Domenica 7 giugno 2026
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Testamento biologico. Il punto sulla discussione politica

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Iniziera' martedi' prossimo, alle 14,30, il voto sul Ddl Calabro' in commissione Sanita' del Senato. Il primo appuntamento della commissione per le votazioni seguira' il comitato di confronto 'informale' chiesto dal presidente Antonio Tomassini ai capigruppo presenti in commissione per la mattinata di martedi'. Dopodiche' la tabella di marcia stilata dall'ufficio di presidenza prevede una prima 'notturna' per la sera stessa di martedi', a partire dalle 21. Se il calendario non dovesse subire variazioni, gli incontri successivi sono in programma mercoledi' dalle 8.30 alle 9.30, e, sempre nella giornata di mercoledi', dalle 14.30 alle 16.30, con una 'notturna' alle 21. 

Nuovamente al lavoro giovedi' con due appuntamenti, il primo dalle 8.30 alle 9.30, il secondo alle 18. Infine venerdi' commissione riunita a partire dalle 9. Mentre in commissione Pdl e Pdl si sono confrontati tutto il giorno, tra alti e bassi, soprattutto sull'aspetto dell'idratazione e dell'alimentazione artificiale, sull'argomento anche oggi non e' venuto meno un serrato confronto politico tra gli schieramenti. Anche il presidente della Camera, Renato Schifani, e' intervenuto: "In questa occasione la concessione di piu' tempo non rappresenta una volonta' dilatoria, ma obbedisce all'esigenza di trovare momenti di confronto costruttivo", ha spiegato a proposito dello slittamento al 18 marzo dell'esame del Ddl in aula.  Schifani si e' detto "fiducioso", spiegando di vedere "segnali positivi" di un esito fruttuoso in commissione Sanita': "Mi auguro che si continui a lavorare in chiave seria e responsabile come si sta facendo perche' dinanzi a temi di coscienza devono cadere le barriere ideologiche e gli schieramenti di partito" mentre bisogna "confrontarsi con liberta' di appartenenza". Per Massimo D'Alema, "l'alimentazione forzata e' un trattamento medico e imporla, contro la volonta' del paziente che si e' espresso in una direzione opposta, magari dichiarandolo nel testamento biologico, e' un sopruso che va contro la liberta' di cura garantita dalla Costituzione". Umberto Bossi, da parte sua, ha sollecitato: "Bisogna trovare un accordo" tra maggioranza e opposizione.    

Il presidente della commissione Sanita', Antonio Tomassini, ha convocato un incontro a porte chiuse "cui parteciperanno tutti e sei i capigruppo in commissione Sanita' e il relatore del Ddl sul testamento biologico, Raffaele Calabro', per trovare soluzioni condivise su una base piu' ampia". Tomassini ha spiegato: "Ho convocato l'incontro per martedi' mattina, per poi avviare nel pomeriggio le operazioni di voto. La mia e' un'iniziativa che e' stata gradita dall'opposizione e accolta all'unanimita'. In quell'incontro -ha aggiunto- saranno esclusi i riflettori, alcuni protagonismi e fondamentalismi. Per trovare sottili fili di coesione su temi che riguardano tutti. Saro' orgoglioso quando si concludera' il lavoro in Commissione". E sull'esito dell'annunciato incontro di martedi' mattina Tomassini, con un sorriso, ha detto: "Sono come Charlie Brown, sempre ottimista".

Nel merito, oggi si sono registrati i tentativi di mediazione sul nodo piu' controverso del Ddl Calabro', ovvero quello relativo all'idratazione e all'alimentazione artificiali. E' quanto e' sembrato emergere subito dopo l'ufficio di presidenza in cui la commissione Sanita' del Senato ha stilato il calendario delle votazioni, definendo una tabella di marcia serrata. Il presidente Antonio Tomassini ha spiegato, lasciando la Commissione, che "il comitato di confronto" con i capigruppo per la mattinata di martedi' "e' un invito personale" del presidente "per concordare possibili punti di incontro tra il testo e gli emendamenti avanzati".

