Venerdì 5 giugno 2026
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Testamento biologico, se ne e' discusso a Viareggio

U.E. - ITALIA
Notizia ·
A quattro giorni dall'avvio della discussione in Senato sul testamento biologico, sono state tentate prove di dialogo sui temi legati alle dichiarazioni di fine vita, tra alcuni protagonisti del dibattito: Peppino Englaro, il padre di Eluana, Mina Welby, moglie di Piergiorgio e il sottosegretario al Welfare Eugenia Roccella.
L'occasione e' stato un dibattito organizzato al festival della salute sull'autodeterminazione dell'individuo: 'un diritto in ogni fase della vita'.
'L'alimentazione e l'idratazione, come ha stabilito la Corte di cassazione, sono un presidio terapeutico, malgrado quello che dica la Chiesa - ha esordito Beppino Englaro - quindi, il curatore di un malato che non e' piu' in grado di esprimere la propria volonta' di rifiutarli, puo' chiederne la sospensione'.
Englaro ha sintetizzato la vicenda che riguarda la figlia, da sedici anni in stato vegetativo permanente irreversibile ricordando come la sentenza della Corte di cassazione e' arrivata dopo ben 5.750 giorni dall'incidente di sua figlia, cioe' dopo 15 anni e 9 mesi.
'Non mi sarei mai sognato che altri avrebbero deciso le sorti di mia figlia, perche' scegliere la propria sorte e' un diritto stabilito dalla Costituzione'.
Sull'opportunita' di una legge sul testamento biologico, Eugenia Roccella, sottosegretario al Welfare, ha ribadito che la sentenza della cassazione ' si e' mossa su criteri discutibili e arbitrari da parte dei giudici che possono essere cambiati con un iter legislativo. Le dichiarazioni anticipate di volonta' devono essere scelte autenticate non prese sulla base della ricostruzioni di stili di vita; e poi servono garanzie che permettano di essere certi di essere curati, non essere abbandonati'. Infine per il sottosegretario, l'idratazione e la nutrizione artificiale non sono trattamenti medici ma sono cure primarie .
'Il diritto alla liberta' di cura - ha aggiunto Roccella, il cui intervento ha registrato qualche disapprovazione della platea - non puo' diventare un diritto a morire, al suicidio assistito: non bisogna lasciare varchi all'eutanasia'. I punti saldi su cui la legge deve nascere, secondo il sottosegretario al Welfare - sono la necessita' che 'la dichiarazione anticipata di trattamento sia scritta e autenticata'.
'Bisogna arrivare a una legge sul testamento biologico che raccolga le dichiarazioni di fine vita non solo per rifiutare alcune cure, ma anche per chiederle', ha detto Mina Welby. 'Un malato puo' decidere tante cose: anche di non essere lavato, o nutrito. E ci sono anche anziani che a un certo punto smettono di mangiare e si lasciano morire'. In merito all'accelerazione impressa dal Parlamento l'estate scorsa per arrivare a un disegno di legge sul testamento biologico, Welby ha puntualizzato: 'Bisognera' tenere conto che nutrizione e idratazione artificiali sono terapie mediche, non ordinarie, ma straordinarie, come ha ribadito la Societa' italiana di nutrizione parenterale ed enterale'.
In riferimento all'intervento fatto nei giorni scorsi deal presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, salutato come apertura al testamento biologico , Beppino Englaro ha detto : 'Nell'ultima parte della sua vita Giovanni Paolo II ha rifiutato alcuni trattamenti e ha potuto dire di no. Ad Eluana e' negato'.

La registrazione video del dibattito e' a questo indirizzo:
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ALTRI COMMENTI


'Nel momento in cui il Parlamento sulla questione del conflitto di attribuzione si e' espresso rispetto alla sentenza della cassazione sul caso Englaro, e' evidente che non poteva non seguire una legge sul testamento biologico, a meno di non cadere nella piu' patente contraddizione e di inficiare lo stesso pronunciamento del Parlamento'. Lo afferma Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera.
'Nel merito - prosegue - esiste una serie di questioni assai delicate da affrontare nel confronto tra laici e cattolici. Da questo punto di vista, mentre ci sembra degno di riflessione cio' che affermano i cattolici sulla questione riguardante l'idratazione e l'alimentazione, non ci sembra altrettanto sostenibile la tesi secondo la quale il medico puo' contraddire il testamento biologico del paziente perche' cio' rischierebbe di vanificare tutta la normativa'.

