Testamento biologico. Il punto sul dibattito
"Le firme che abbiamo consegnato oggi in Campidoglio, raccolte in poco piu' di un mese, rappresentano un risultato straordinario che ha visto 334 persone impegnarsi nella raccolta. Ben 8.200 romani chiedono al sindaco e al Consiglio comunale di assicurare uno strumento economico ed accessibile a tutti per attestare le proprie volonta'". E' quanto affermano in una nota Mina Welby e Mario Staderini, membri della direzione nazionale dell'Associazione Coscioni, in merito alla richiesta di istituzione di un Registro del testamento biologico al Comune di Roma.
"Non c'e' contrasto con le norme nazionali, anzi, l'ordinamento lo consente e per i giudici sarebbe un elemento di prova- spiegano Welby e Staderini- se Eluana avesse depositato la sua dichiarazione in un Registro comunale, non avrebbe impiegato 17 anni per veder riconosciuta la propria volonta'. Abbiamo spiegato al sindaco che questo Registro sarebbe una garanzia anche per coloro che non vogliono rifiutare i trattamenti sanitari".
"Alemanno non ha affatto negato la competenza del Comune ne' anticipato un voto di merito negativo, bensi' ha chiesto tempo per leggere la nostra delibera ed ha riferito di avere chiesto un parere al ministro Sacconi- concludono Welby e Staderini- Insieme a Beppino Englaro, abbiamo incitato Alemanno ad essere il sindaco di tutti e a trovare il coraggio di affrontare una battaglia culturale, anche opposta alla nostra, senza trincerarsi dietro ai divieti ed a bizantinismi burocratici. Di pericoloso, in realta', c'e' solo la frattura con la grande maggioranza del Paese che si determinerebbe se il Parlamento approvasse una legge proibizionista".
"La decisione del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, di non istituire alcun registro per il testamento biologico comunale e' sensata e rispettosa del lavoro che il Parlamento sta portando avanti con il testo di legge attualmente in discussione alla Camera" Lo ha detto la senatrice Bianconi vice presidente dei senatori del Pdl.
"L'Associazione Luca Coscioni e' libera di raccogliere tutte le firme che vuole - aggiunge Bianconi in una nota - ma giustamente, come ha sottolineato il sindaco Alemanno, non compete ad un Comune porre in essere un tale registro. Auspico - continua la senatrice - che invece di pensare al testamento biologico tutti i Comuni prestino maggiore attenzione all'assistenza e alla cura delle persone sofferenti e dei loro famigliari. Un primo passo avanti su questo fronte - sostiene Laura Bianconi- e' sicuramente il progetto di reti assistenziali per le cure palliative e terapia del dolore presentato questa mattina dal sottosegretario Fazio che ha svolto un ottimo lavoro. Una rete sul territorio per cure palliative e terapia del dolore che prevede: centri di riferimento di terapia del dolore, ambulatori di terapia antalgiche, l'aggregazione funzionale territoriale di medici di Medicina generale".
"Per il 2009 - conclude - ricordo che sono stati stanziati 100 milioni di euro per tutte le regioni finalizzati alla realizzazione degli obiettivi prioritari del piano sanitario nazionale tra cui questo. Il progetto prevede il coinvolgimento di quattro regioni pilota: Lazio, Emilia Romagna, Veneto e Sicilia. Sono molto contenta che il coordinamento sia stato dato alla mia regione, Emilia Romagna".
A FIRENZE SINISTRA E LIBERTA' PER IL REFERENDUM CON NENCINI E ENGLARO - 'Testamento biologico. Referendum. Liberta' e laicita''. Lunedi' 27 aprile a Firenze (Hotel Jolly, piazza Vittorio Veneto 4 - ore 9,30), Sinistra e Liberta' affrontera' in una iniziativa di carattere nazionale il tema del 'fine vita' e le piu' generali questioni della laicita' e della liberta' di scelta.