Michele Saccomanno, capogruppo del Pdl in commissione, ha aggiunto che il calendario stilato andrebbe suddiviso per temi.
Martedi', dunque, si lavorera' sui principi, ovvero sul nuovo articolo uno del Ddl in cui sono confluiti i primi 3 del testo originario, "cercando di trovare la quadra -spiega- sul nodo del consenso informato, nel tentativo di inserirlo gia' nei principi", come richiesto dal Pd. Mercoledi', dunque, se tutto dovesse filare liscio, sara' la volta del dibattuto tema dell'idratazione e dell'alimentazione artificiale. "Stiamo valutando se, sempre partendo dalla mozione votata -precisa- si possa trovare una forma piu' condivisa".

Un'opzione, questa, confermata anche dalla radicale Donatella Poretti, pur critica sul calendario e sul comitato di confronto proposto da Tomassini. "Il presidente - spiega a margine dell'incontro - ha chiesto di procedere speditamente sugli altri articoli per poi ritagliare piu' spazio per il dibattito sul punto relativo all'idratazione e all'alimentazione. Sembra che ci sia spazio -aggiunge- per una possibile intesa Tomassini-Bosone", ha affermato, riferendosi al vicepresidente della Commissione.

Tomassini, stamattina, ha aperto invece sul sul consenso informato, una delle 'note dolenti' del Ddl Calabro'. "Ho raccomandato Governo e relatore di dare la massima disponibilita' per accogliere uno o due emendamenti che l'opposizione reputa molto importanti". In particolare, "quello che ha come prima firmataria Anna Finocchiaro".
Si tratta, appunto, di un emendamento al comma 'e' dell'articolo 1, ossia quel passaggio del provvedimento che vieta la sospensione di qualsiasi attivita' medica volta a consentire o provocare la morte del paziente.

Nell'emendamento del Pd, che reca -oltre alla firma di tutti i componenti del Pd in Commissione, fatta eccezione per il senatore Claudio Gustavino- quella di Finocchiaro, ma anche di Luigi Zanda e Nicola Latorre, si legge che 'l'attivita' medica e' esclusivamente finalizzata alla tutela della vita e della salute, nonche' all'alleviamento della sofferenza. Tale attivita' medica e' tuttavia sempre subordinata all'espressione del consenso informato di cui all'articolo 4, nell'articolo 5 della convenzione di Oviedo, ratificata dalla legge 28 marzo 2001, n.145, nonche' dei limiti imposti dal rispetto della persona umana'. Tomassini ha inoltre confermato di aver dichiarato l'inamissibilita' del 'passaggio' dell'emendamento Calabro' e di tutti i subemendamenti relativi alle cure palliative. Ieri, infatti, la proposta di modifica presentata da Calabro' recava un cenno a questo tema. Un passaggio che aveva sollevato parecchi malumori nell'opposizione.

Anche Massimo D'Alema e' intervenuto sull'argomento. "L'alimentazione forzata e' un trattamento medico e imporla, contro la volonta' del paziente che si e' espresso in una direzione opposta, magari dichiarandolo nel testamento biologico, sia un sopruso che va contro la liberta' di cura garantita dalla Costituzione", ha detto D'Alema, spiegando di considerare "del tutto naturale che su questo argomento cosi' delicato si lasci la liberta' di coscienza" ai parlamentari e che le divisioni del Pd "siano le stesse che stanno emergendo nella maggioranza. Il che non significa -ha aggiunto- che i partiti non debbano avere delle opinioni o negare il dissenso". La legge sulla dichiarazione anticipata delle volonta' in discussione al Senato, "prevede un doppio profilo, etico e giuridico".

D'Alema ha aggiunto: "La Costituzione difende il principio della liberta' di cura e della salvaguardia della dignita' della persona.
Quindi la legge deve raccogliere questo principio, non puo' andare contro". L'ex ministro degli Esteri ha affermato inoltre che "il governo dovrebbe occuparsi d'altro e che questa materia dovrebbe essere affidata al Parlamento". Il fatto che la Cei intervenga "non e' un'interferenza. Non credo che il problema sia questo. La Cei e' libera di esprimere le proprie opinioni su una materia cosi' delicata.
Piuttosto si ha la sensazione che il sistema politico non abbia la forza per far valere il principio della laicita' dello Stato. Lo Stato -ha concluso D'Alema- e' di tutti, credenti e non credenti e la legge non puo' riflettere l'opinione e la volonta' di una sola parte"

Umberto Bossi, da parte sua, ha sollecitato il dialogo. "Bisogna trovare un accordo" tra maggioranza e opposizione sul tema del testamento biologico. Come? "Ragionando", ha detto il leader della Lega. "La nostra posizione -ha precisato- e' quella espressa da Roberto Cota", presidente dei deputati della Lega Nord.

