Mercoledì 10 giugno 2026
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Testamento biologico. La teodem: se vince Marino lascio il Pd. Appello Micromega. Migliaia di messaggi al Capo dello Stato

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Riprendono in commissione Sanita' del Senato i lavori parlamentari del disegno di legge sul testamento biologico, conditi da polemiche dopo l'ipotesi ventilata da Ignazio Marino di poter di ricorrere anche al referendum contro la legge ancora da approvare. La discussione del testo base che il relatore Raffaele Calabro' (Pdl) e' stato incaricato di redigere rappresenta una sintesi di piu' proposte di legge su un argomento che ha fatto registrare posizioni divergenti sia nella societa' civile sia in Parlamento.
Uno dei principi cardine del ddl che introduce la Dichiarazione anticipata di trattamento (Dat) non lascia spazio a interpretazioni: nutrizione e idratazione sono forme di "sostegno vitale" e dunque non possono essere oggetto delle dichiarazioni anticipate stesse non essendo terapie. Il testo del Pdl riunisce dieci disegni di legge e prevede che il testamento biologico avra' validita' per tre anni, scaduti i quali andra' riconfermato o modificato. Il documento contenente le volonta' di una persona circa le cure che gli devono essere impartite quando non sara' piu' in grado di esprimere autonomamente una volonta' in tal senso dovra' essere firmato da un medico e depositato da un notaio. Il ddl pone infatti al centro il consenso informato, l'alleanza terapeutica tra medico e paziente e contempla la nomina di un fiduciario che, in collaborazione con il medico curante, si impegna a far si che si tenga conto delle indicazioni sottoscritte dal paziente.
La discussione in corso sul testamento biologico che ha ripreso il via in commissione Igiene e Sanita' di Palazzo Madama si preannuncia non priva di insidie e sara' articolata quanto articolate sono le posizioni sull'argomento del fine vita. Composto di una decina di articoli, il disegno di legge della maggioranza, ampiamente condiviso nel centrodestra fatte salve alcune eccezioni, chiude le porte all'ammissibilita' di qualsiasi forma di eutanasia nel nostro Paese.
Nel Partito democratico le divergenze sembrano invece acuirsi non solo rispetto al ddl base presentato da Calabro', ma soprattutto per cio' che concerne la strategia da condurre nell'affrontare questa delicata materia. Ignazio Marino, il senatore Pd recentemente sostituito da Dorina Bianchi come capogruppo in commissione Sanita' a Palazzo Madama, conferma in un'intervista al Corriere della Sera di voler andare avanti nonostante la sua proposta di indire un referendum se dovesse passare il disegno di legge della maggioranza sul testamento biologico cosi' com'e', abbia diviso i democratici.
Gia' sabato era intervenuto a un incontro organizzato da "Radio Radicale" per sottolineare le "criticita'" del "disegno di legge della destra sul testamento biologico". Ma, soprattutto, ha chiamato in causa il referendum abrogativo "se passa questa legge" della maggioranza. Marino, che ora e' alla guida della Commissione parlamentare d'inchiesta sul Servizio sanitario nazionale, sottolinea la "totale assenza di interventi a sostegno dei disabili, dei sofferenti e delle loro famiglie; mancanza di misure a favore degli hospice, delle cure palliative e del dolore; eccessiva burocratizzazione del testamento biologico che, cosi' scritto, potrebbe arrivare a costringere ogni medico di famiglia ad andare dal notaio centinaia di volte l'anno, perche' il documento andrebbe rinnovato ogni tre anni". Marino ha annunciato che nei prossimi giorni in Senato si dovranno moltiplicare gli sforzi per "lavorare su tutti i possibili emendamenti, utili a modificare la legge perche' sia fruibile ed applicabile". La prospettiva di una consultazione popolare, dalla quale gli esponenti della maggioranza si dicono non spaventati, ha invece spaccato i democratici. Francesco Rutelli, ospite su Radio 24 della trasmissione condotta da Giuliano Ferrara "Parliamo con l'elefante", e' scettico sull'ipotesi di parlare di "referendum su una legge che non c'e' ancora". Gia' la settimana scorsa la nuova capogruppo per il Pd in commissione Sanita' aveva giudicato l'uscita di Marino come "grave errore". La teodem Dorina Bianchi ha poi annunciato che nello svolgimento del suo nuovo incarico terra' conto "di tutte le posizioni e delle diverse sensibilita' che il gruppo del Partito democratico esprime. Nel rispetto di tutti e del mio compito istituzionale di rappresentare la linea del Pd in commissione Sanita'".
Nel Pd anche la vicepresidente della Camera Rosy Bindi ha bocciato l'ipotesi referendum contro il ddl presentato dalla maggioranza perche', dice, "parlare ora di referendum e' un regalo a chi non vuole fare la fatica di definire una buona legge sul fine vita". E se Emma Bonino, vice presidente del Senato, ha auspicato una "mobilitazione del Paese", e' soprattutto l'area cattolica del Pd a non voler concedere sconti alla linea avanzata da Marino. Paola Binetti, Luigi Bobba, Renzo Lusetti cassano l'idea di un referendum. Ma anche il leader del Pd Walter Veltroni si guarda bene dallo sposare la linea di Marino.
Quanto ai tempi parlamentari del provvedimento sulle dichiarazioni anticipate di trattamento, in settimana si dovrebbe completare la discussione in Commissione Sanita'. Venerdi' 20 febbraio alle 12 e' stato fissato il termine per la presentazione di emendamenti, dopo di che si procedera' con la discussione e la votazione di questi ultimi. Il testo, presentato dal relatore Raffaele Calabro' in commissione Igiene e Sanita', chiude in modo netto alla possibilita' di sospendere l'alimentazione e l'idratazione forzata, come nel caso di Eluana Englaro. Il cittadino potra', comunque, esprimere il proprio orientamento su terapie e trattamenti di fine vita in previsione di un'eventuale futura perdita della propria capacita' di intendere e volere. Ma senza inserire indicazioni finalizzate all'eutanasia attiva e omissiva. Il testamento biologico dovra' essere redatto in forma scritta, da persona maggiorenne, in piena capacita' di intendere e volere. Coinvolgendo un medico che la dovra' sottoscrivere. Il medico pota' comunque disattendere le dichiarazioni anticipate motivando la sua decisione nella cartella clinica. La Dichiarazione anticipata di trattamento, sempre revocabile e modificabile, sara' conservata in un apposito registro presso il Consiglio nazionale del notariato. Notai che si dicono pronti a fare la loro parte se la legge in discussione dovesse passare.   