Nel parterre personalita' di rilievo nel panorama scientifico italiano insieme ai protagonisti di alcune delle battaglie di civilta' condotte nelle istituzioni: Beppino Englaro, Paola Balducci, Mauro Barni, Elisabetta Cerbai, Cecilia D'Elia, Luigi Ferraioli, Carlo Flamigni, Enzo Marzo, Sandro Medici, Paolo Patane', Grazia Zuffa, Alfredo Zuppiroli. Coordinera' il dibattito Daniela Brancati.
Concludera' il segretario nazionale del Partito Socialista Riccardo Nencini.
BIO-TESTAMENTO: NUCARA (PRI), UNICA STRADA E' IL REFERENDUM - "La posizione del sindaco Alemanno sul biotestamento e' ineccepibile. Egli si richiama alla legge e la legge domina. La nostra impressione e' che nelle attuali condizioni non serva a niente presentare le firme al registro comunale di Roma o di altre citta'. Bisognerebbe invece raccogliere le firme per un referendum che spazzi via una legge indegna per lo Stato italiano". Lo ha dichiarato il segretario del Pri Francesco Nucara.
E. LETTA, PARLAMENTO SIA LUOGO DI SINTESI - Secondo Enrico Letta, sul tema del testamento biologico 'il Parlamento dev'essere il luogo di sintesi e non quello in cui le tesi vengono portate avanti come clave, gli uni contro gli altri'.
Oggi, a Trieste, Letta ha precisato che il Parlamento 'deve essere il luogo di sintesi di una legislazione che su temi nuovi e su cui nessuno ha certezze, in cui tecnologie e ricerca pongono quesiti molto complicati, si cercano incontri, intese e norme - ha concluso - che non devono essere la verita' degli uni contro la verita' degli altri'.
MAZZOCCHI: MASSIMO CONSENSO SU LEGGE - "Noi riteniamo valida la bozza sul testamento biologico approntata al Senato. Pensiamo pero' che mai come in questo momento si debba cercare attorno al provvedimento il massimo consenso possibile. Questo e' il nostro riformismo, aprire anche a proposte dell'opposizione".
Cosi' Antonio Mazzocchi, questore della Camera e leader dei Cristiano Riformisti, illustra il tema della conferenza stampa "Testamento biologico. Una scelta responsabile" che si terra' lunedi' alle 16,30 nella Sala delle Colonne di Palazzo Marini, a Roma. All'incontro parteciperanno anche il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, il vicecapogruppo Gaetano Quagliariello, il sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano ed Eugenia Roccella, sottosegretario al ministero del Lavoro e della Salute. Sono tre i punti irrinunciabili in una legge sul "fine vita", spiega Mazzocchi al VELINO: "Primo: noi siamo contro qualsiasi forma di eutanasia. Secondo: ci rifacciamo alla Convenzione Onu del 2006 sui disabili. E terzo: ribadiamo il concetto della grande responsabilita' dei medici che, secondo coscienza e conoscenza, possono decidere in accordo con i familiari di evitare sofferenze e accanimento per chi non ha piu' speranza di farcela".
FORUM SANITA', "NO A PRESUNTI DIRITTI A MORIRE" - L'auspicio che "mai alcun documento, contenente espressione di volonta' anticipate, muova da presunti diritti a morire" e' stato formulato da Filippo M. Boscia, presidente del Forum delle Associazioni Socio-Sanitarie, che in un comunicato diffuso oggi illustra i motivi di condivisione del manifesto di "Scienza e Vita" e di altre realta' del mondo associativo dal titolo "Liberi per Vivere".
"Il Forum Sanita' - prosegue Boscia - si fa portavoce di convinta difesa della vita e sollecita la creazione di efficaci reti di assistenza domiciliare, di interventi anche economici a sostegno delle famiglie e dei malati e preme per la creazione di strutture per la lungodegenza e di hospices che migliorino e garantiscano l'accesso alle cure palliative con l'ausilio di personale socio-sanitario adeguato". Secondo Boscia, "sostenere un diritto a morire altera il compito primario della societa' e spezza l'alleanza che prioritariamente tutela la vita di ogni cittadino".