Per Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del Pd, per trovare un'intesa il testo "va affrontato senza furbizie" e occorre "cambiare la filosofia del provvedimento" in discussione in Commissione Sanita' del Senato. Finocchiaro e' tornata sul punto, per il Pd irrinunciabile, del consenso informato. Per trovare un accordo, spiega, bisogna "affrontare le questioni a partire dalla principale: noi abbiamo pensato sin dall'inizio a una legge che attuasse la seconda parte dell'articolo 32 della Costituzione, che afferma che nessuno puo' essere sottoposto a trattamento sanitario contro la propria volonta'. Se questo principio viene accolto e dunque il testamento biologico diventa un'attuazione di questo principio, io credo che i nostri lavori possano andare avanti con un confronto vero tra maggioranza e opposizione".

Ma, ha precisato, "bisogna uscire dall'equivoco, perche' il testo Calabro', cosi' com'era e cosi' come e' stato emendato dal relatore, non da' attuazione al principio che nessuno puo' essere sottoposto contro la propria volonta' a un trattamento sanitario. Se questo principio, scritto nella Costituzione, diventa l'asse del provvedimento, di li' in poi, su tutto il resto, ragioniamo. Ma se si tenta di eludere questo punto, non possiamo intenderci".

Quanto al nodo dell'idratazione e dell'alimentazione artificiali, "ci voglio arrivare quando non ci sono equivoci su dove stiamo andando, perche' francamente il testo Calabro' mi sembra ispirato a un'altra filosofia, a un primato dello Stato sul corpo che credo sia antistorico". Ecco perche', secondo il presidente dei senatori Pd, bisogna innanzitutto trovare un accordo sul punto, contenuto nell'articolo 1 del provvedimento, relativo al consenso informato, sul quale la stessa Finocchiaro ha presentato un subemendamento come prima firmataria. "Sarei felice -ha aggiunto- se venisse votato, alla prossima convocazione della Commissione, da maggioranza e opposizione, perche' significherebbe aver messo una prima pietra miliare per poter riscrivere una strada che ci porti alla stesura del testo. Ci sono altri punti -conclude- ma questo e' il momento di impostazione della futura legge".

Della questione ha anche parlato il capogruppo Pd in commissione Sanita', Dorina Bianchi: "Chiediamo che non si arrivi a negare il consenso informato". Se non si supera questo nodo "non ci sono possibilita' di dialogo" tra maggioranza e opposizione, "e la legge sul testamento biologico diventerebbe una bandiera etica in uno Stato laico", ha detto. "Occorre capire -ha spiegato- cosa la maggioranza intenda fare del comma e dell'articolo 1, che non ha recepito, di fatto, il parere della Commissione Affari costituzionali".

Il relatore Raffaele Calabro' ha riscritto i primi tre articoli del Ddl facendoli confluire in un unico articolo, in cui tuttavia resta irrisolto, secondo l'opposizione, il nodo del consenso informato. "Noi su questo punto siamo stati chiari -ha assicurato la 'capo squadra' del Pd- e abbiamo presentato un emendamento completo", ossia quello che vede Anna Finocchiaro, presidente del gruppo del Pd al Senato, come prima firmataria. "Se su idratazione e nutrizione artificiali possono esserci sensibilita' diverse in entrambi gli schieramenti -precisa- e si puo' capire che venga a costituirsi una maggioranza trasversale, quello del consenso informato resta un punto irrinunciabile", ha detto.

La Bianchi, tra l'altro, ha spiegato: "Su idratazione e nutrizione artificiali possono esserci sensibilita' diverse in entrambi gli schieramenti, e si puo' pertanto capire che venga a costituirsi una maggioranza trasversale". Nel Pd "lavoriamo per ampliare la convergenza" sull'idratazione e l'alimentazione artificiali. Tuttavia "esiste gia' una posizione di gruppo", riassunta nell'emendamento all'ex articolo 5 del Ddl Calabro', diventato, dopo le modifiche del relatore, il terzo articolo del provvedimento. Un "emendamento che reca la prima firma di Anna Finocchiaro", ha spiegato la Bianchi.

