Testamento biologico, il punto del Velino
La diversita' di vedute sul testamento biologico si riflette piu' che mai nelle ultime proposte di legge presentate e calendarizzate al Senato su questa materia. Pdl e Pd sembrano non riuscire ancora a trovare un punto di coesione per arrivare a una legge sulle dichiarazioni anticipate di trattamento circa le cure a cui un paziente intende essere sottoposto prima che il suo stato di salute non consenta piu' di operare tale scelta con libera determinazione. Una delle ultime proposte di legge porta la firma dell'oncologo Umberto Veronesi e prevede la possibilita' di dire 'no' ai trattamenti di alimentazione-idratazione artificiale, ma anche la possibilita' di obiezione di coscienza da parte del medico, affidando pero' il paziente ad altri sanitari. Per converso, tali trattamenti non sono invece in discussione nel ddl presentato da Lega e Pdl poiche' la loro sospensione rappresenterebbe una forma di "eutanasia". Per Lega e Pdl, che hanno illustrato la loro proposta alla Camera, un eventuale Testamento biologico non dovrebbe mai essere vincolante per il medico. I testi di legge sul testamento biologico gia' all'esame della dodicesima commissione del Senato sono nove: primi firmatari Marino (Pd), Poretti (Pd), Tomassini (Pdl), Baio (Pd), Massidda (Pdl), Musi (Pd), Veronesi (Pd), Carloni-Chiaromonte (Pd), Rizzi (Lega). In Senato si cerchera' di arrivare ad una posizione condivisa che possa consentire alla legge di passare il vaglio della commissione Igiene e Sanita' di Palazzo Madama, prima di approdare in aula. Il relatore in commissione, Raffaele Calabro' (Pdl), punta per questo a stringere i tempi sui lavori. Dopo le audizioni, che hanno preso il via la settimana scorsa, e la discussione, la strada da praticare potrebbe essere quella di un testo unificato o, in alternativa, quella di prendere uno solo dei ddl come testo base su cui lavorare. Uno dei nodi maggiori rimane tuttavia quello dell'alimentazione e idratazione artificiale che divide chi ritiene che queste pratiche rientrino tra le terapie - potendo cosi' configurare casi di accanimento terapeutico -, e chi, al contrario e' convinto che idratare e alimentare rientrino nel sostegno vitale di una persona malata. Gran parte della discussione sul testamento biologico si giochera' su questo punto. Ma ci sono anche altri punti su cui si registrano posizioni divergenti: dalla questione del consenso informato da parte del paziente alla figura del fiduciario - il soggetto nomina, delegandolo a reppresentarlo nel momento in cui non dovesse piu' essere capace di intendere -. Anche la non obbligatorieta' del testamento biologico e' un punto aperto di discussione come il fatto che, in caso di urgenza e non sapendo se il soggetto ha espresso dichiarazioni anticipate, i medici possano comunque procedere con i trattamenti. C'e' poi il dibattito sulla possibilita' di obiezione di coscienza per i medici: vale anche nel caso di volonta' espresse attraverso il testamento biologico?. Se infatti le proposte dell'opposizione, in testa il ddl di iniziativa del senatore-oncologo Umberto Veronesi, affermano, in sostanza, il diritto del cittadino a decidere sui trattamenti di fine vita, di segno opposto sono quelle della maggioranza, da cui si leva un deciso 'no' a forme 'mascherate' di eutanasia. Tra i punti fondanti del testo di legge del Pdl, che vede come primo firmatario Roberto Cota, ci sono il divieto di ogni forma di eutanasia, attiva e passiva, del suicidio assistito, il rifiuto dell'accanimento terapeutico, la necessita' di un consenso informato puntuale e attuale e la liberta' del medico di decidere in scienza e coscienza. Dunque di poter rifiutare le richieste del malato. Netta la divergenza con i testi presentati dal Partito democratico, quello di Veronesi in testa. E' il paziente a decidere quali cure avere e quali rifiutare. Anche se si tratta di idratazione e alimentazione artificiale. Parte da questo Questo principio cardine il disegno di legge presentato dall'oncologo e senatore del Pd, gia' calendarizzato in commissione Igiene sanita' di palazzo Madama dove sono all'esame ben 9 ddl. Il testo dell'oncologo e' tra i piu' brevi, 9 articoli, e tutto improntato al principio dell'autodeterminazione. Veronesi rimarca infatti come nel suo ddl sia "chiaramente indicata l'espressione di volonta' di essere o non essere sottoposto a trattamenti di sostegno, compresa l'alimentazione e idratazione artificiale". I confronto-scontro sulle direttive anticipate e' solo iniziato. (Il Velino)
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