Parlando del rapporto tra il malato e l'operatore sanitario, la nota aggiunge che "si tratta di un'azione sinergica, frutto di un incontro tra una fiducia e una coscienza: fiducia della persona ammalata e coscienza di professionisti attenti e illuminati dalla ragione e dalla fede a riflettere e ad impegnarsi sulla vita, sulla malattia, sulla disabilita', sulla sofferenza e sulla morte".
"Non c'e' contrasto con le norme nazionali, anzi, l'ordinamento lo consente e per i giudici sarebbe un elemento di prova- spiegano Welby e Staderini- se Eluana avesse depositato la sua dichiarazione in un Registro comunale, non avrebbe impiegato 17 anni per veder riconosciuta la propria volonta'. Abbiamo spiegato al sindaco che questo Registro sarebbe una garanzia anche per coloro che non vogliono rifiutare i trattamenti sanitari".
"Alemanno non ha affatto negato la competenza del Comune ne' anticipato un voto di merito negativo, bensi' ha chiesto tempo per leggere la nostra delibera ed ha riferito di avere chiesto un parere al ministro Sacconi- concludono Welby e Staderini- Insieme a Beppino Englaro, abbiamo incitato Alemanno ad essere il sindaco di tutti e a trovare il coraggio di affrontare una battaglia culturale, anche opposta alla nostra, senza trincerarsi dietro ai divieti ed a bizantinismi burocratici. Di pericoloso, in realta', c'e' solo la frattura con la grande maggioranza del Paese che si determinerebbe se il Parlamento approvasse una legge proibizionista".
"La decisione del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, di non istituire alcun registro per il testamento biologico comunale e' sensata e rispettosa del lavoro che il Parlamento sta portando avanti con il testo di legge attualmente in discussione alla Camera" Lo ha detto la senatrice Bianconi vice presidente dei senatori del Pdl.
"L'Associazione Luca Coscioni e' libera di raccogliere tutte le firme che vuole - aggiunge Bianconi in una nota - ma giustamente, come ha sottolineato il sindaco Alemanno, non compete ad un Comune porre in essere un tale registro. Auspico - continua la senatrice - che invece di pensare al testamento biologico tutti i Comuni prestino maggiore attenzione all'assistenza e alla cura delle persone sofferenti e dei loro famigliari. Un primo passo avanti su questo fronte - sostiene Laura Bianconi- e' sicuramente il progetto di reti assistenziali per le cure palliative e terapia del dolore presentato questa mattina dal sottosegretario Fazio che ha svolto un ottimo lavoro. Una rete sul territorio per cure palliative e terapia del dolore che prevede: centri di riferimento di terapia del dolore, ambulatori di terapia antalgiche, l'aggregazione funzionale territoriale di medici di Medicina generale".
"Per il 2009 - conclude - ricordo che sono stati stanziati 100 milioni di euro per tutte le regioni finalizzati alla realizzazione degli obiettivi prioritari del piano sanitario nazionale tra cui questo. Il progetto prevede il coinvolgimento di quattro regioni pilota: Lazio, Emilia Romagna, Veneto e Sicilia. Sono molto contenta che il coordinamento sia stato dato alla mia regione, Emilia Romagna".
A FIRENZE SINISTRA E LIBERTA' PER IL REFERENDUM CON NENCINI E ENGLARO - 'Testamento biologico. Referendum. Liberta' e laicita''. Lunedi' 27 aprile a Firenze (Hotel Jolly, piazza Vittorio Veneto 4 - ore 9,30), Sinistra e Liberta' affrontera' in una iniziativa di carattere nazionale il tema del 'fine vita' e le piu' generali questioni della laicita' e della liberta' di scelta.
Nel parterre personalita' di rilievo nel panorama scientifico italiano insieme ai protagonisti di alcune delle battaglie di civilta' condotte nelle istituzioni: Beppino Englaro, Paola Balducci, Mauro Barni, Elisabetta Cerbai, Cecilia D'Elia, Luigi Ferraioli, Carlo Flamigni, Enzo Marzo, Sandro Medici, Paolo Patane', Grazia Zuffa, Alfredo Zuppiroli. Coordinera' il dibattito Daniela Brancati.
