Testamento biologico, i Radicali presentano migliaia di emendamenti al ddl Calabrò
Il testamento biologico fa fibrillare il Pdl. I nodi che si sono andati intrecciando nel corso dei mesi - le perplessità di Fini, i malumori dell'anima laica - vengono al pettine allo scadere del termine di presentazione degli emendamenti. Alle 14, gli uffici della commissione Affari sociali della Camera chiudono i registri. Oltre duemila e seicento le proposte di modifica al disegno di legge licenziato a marzo dal Senato (anche detto ddl tortura, perché impone la nutrizione artificiale anche contro la volontà del paziente), un testo approvato a spron battuto da un aula spaccata a metà che, ora, potrebbe rimescolare gli equilibri della maggioranza.Di tutti gli emendamenti la maggior parte - 2 mila 470 per la precisione - sono della radicale Antonietta Farina Coscioni, secondo la quale "il ddl Calabró non puó essere migliorato", solo stravolto. Il relatore è perplesso. "Ha tanto il sapore dell'ostruzionismo - afferma Domenico Di Virgilio del Pdl - anche se spero di no". Da parte sua, il Pd vuole "dare battaglia" per "ottenere una legge umana sul fine vita", spiega la capogruppo in commissione Livia Turco. Di qui una novantina di emendamenti, tra di essi uno che esprime la "posizione prevalente" del gruppo (una posizione unanime non c'è) sulla nutrizione artificiale. Il testo del Senato sanciva il divieto assoluto di sospenderla, la proposta del partito di Bersani è scegliere "al letto del paziente".
Ma è all'interno della maggioranza che la partita è piú serrata.
Da marzo ad oggi Gianfranco Fini non ha mancato occasione di criticare il ddl approvato da Palazzo Madama e chiederne una formulazione meno "dogmatica". Ora, il 'liberal' Benedetto Della Vedova (Pdl) traduce in pratica quelle idee e presenta un emendamento - firmato da vari parlamentari di stretta osservanza finiana - che sostituisce in blocco il testo Calabró, si limita a dire un doppio 'no', all'eutanasia e all'accanimento terapeutico, e lascia scegliere "caso per caso" al paziente, insieme a famigliari e medici. E' scontro tra 'finiani' e 'berlusconiani'?
"No", risponde secco il relatore. Che - a sorpresa - deposita a sua volta un emendamento sul tema piú controverso di tutto il disegno di legge, quello dell'alimentazione e dell'idratazione artificiali. Sarà possibile sospenderle - nella proposta di maggioranza - in caso eccezionali e circoscritti, "per esempio quando non risultino piú efficaci nel fornire al paziente i necessari fattori nutrizionali". Puó sembrare lapalissiano ma è già un'apertura decisa rispetto al 'no' secco dei mesi scorsi.
Mossa strategica per spuntare le critiche o scelta maturata in seno alla maggioranza, l'emendamento Di Virgilio si muove nella stessa direzione di due proposte che vengono da quell'area dell'opposizione che ha guardato con maggiore interesse gli smarcamenti di Fini dal suo alletao Berlusconi, sul fine vita come sull'immigrazione o la giustizia. Il presidente dell'Udc Rocco Buttiglione propone, con i suoi emendamenti, che si possano rimuovere "solo per comprovate esigenze sanitarie" gli "ausili tecnici che consentono l'alimentazione e l'idratazione". Il rutelliano Marco Calgaro, ex Pd oramai approdato ai lidi dell'Alleanza per l'Italia, ha presentato a sua volta un emendamento col quale "quando un paziente è in fase terminale, il medico, in accordo con il fiduciario o, in sua assenza, i famigliari, stabilisce la modalità della somministrazione, della sua riduzione e, eventualmente della sua sospensione". Sarà al momento del voto - in commissione dalla prossima settimana, in aula a dicembre - che si definirà la geometria di alleanze dirimenti per il biotestamento. E, forse, per il Pdl.
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