Testamento biologico, i senatori riflettono...
Terminato il ciclo di audizioni, la commissione Igiene e Sanita' del Senato che sta lavorando sulle proposte di legge riguardanti il testamento biologico si e' presa una "pausa di riflessione di 15 giorni". E' lo stesso presidente del dodicesimo gruppo di lavoro di Palazzo Madama, Antonio Tomassini, a renderlo noto a margine del convegno "Dal laboratorio alla farmacia. L'accesso ai farmaci innovativi in Italia", organizzato da Novartis Italia e svoltosi a Roma. "Relativamente alle dichiarazioni anticipate, una volta concuse le audizioni, ho suggerito a i membri della commissione, e all'ufficio di presidenza, di prenderci una pausa di riflessione di 15 giorni, in modo tale che ognuno di noi possa approfondire i temi emersi". Alla ripresa dei lavori, in Senato si cerchera' di arrivare ad una posizione condivisa che possa consentire alla legge sul testamento biologico di passare il vaglio della commissione Igiene e sanita' di Palazzo Madama, prima di approdare in aula. Il relatore in commissione Sanita', Raffaele Calabro' (Pdl), punta per questo a stringere i tempi sui lavori. Dopo le audizioni e la discussione, la strada da praticare potrebbe essere quella di un testo unificato o, in alternativa, quella di prendere uno solo dei ddl come testo base su cui lavorare. Uno dei nodi maggiori rimane tuttavia quello dell'alimentazione e idratazione artificiale che divide chi ritiene che queste pratiche rientrino tra le terapie - potendo cosi' configurare casi di accanimento terapeutico -, e chi, al contrario e' convinto che idratare e alimentare rientrino nel sostegno vitale di una persona malata. Gran parte della discussione sul testamento biologico si giochera' su questo punto. Ma ci sono anche altri punti su cui si registrano posizioni divergenti: dalla questione del consenso informato da parte del paziente alla figura del fiduciario - il soggetto nomina, delegandolo a reppresentarlo nel momento in cui non dovesse piu' essere capace di intendere -. Anche la non obbligatorieta' del testamento biologico e' un punto aperto di discussione come il fatto che, in caso di urgenza e non sapendo se il soggetto ha espresso dichiarazioni anticipate, i medici possano comunque procedere con i trattamenti. C'e' poi il dibattito sulla possibilita' di obiezione di coscienza per i medici: ci si chiede se vale anche nel caso di volonta' espresse attraverso il testamento biologico.
"La direzione di Famiglia Cristiana ancora una volta si abbandona a polemiche prive di fondamento. In Senato abbiamo avviato un serio lavoro per fare una legge sul testamento biologico. Il tema e' complesso, come dovrebbe comprendere perfino il direttore di Famiglia Cristiana, ma lo stiamo affrontando con attenzione e passione. Vogliamo ricordare che proprio al nostro gruppo si devono delle iniziative parlamentari volte a contrastare uno strapotere della magistratura in campi che non possono essere affidati alla decisione di questo o quel giudice. Non sappiamo quali siano le intenzioni di Veltroni. Vediamo che di tanto in tanto la Binetti o altri che esprimono considerazioni di buon senso sono messe sotto processo dal Pd. Il Pdl la legge la vuole fare e la fara', con l'impegno e la fatica che richiede una scelta di tale complessita'. Parliamo non solo da cattolici, quali siamo, ma da legislatori responsabili. Che poi la direzione di Famiglia Cristiana da quando ha scelto la militanza di parte si auguri il 'tanto peggio, tanto meglio' lo comprendiamo, ma lo deprechiamo". Lo dichiara il presidente del Pdl al Senato Maurizio Gasparri.