La posizione di gruppo e' dettata dalla linea "numericamente piu' forte", ha fatto notare Bianchi. Su quali siano i margini per trovare una convergenza piu' ampia "fateci lavorare -ha chiesto la senatrice- dopo aver risolto il nodo dell'articolo 1", ovvero quello sul consenso informato. Su quest'ultimo punto, Bianchi ha ribadito la linea dura del partito: "E' un passaggio essenziale che dobbiamo in ogni modo tentare di portare a casa. Senza una soluzione sull'articolo 1, ogni discussione sarebbe sterile. E' un punto determinante per affrontare tutti gli altri, compreso quello su idratazione e alimentazione artificiali".

Al dialogo ha parlato anche il relator del Ddl, Raffaele Calabro': "Da tempo stiamo lavorando per trovare posizioni comuni. Ora lo stiamo facendo ulteriormente su questo punto che e' uno dei tanti, e credo che si possa arrivare a un accordo su molti, se non su tutti i punti -ha detto-. Martedi' mattina e' prevista una riunione informale per valutare parte degli emendamenti, fare un'analisi di tutto il testo, e per riragionare sui tempi del calendario formalizzato oggi".
Quanto a eventuali emendamenti messi a punto per trovare la quadra sul nodo piu' controverso del Ddl, "ci sono momenti di lavoro -chiosa- mentre non ci sono ipotesi di emendamento allo stato attuale".

Pero', Calabro' ha anche spiegato che "l'emendamento del Pd cosi' com'e' non e' accettabile, se si propongono soluzioni migliori verranno accettate", a proposito del sub-emendamento sul consenso informato che vede la presidente Anna Finocchiaro come prima firmataria. Secondo Calabro', "il consenso informato e' normato molto bene nel testo di legge all'articolo 4".

Calabro' ha difeso il Ddl anche nella sua nuova formulazione. Ma come il presidente della Commissione Sanita', Antonio Tomassini, anche il relatore del provvedimento lascia intravedere qualche apertura sul punto al centro della contesa. "Se ci sono ulteriori precisazioni da fare o all'interno dell'articolo 4 o nel nuovo articolo 1, ben vengano -ha affermato- vediamo quello che si potra' fare".

Dal Pd, e' arrivata anche la voce del senatore Ignazio Marino: "ostruzionismo il piu' duro possibile se nel Ddl sul testamento biologico non verra' superato il nodo del consenso informato. Bisogna chiarire questo aspetto -ha spiegato-. Se la maggioranza vuole una legge che impedisca la possibilita' di dire no a delle terapie, o di ritirare il proprio consenso, allora l'ostruzionismo da parte mia sara' piu' duro possibile, perche' si tratta di un punto che va contro la nostra Costituzione. Se la maggioranza vuole una legge che regola il fine vita attraverso le dichiarazioni anticipate di trattamento, allora deve chiarire con fermezza questo punto, contenuto nell'articolo 1".

Critico, Marino, anche sull'emendamento Calabro' che fa confluire in un unico articolo i primi tre del testo originario. "Il nodo sul consenso informato resta comunque, benche' l'articolo in cui era originariamente contenuto sia stato cancellato".

Secondo il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, "dobbiamo evitare che norme manifesto possano introdurre una legislazione equivoca sul principio dell'eutanasia, e talvolta alcune proposte apparentemente innocenti servono a sventolare una bandiera.
Norme manifesto e ambigue non servono e l'approfondimento su questa e altre proposte e' doveroso".

Gasparri ha aggiunto: "Abbiamo approvato all'unanimita' un calendario che ci portera' il 18 marzo in Aula. Da parte del presidente della Commissione Sanita' e del relatore del provvedimento c'e' massima apertura. Purtroppo pero' registriamo una frammentazione del Pd che di tanto in tanto commissaria gli altri componenti della commissione con emendamenti che cadono dall'alto. Mentre noi stiamo lasciando a presidente e relatore la responsabilita' di guidare questa azione, nel Pd c'e' un commissariamento costante che deriva dalla babele presente nel partito su questi temi. Noi, comunque -ha concluso con un auspicio Gasparri- ci auguriamo che il Pd non scelga la strada dell'ostruzionismo".