RICEVUTI DA NAPOLITANO 14.000 MESSAGGI SUL CASO ENGLARO
- "In relazione alla dolorosa vicenda di Eluana Englaro", la Presidenza della Repubblica ha ricevuto, sino a questa mattina, 13.968 messaggi tra lettere, mail, fax e telegrammi. "Il numero eccezionale di coloro che hanno voluto esprimere un parere sulla vicenda, con valutazioni e considerazioni di segno diverso, mostra quanto essa abbia toccato nel profondo la sensibilita' degli italiani", si sottolinea nel sito internet del Quirinale.  Nell'impossibilita' di rispondere direttamente e personalmente a ognuno, la Presidenza della Repubblica intende "esprimere comunque un ringraziamento a tutti per il contributo offerto e per lo spirito di partecipazione democratica che li ha animati. In particolare, sono pervenuti anche 280 plichi contenenti dei testamenti biologici personali".    
"Pur comprendendo l'intenzione dei firmatari", dal Quirinale si precisa che "queste comunicazioni non possono essere intese che come manifestazioni di sensibilita' personale, dato che alla Presidenza della Repubblica non compete alcuna funzione al riguardo, ne' la responsabilita' di conservarle".
Si ricorda infatti che "attualmente e' in corso nel Parlamento italiano l'esame di varie proposte di legge sul 'testamento biologico' e di fronte a tale processo il Presidente della Repubblica intende mantenere un atteggiamento di rigoroso riserbo nel rispetto dell'attivita' e delle scelte delle Camere".
Resta comunque "fermo" l'auspicio, piu' volte espresso dal presidente Napolitano, che "su tale normativa si arrivi ad una decisione il piu' possibile condivisa, che tenga conto del dovuto equilibrio tra i beni costituzionali coinvolti".

BINETTI, SE VINCE MARINO LASCIO PD - Teme che l'evoluzione del pensiero di Ignazio Marino 'sia una reale apertura all'eutanasia'. Per questo se dovesse prevalere quella posizione 'la convivenza nel Pd' diventerebbe davvero difficile. Lo dice in una intervista a 'Repubblica' Paola Binetti, senatrice Teodem. 'Tutti sapevamo che il Pd nasceva da culture, da anime diverse. Stiamo provando a resistere con la maggiore lealta' e schiettezza possibile, lo faremo fin dove si potra' arrivare. Laddove non dovesse piu' essere possibile se i dirigenti riconosceranno che non ci saranno piu' spazi per la convivenza, ognuno andra' per la sua strada'. 'Sosterremo il ddl del centrodestra - chiarisce - perche' sancisce il principio di indisponibilita' della vita, esprime un no tondo all'eutanasia in tutte le sue forme e qualifica l'interruzione dell'alimentazione come causa di morte'. Nel caso di Eluana, prosegue, 'con la somministrazione di sedativi per ridurre una sofferenza che c'era, hanno di fatto anticipato intenzionalmente la morte', una forma, insomma di 'suicidio assistito'. E sconsiglia al collega Marino 'una nuova campagna referendaria. Ricordi come ando' nel 2005 con la legge 40'. Anche perche' 'minacciare il referendum vuol dire essere indisponibili al dialogo'. Binetti si dice poi sorpresa che 'si sia pretesa una dichiarazione di equidistanza' da Dorina Bianchi, che ha preso il posto di Marino come capogruppo in commissione Sanita' del Senato, 'mentre a Marino, che pure ha portato avanti a spada tratta una proposta di parte, non e' mai stata chiesta alcuna garanzia di imparzialita''.    

GIUSTISTI SU MICROMEGA: SE PASSA DDL CALABRO' VIOLATI I DIRITTI UMANI -
1. Nelle ultime concitate settimane si sono verificate attorno al caso Englaro forzature istituzionali molto preoccupanti in sé e per sé, ma assolutamente inaccettabili quando si controverte di valori fondamentali della persona come il significato del diritto alla vita, la dignità dell'uomo, l'habeas corpus, il diritto all'autodeterminazione: temi che per rispetto delle radici stesse della convivenza civile in una società pluralistica richiedono di essere affrontati, in sede normativa, sulla base di approfondite e documentate conoscenze, di mediazione ed ascolto delle diverse posizioni etiche, e con procedure adatte a consentire la discussione, il confronto, la ricerca di un attento bilanciamento.
2. Ora il Parlamento sta per approvare in tempi stretti una legge in materia di direttive anticipate (c.d. testamento biologico). A quanto è dato di conoscere, la maggioranza pare intenzionata ad una discussione rapida di un testo fortemente limitativo del fondamentale diritto all'intangibilità del corpo. Verso questo obiettivo si procede a passi spediti, senza tener conto dei principi costituzionali di diritto interno e sovranazionale ed ignorando l'esigenza di rispetto di posizioni morali diverse.
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