"Concordo con 'Famiglia Cristiana' sul fatto che serva in Italia una legge sul testamento biologico e che sia una legge largamente condivisa. Proprio per questo gia' nel giugno 2006 la Commissione sanita' del Senato che presiedevo aveva iniziato un lavoro rigoroso su questa materia. Abbiamo svolto ben 49 audizioni di esperti italiani e stranieri. Un lavoro che fu ostacolato dall'attuale maggioranza di Governo". Lo afferma Ignazio Marino, senatore del Pd e capogruppo in Commissione sanita'. "Nutro invece qualche dubbio sul fatto che una legge che rifletta criteri di condivisione possa essere approvata nel giro di un mese. Le posizioni in Parlamento sono differenti e se si vogliono trovare dei punti di accordo e serve ascoltare tutti e serve tempo. Tengo a sottolineare che il disegno di legge che ho presentato, e che porta la firma di 101 senatori ovvero quasi un terzo degli eletti a Palazzo Madama, non glissa su idratazione e alimentazione artificiale, semplicemente lascia la liberta' a ognuno di indicare a quali terapie vorra', o non vorra', essere sottoposto se un giorno si trovera' nella condizione di non poter piu' decidere". "Sono pero' stupito che 'Famiglia Cristiana' non sottolinei che l'unico disegno di legge che si occupa anche dell'enorme problema delle cure palliative sia proprio quello firmato da decine di senatori del Pd. A meno che l'obiettivo non sia quello di burocratizzare la morte, le cure palliative sono altrettanto importanti delle direttive anticipate di trattamento. Sono anche convinto che su temi tanto delicati ricorrere alla magistratura sia una soluzione estrema; una legge va approvata in tempi rapidi ma questo non significa che si debba abdicare al dibattito parlamentare. Io ascolto il paese, e certamente lo fa anche Walter Veltroni, e capisco che i cittadini chiedono di poter decidere per se stessi. E' quanto e' previsto dalla Costituzione che -conclude Marino- sancisce il diritto alla salute e non il dovere alle terapie".
"La direzione di Famiglia Cristiana ancora una volta si abbandona a polemiche prive di fondamento. In Senato abbiamo avviato un serio lavoro per fare una legge sul testamento biologico. Il tema e' complesso, come dovrebbe comprendere perfino il direttore di Famiglia Cristiana, ma lo stiamo affrontando con attenzione e passione. Vogliamo ricordare che proprio al nostro gruppo si devono delle iniziative parlamentari volte a contrastare uno strapotere della magistratura in campi che non possono essere affidati alla decisione di questo o quel giudice. Non sappiamo quali siano le intenzioni di Veltroni. Vediamo che di tanto in tanto la Binetti o altri che esprimono considerazioni di buon senso sono messe sotto processo dal Pd. Il Pdl la legge la vuole fare e la fara', con l'impegno e la fatica che richiede una scelta di tale complessita'. Parliamo non solo da cattolici, quali siamo, ma da legislatori responsabili. Che poi la direzione di Famiglia Cristiana da quando ha scelto la militanza di parte si auguri il 'tanto peggio, tanto meglio' lo comprendiamo, ma lo deprechiamo". Lo dichiara il presidente del Pdl al Senato Maurizio Gasparri.
"Concordo con 'Famiglia Cristiana' sul fatto che serva in Italia una legge sul testamento biologico e che sia una legge largamente condivisa. Proprio per questo gia' nel giugno 2006 la Commissione sanita' del Senato che presiedevo aveva iniziato un lavoro rigoroso su questa materia. Abbiamo svolto ben 49 audizioni di esperti italiani e stranieri. Un lavoro che fu ostacolato dall'attuale maggioranza di Governo". Lo afferma Ignazio Marino, senatore del Pd e capogruppo in Commissione sanita'. "Nutro invece qualche dubbio sul fatto che una legge che rifletta criteri di condivisione possa essere approvata nel giro di un mese. Le posizioni in Parlamento sono differenti e se si vogliono trovare dei punti di accordo e serve ascoltare tutti e serve tempo. Tengo a sottolineare che il disegno di legge che ho presentato, e che porta la firma di 101 senatori ovvero quasi un terzo degli eletti a Palazzo Madama, non glissa su idratazione e alimentazione artificiale, semplicemente lascia la liberta' a ognuno di indicare a quali terapie vorra', o non vorra', essere sottoposto se un giorno si trovera' nella condizione di non poter piu' decidere". "Sono pero' stupito che 'Famiglia Cristiana' non sottolinei che l'unico disegno di legge che si occupa anche dell'enorme problema delle cure palliative sia proprio quello firmato da decine di senatori del Pd. A meno che l'obiettivo non sia quello di burocratizzare la morte, le cure palliative sono altrettanto importanti delle direttive anticipate di trattamento. Sono anche convinto che su temi tanto delicati ricorrere alla magistratura sia una soluzione estrema; una legge va approvata in tempi rapidi ma questo non significa che si debba abdicare al dibattito parlamentare. Io ascolto il paese, e certamente lo fa anche Walter Veltroni, e capisco che i cittadini chiedono di poter decidere per se stessi. E' quanto e' previsto dalla Costituzione che -conclude Marino- sancisce il diritto alla salute e non il dovere alle terapie".
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