Concludera' il segretario nazionale del Partito Socialista Riccardo Nencini.
BIO-TESTAMENTO: NUCARA (PRI), UNICA STRADA E' IL REFERENDUM - "La posizione del sindaco Alemanno sul biotestamento e' ineccepibile. Egli si richiama alla legge e la legge domina. La nostra impressione e' che nelle attuali condizioni non serva a niente presentare le firme al registro comunale di Roma o di altre citta'. Bisognerebbe invece raccogliere le firme per un referendum che spazzi via una legge indegna per lo Stato italiano". Lo ha dichiarato il segretario del Pri Francesco Nucara.
E. LETTA, PARLAMENTO SIA LUOGO DI SINTESI - Secondo Enrico Letta, sul tema del testamento biologico 'il Parlamento dev'essere il luogo di sintesi e non quello in cui le tesi vengono portate avanti come clave, gli uni contro gli altri'.
Oggi, a Trieste, Letta ha precisato che il Parlamento 'deve essere il luogo di sintesi di una legislazione che su temi nuovi e su cui nessuno ha certezze, in cui tecnologie e ricerca pongono quesiti molto complicati, si cercano incontri, intese e norme - ha concluso - che non devono essere la verita' degli uni contro la verita' degli altri'.
MAZZOCCHI: MASSIMO CONSENSO SU LEGGE - "Noi riteniamo valida la bozza sul testamento biologico approntata al Senato. Pensiamo pero' che mai come in questo momento si debba cercare attorno al provvedimento il massimo consenso possibile. Questo e' il nostro riformismo, aprire anche a proposte dell'opposizione".
Cosi' Antonio Mazzocchi, questore della Camera e leader dei Cristiano Riformisti, illustra il tema della conferenza stampa "Testamento biologico. Una scelta responsabile" che si terra' lunedi' alle 16,30 nella Sala delle Colonne di Palazzo Marini, a Roma. All'incontro parteciperanno anche il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, il vicecapogruppo Gaetano Quagliariello, il sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano ed Eugenia Roccella, sottosegretario al ministero del Lavoro e della Salute. Sono tre i punti irrinunciabili in una legge sul "fine vita", spiega Mazzocchi al VELINO: "Primo: noi siamo contro qualsiasi forma di eutanasia. Secondo: ci rifacciamo alla Convenzione Onu del 2006 sui disabili. E terzo: ribadiamo il concetto della grande responsabilita' dei medici che, secondo coscienza e conoscenza, possono decidere in accordo con i familiari di evitare sofferenze e accanimento per chi non ha piu' speranza di farcela".
FORUM SANITA', "NO A PRESUNTI DIRITTI A MORIRE" - L'auspicio che "mai alcun documento, contenente espressione di volonta' anticipate, muova da presunti diritti a morire" e' stato formulato da Filippo M. Boscia, presidente del Forum delle Associazioni Socio-Sanitarie, che in un comunicato diffuso oggi illustra i motivi di condivisione del manifesto di "Scienza e Vita" e di altre realta' del mondo associativo dal titolo "Liberi per Vivere".
"Il Forum Sanita' - prosegue Boscia - si fa portavoce di convinta difesa della vita e sollecita la creazione di efficaci reti di assistenza domiciliare, di interventi anche economici a sostegno delle famiglie e dei malati e preme per la creazione di strutture per la lungodegenza e di hospices che migliorino e garantiscano l'accesso alle cure palliative con l'ausilio di personale socio-sanitario adeguato". Secondo Boscia, "sostenere un diritto a morire altera il compito primario della societa' e spezza l'alleanza che prioritariamente tutela la vita di ogni cittadino".
Parlando del rapporto tra il malato e l'operatore sanitario, la nota aggiunge che "si tratta di un'azione sinergica, frutto di un incontro tra una fiducia e una coscienza: fiducia della persona ammalata e coscienza di professionisti attenti e illuminati dalla ragione e dalla fede a riflettere e ad impegnarsi sulla vita, sulla malattia, sulla disabilita', sulla sofferenza e sulla morte".
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