Testamento biologico, ripartito l'iter della Camera
Governo fermo sul disegno di legge Calabro', opposizione che chiede di cambiare il testo e spera nelle defezioni "laiche" interne alla maggioranza. È ripresa la discussione del provvedimento sul testamento biologico in commissione Affari sociali della Camera, ma le posizioni in campo sono rimaste sostanzialmente quelle che ci si attendeva. Sembra lontano un compromesso tra centrodestra e centrosinistra sul documento che introduce nuove norme sul "fine-vita": il nodo e' sempre quello riguardante i concetti di "idratazione" e "alimentazione". Per il governo sono trattamenti irrinunciabili, mentre c'e' chi nell'opposizione li considera cure e li reputa assimilabili, in determinati casi, all'"accanimento terapeutico". La maggioranza ha aperto alla possibilita' che vengano tenute altre audizioni in commissione, ma il sottosegretario alla Salute, Eugenia Roccella, intervenendo in commissione, e' stata chiara: "Ci sono margini di cambiamento del ddl Calabro', ma l'impianto di fondo deve restare". "Si deve ritirare il testo uscito dal Senato - ribatte invece la deputata del Pd, Barbara Pollastrini - e costruirne insieme uno nuovo che si basi sul dialogo e sull'ascolto reciproco. Una legge saggia sul fine vita deve essere ispirata a creare unita' e non spaccature nel paese".Il senatore Calabro', firmatario della legge approvata da Palazzo Madama, aggiunge: "È pur vero che nella maggioranza ci sono poche voci contrarie al testo approvato dal Senato, ma l'opposizione farebbe bene a tenere presente che non solo la maggioranza, ma anche l'Udc compatto e alcuni esponenti del Pd si sono espressi favorevolmente sul ddl Calabro', nella segretezza del voto". Di certo c'e' che di ultimare rapidamente l'esame in commissione non se ne parla. "C'e' un mare di gente iscritta a parlare - spiega il presidente dell'Udc, Rocco Buttiglione, membro della commissione -. Tocchera' anche a me, ma aspettero' perche' sono l'ultimo".
'Se l'impostazione di fondo che il sottosegretario Roccella chiede di conservare riguarda il comma 5 dell'articolo 3 del ddl Calabro', che vieta l'interruzione di alimentazione e idratazione artificiali, faremo di tutto per mandare a fondo' il testo approvato dal Senato. Lo dice Silvana Mura, deputata dell'Italia dei valori e membro della commissione Affari sociali della Camera.
'Se rimane quella norma - sottolinea Mura - qualunque legge sara' approvata costituira' una presa in giro'. La parlamentare Idv spiega infatti che impedire l'interruzione di idratazione e alimentazione 'eliminerebbe l'essenza stessa di una legge sul testamento biologico, che e' quella di consentire ad una persona di dichiarare anticipatamente di non voler vivere attaccato ad una macchina in stato vegetativo permanente'.
Il disegno di legge sulle dichiarazioni anticipate di Trattamento licenziato da Palazzo Madama 'e' stato frutto di un lungo, approfondito e democratico dibattito prima in Commissione e poi in Aula: non c'e' alcuna ragione di ripartire da un nuovo testo sul testamento biologico come proposto dall'onorevole Pollastrini': e' la replica del senatore Raffaele Calabro', relatore del provvedimento, alle affermazioni dell'esponente del Pd.
'E' pur vero - precisa ancora Calabro' - che nella maggioranza ci sono poche voci contrarie al testo approvato dal Senato, ma l'opposizione farebbe bene a tenere presente che non solo la maggioranza, ma anche l'Udc compatto ed alcuni esponenti del Pd si sono espressi favorevolmente sul ddl Calabro', nella la segretezza del voto'.
'Il provvedimento, come ben sapra' chi ha avuto la pazienza di leggerlo attentamente - aggiunge - e' una sintesi alta che vede ben recepito il principio di autodeterminazione del paziente e la necessita' del confronto tra medico e familiare o fiduciario del paziente. Purche' si ribadisca con chiarezza il no all'eutanasia e il no all'accanimento terapeutico, il testo puo' essere suscettibile di miglioramenti come e' normale che avvenga in un sistema bicamerale perfetto come quello italiano'.
'Il mio auspicio - conclude Calabro' - e' che opposizione e maggioranza cerchino un confronto costruttivo sul ddl approvato dal Senato, evitando di rievocare il dualismo tra laicisti ed integralisti che per troppo tempo ha esasperato il dibattito parlamentare'.
"La legge approvata dal senato non e' per il testamento biologico, ma contro. Invece di offrirla , impone una scelta a tutti i cittadini, privandoli di un diritto fondamentale: la possibilita' di continuare o di sospendere le terapie. Si tratta di una scelta della persone e dei suoi familiari che deve compiersi in quel dialogo privatissimo che si instaura tra il paziente ed il suo medico e sul quale uno Stato laico non dovrebbe intervenire". Lo ha detto Ignazio Marino, candidato alla segreteria del partito Democratico, nel giorno di riapertura alla Camera della discussione sul testamento biologico
'Mi auguro- continua Marino- che alla Camera si apra un vero confronto e che ascoltando anche i medici, le societa' scientifiche, i giuristi, i filosofi, si esca dall'impostazione ideologica di una legge scritta sull'onda emotiva della tragica vicenda di Eluana Englaro e poi usata - parole del Presidente del Consiglio- per ricucire i difficili rapporti che Berlusconi ha con il Vaticano. Cio' e' davvero impensabile e umiliante, per la Chiesa e per i cattolici.
Spero che in Commissione Affari Sociali a Montecitorio si lavori pensando agli interessi delle persone e non a quelli del padrone delle ferriere'.
Pierluigi Bersani è preoccupato per il voto in Parlamento sul testamento biologico, il candidato alla segreteria del Pd teme che il centrodestra possa spingere per soluzioni "sbrigative" con il solo scopo di mandare un segnale distensivo alla Chiesa dopo lo scontro sul direttore di Avvenire.
Parlando ad una iniziativa dei Cristiano sociali di Mimmo Lucà dedicata all'enciclica 'Caritas in veritate', Bersani dice: "Dopo le ultime vicende non vorrei che sul biotestamento alla Camera si vada in modo sbrigativo perche' Berlusconi e Bossi vogliono presentarsi meglio" di fronte alla Chiesa.
In generale, aggiunge, "la destra ha usato in modo vergognoso una politica di tipo utilitaristico e strumentale" e il governo si fa "cattedra di una doppia morale: una per s‚ e una per gli altri".
Bersani, quindi, tocca il tema della laicità e della posizione dei cattolici in politica e nel Pd in particolare: "Noi non intendiamo annacquare il vino di nessuno", afferma. "Non è che io annacquo un po' il mio vino, tu annacqui un po' il tuo e abbiamo fatto la sintesi". Il criterio-guida deve essere quello della "autonomia responsabile della politica, che prende decisioni per il bene comune". E anche la libertà di coscienza non puó essere rivendicata come regola sempre e comunque: "Dobbiamo capire di cosa parliamo. Un parlamentare fa il parlamentare, se che non puó prendere le decisioni solo sulla base della sua coscienza: qui stiamo arrivando alla situazione in cui non solo sulle questioni etiche, ma pure per decidere se fare o no un termovalorizzatore viene chiamata in causa la libertà di coscienza". Un atteggiamento che finisce per rendere "la democrazia impotente" e dunque a rischio "populismo".
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