vita, e' affidare le decisioni al riguardo a chi la vive. Questo non bisogna mai dimenticarlo. La legge che il Parlamento approvera' e soprattutto la reazione dei cittadini ci dimostreranno se siamo davvero in uno Stato laico".
Ben diverso il giudizio dell'opposizione di centro. Per il presidente dei senatori Udc Giampiero D'Alia "oggi al Senato e' emersa una 'maggioranza per la vita' molto piu' ampia del previsto, libera da ogni condizionamento e rispettosa della Costituzione. Ora il Parlamento puo' colmare questo vuoto e approvare una legge sul 'fine vita' necessaria e condivisa".

Non rinuncia al dissenso drastico rispetto al Pdl il deputato Benedetto Della Vedova, secondo il quale "con la chiusura rispetto a ogni ipotesi di compromesso e di mediazione su idratazione e alimentazione artificiale, il Ddl sulle direttive anticipate di trattamento diventa semplicemente invotabile". Della Vedova chiede di riaprire la discussione sul decreto per il testamento biologico alla Camera, senza aspettarsi che il passaggio a Montecitorio "possa essere una mera ratifica".

"Il prosieguo della discussione del testo, al Senato, non consentira' di rimediare a una situazione ormai irrimediabilmente compromessa". Ed e' per questo, prosegue, "che il passaggio alla Camera non puo' essere solo formale. Penso al contrario che i deputati con moderazione e responsabilita' abbiano il dovere di riaprire ex novo la discussione sul disegno di legge".
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