Per Pier Ferdinando Casini, "il diritto alla vita va difeso senza se e senza ma. E' assolutamente sbagliato dire che ognuno e' padrone della sua vita. Il relatore Calabro' ha fatto un buon lavoro, che noi cerchiamo di assecondare il piu' velocemente possibile'.
Anche Franco Marini, del Pd, e' intervenuto: "Liberta' di coscienza e rispetto reciproco" devono essere i punti di riferimento del Partito democratico sulle questioni etiche. "Sulle questioni etiche il rispetto dei punti di vista e' irrinunciabile", ha spiegato l'ex presidente del Senato aggiungendo: "Oggi un partito non puo' piu' dire, su questi temi si fa cosi'. Sarebbe una follia, una posizione antidemocratica".

Sempre in casa Pd, critiche sono state le esponenti Teodem, Emanuela Baio e Paola Binetti: "Sorprende la posizione assunta oggi dalla maggioranza in commissione sanita' al Senato. Ha dichiarato inammissibile, per estraneita' di materia, la parte dell'emendamento del relatore che assumeva il principio delle cure palliative, quale diritto del paziente. Proprio nella logica pro life della legge andrebbe inserito con la massima evidenza, nell' articolo 1, il riferimento alle cure palliative, tanto piu' che alla Camera e' gia' stato approvato all'unanimita' dalla commissione Affari Sociali un progetto di legge sulle cure palliative e sulla terapia del dolore".

"Alla Camera -hanno proseguito- oltre al Ddl sulle cure palliative e' in discussione anche quello sulle unita' di risveglio per l'accompagnamento del paziente nelle situazioni di massima fragilita', con particolare riferimento al paziente in stato vegetativo. Si tratta di dare risposta a una pluralita' di bisogni emergenti in ambito socio-sanitario ed e' essenziale che tutti questi disegni di legge siano ben articolati tra di loro, in modo da facilitare la vita dei pazienti e delle loro famiglie".

"Il riferimento alle terapie palliative nel disegno di legge sulle Dat -hanno affermato- sia pure con un accenno rapido e come fatto di principio, puo' essere un anello di collegamento virtuoso tra i vari disegni di legge, senza reciproche interferenze, ma con una chiara e concreta convergenza di valori e di contenuti. Ci auguriamo che la maggioranza ci ripensi. E' una proposta -concludono- che viene dall'opposizione a sostegno di un emendamento proposto dal relatore di maggioranza. Piu' buona volonta' di cosi'.".

Restando alle vicende dei democratici, il senatore Claudio Gustavino non ha firmato il subemendamento del Pd sul consenso informato. "Non metto in discussione il concetto di consenso informato ma preferirei che questo emendamento fosse scritto meglio -ha detto-.
L'attivita' medica non puo' essere sempre subordinata al consenso informato. E non vorrei che si finisse per ricomprendere tra gli atti medici subordinati al consenso alcune attivita' tra cui il sostegno vitale".

Dunque una firma non apposta nel timore che l'emendamento aprisse a strade invise al senatore, uno degli uomini del Pd che nei giorni segnati dalla vicenda Englaro aveva votato con la maggioranza sul cosiddetto Ddl 'salva-Eluana'. "Su queste vicende -ha affermato riferendosi al testo sul fine vita piu' in generale- occorre avvalersi della liberta' di coscienza. E' piu' facile mettere insieme coscienze libere -ha aggiunto- che schieramenti contrapposti". La legge Calabro' comunque delude. "Contiene principi condivisibili ma e' deludente sulla parte costruttiva".

"E' mai possibile -ha chiesto il senatore del Pd- che su tutta la rete dei risvegli, sulle famiglie con ragazzi in coma, non spenda una sola parola se non un generico cenno al sostegno sociale? E' uno schiaffo ai veri bisogni, perche' alla fine il testamento biologico verra' sottoscritto dalle persone che lo vorranno, e non saranno moltissime, mentre una legge di questo tipo dovrebbe dare risposte a bisogni veri. La realta' e' che affermare i principi non costa nulla, mentre applicarli richiede fondi". (Adnkronos)
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