"Centralita' del rapporto medico-paziente; inammissibilita' delle indicazioni sull'interruzione di alimentazione e idratazione; rigore per il rilascio delle dichiarazioni di volonta' anticipate". A pochi giorni dall'avvio dell'esame, in commissione Sanita' del Senato, dei disegni di legge sul testamento biologico, Gaetano Quaglieriello, vicecapogruppo del Pdl, anticipa cosi', in un'intervista a "Libero", le linee guida della maggioranza in vista del dibattito di mercoledi' prossimo, e sottolinea che la legge sara' scritta con il Pd.
Quagliariello, primo firmatario della mozione sul conflitto di attribuzione di poteri dello Stato sollevato da Palazzo madama dopo la sentenza della Corte di cassazione sul caso di Eluana Englaro, sottolinea anche che la legge che intende varare la maggioranza avra' come "caposaldo piu' importante il rapporto tra medico e paziente" e che le "dichiarazioni anticipate di volonta' non deveno essere vincolanti" ma "elementi conoscitivi per l'operatore che pero' deve continuare ad agire in scienza e coscienza motivando in maniera esplicita eventuali difformita' di azione".
"Ledere questo principio fondamentale significherebbe passare dalla indicazione alla programmazione" aggiunge Quaglieriello, sottolineando che le "indicazioni debbono escludere qualsiasi possibile deriva eutanasica". Nella dichiarazione, che deve avere "tempo di validita' limitato", il vicecapogruppo del Pdl precisa che "non deve essere contenuta alcuna volonta' in riferimento" all'interruzione di alimentazione e idratazione". "Su questo punto c'e' un'assoluta comunanza d'idee con il cardinale Bagnasco".
"Auspichiamo -aggiunge ancora- che in commissione Sanita' su queste linee la convergenza vada oltre la maggioranza". Per Quagliariello, inoltre, il tema di regolare per legge i Diritti doveri di reciprocita' dei conviventi (Di.Do.Re.) "non e' all'ordine del giorno" e che la proposta Brunetta sara' discussa dopo aver assolto ad altre priorita' a favore delle famiglie.

'La certezza della riconducibilita' di una volonta' consapevole alla parte e la sua conoscibilita' da parte degli operatori di settore': secondo il Consiglio Nazionale del Notariato sono questi, dal punto di vista giuridico, i due requisiti per una norma sul testamento biologico 'che concili tutti i valori etici, giuridici e scientifici nel rispetto delle diverse sensibilita' e culture'.
L' argomento e' stato affrontato ieri, in un dibattito dedicato al tema 'Fine vita e dignita' umana', nell' ambito del Festival del Diritto in corso a Piacenza. Il Consiglio Nazionale del Notariato ha presentato i risultati di un primo monitoraggio sui 'testamenti di vita'. da cui risulta che su un campione di 187 notai, sono 54 i testamenti redatti e oltre 500 le richieste di informazioni pervenute.
'Il Cnn - dice una nota - ha gia' predisposto un progetto per la creazione di un registro generale dei testamenti di vita: dal punto di vista tecnologico e di affidabilita' giuridica il registro e' pronto, per la sua attuazione manca solo la norma di legge specifica'.

'Si puo' essere vivi anche in maniera diversa, anche se siamo immobili. Il termine 'vegetale' non e' negativo. Il fatto e' che l'uomo non sopporta la sofferenza degli altri'. Con queste parole, rivolte al padre di Eluana Englaro Beppino, Alessandro Bergonzoni, attore e scrittore oltre che testimonial del centro di riabilitazione per persone in coma Casa dei risvegli Luca De Nigris, interviene nel dibattito sul testamento biologico e le dichiarazioni anticipate di fine vita.  Bergonzoni e' a Viareggio per partecipare al convegno 'Vivo e vegeto - ma soprattutto vivo' tenutosi al festival della salute, kermesse organizzata dalla Fondazione Italianieuropei che si chiude oggi pomeriggio. 'Non esiste solo Welby, ci sono anche esempi opposti e, anche se il padre di Eluana Englaro ha tutta la mia comprensione, dobbiamo capire che la vita di un figlio non e' del padre, ma appartiene al figlio e a nessun altro, cioe' a un essere che fa il suo percorso. Noi non riusciamo a sopportare la sofferenza degli altri, perche' ci fa paura'.  Per Bergonzoni, dunque, una vita diversa e' possibile e, soprattutto, e' sempre degna di essere chiamata vita. 'Io credo alla medicina e alla scienza, ma non sono le uniche cose che esistono -continua l'attore a margine del convegno- il mio motto e' 'nessun dogma'. La ricerca scientifica va bene, ma esiste anche quella interiore, su cui manca un impegno. La nostra paura di essere soli e immobili ci porta a identificare lo stato vegetale con qualcosa di negativo, ma una vita diversa esiste e va rispettata'.    
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