Testamento biologico. Veronesi apprezza proposta Buttiglione. Roccella: testo base entro Natale
"Mi auguro che si possa arrivare a un testo base di legge sul testamento biologico prima di Natale". Cosi' al Velino il sottosegretario al Lavoro, Salute e Politiche sociali Eugenia Roccella.
Terminate le audizioni, la commissione Sanita' del Senato e' impegnata a discutere delle dieci proposte di legge in materia di disposizioni anticipate sui trattamenti sanitari che una persona puo' decidere che siano o meno praticate sulla sua persona nel momento in cui, a causa della malattia, non sia piu' in grado di esprimere tale volonta'. Quanto alla legge definitiva, Roccella auspica "sia pronta entro la primavera. Il Parlamento si sta impegnando su questo e oggi - sottolinea il sottosegretario - abbiamo buone prospettive per una normativa su questa materia. E' importante che la legge garantisca la liberta' di scelta di una persona che non e' piu' in grado di intendere e di volere, ma anche la liberta' di cura perche' le persone piu' esposte alla solitudine non vengano abbandonate". Roccella torna anche sulla sentenza che ha consentito che ad Eluana Englaro - la donna da quasi diciassette anni in stato vegetativo - venisse sospesa l'alimentazione e idratazione che la tengono in vita. "La sentenza della Cassazione non mi ha convinto, anzi mi fa paura. Non possiamo ricostruire la volonta' di una persona attraverso un processo indiziario basato sugli stili di vita di una persona e non invece su un consenso informato.
Ricostruire 'ex post' la volonta' di porre fine alla propria vita di una persona e' un rischio che non ci possiamo permettere. Occorre invece agire secondo un principio di precauzione".
In commissione Sanita' del Senato si sta cercando di arrivare ad un orientamento comune sul testamento biologico.
Dopo il monito del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano secondo il quale e' "urgente una legge condivisa" in materia, si punta a stringere i tempi sui lavori parlamentari. Dopo le audizioni e la discussione, la strada da praticare potrebbe essere quella di un testo unificato o, in alternativa, quella di prendere uno solo dei ddl come testo base su cui lavorare. Uno dei nodi maggiori rimane tuttavia quello dell'alimentazione e idratazione artificiale che divide chi ritiene che queste pratiche rientrino tra le terapie - potendo cosi' configurare casi di accanimento terapeutico -, e chi, al contrario e' convinto che idratare e alimentare rientrino nel sostegno vitale di una persona malata. Gran parte della discussione sul testamento biologico si giochera' su questo punto. Ma ci sono anche altri punti su cui si registrano posizioni divergenti: dalla questione del consenso informato da parte del paziente alla figura del fiduciario - il soggetto nomina, delegandolo a reppresentarlo nel momento in cui non dovesse piu' essere capace di intendere -. Anche la non obbligatorieta' del testamento biologico e' un punto aperto di discussione come il fatto che, in caso di urgenza e non sapendo se il soggetto ha espresso dichiarazioni anticipate, i medici possano comunque procedere con i trattamenti. C'e' poi il dibattito sulla possibilita' di obiezione di coscienza per i medici: ci si chiede se vale anche nel caso di volonta' espresse attraverso il testamento biologico.
Un segnale di apertura al dialogo e un tentativo prezioso di conciliare visioni del mondo laico e e di quello religioso sui contenuti del testamento biologico. Questo e' il giudizio dell'oncologo Umberto Veronesi, in un'intervista a La Stampa, sulla proposta di legge di Rocco Buttiglione, secondo la quale si potra' rifiutare per iscritto l'intervento chirurgico con cui viene inserita la cannula che fornisce cibo e acqua ma una volta impiantata non potra' piu' essere interrotto il sostegno vitale ad eccezione di infezioni in corso.
Si tratta, secondo Veronesi, di un passo avanti che pero' presenta due difficolta' di natura tecnica e di diritto. La prima riguarda il fatto che il sondino viene applicato in fase di rianimazione, quando ancora non si sa se il coma e' transitorio o permanente.
'Solo dopo almeno un anno e dopo tutti i tentativi di recupero si puo' diagnosticare un coma irreversibile - spiega l'oncologo - non applicare il sondino all'inizio del coma, dal punto di vista deontologico e' un mancato soccorso'. Quanto alla seconda difficolta' riguarda il diritto. 'Come potra' un magistrato assolvere un medico che non ha messo il sondino e condannare un altro che l'ha rimosso dopo aver effettuato le cure necessarie?', si domanda Veronesi.
La via d'uscita e' legare la decisione alla volonta' del malato 'espressa lucidamente quando era in salute'. Oggi, invece, il dibattito si e' spostato sull'accanimento terapeutico 'che non ha niente a che fare con il testamento biologico'.
'Senza entrare nel merito di una questione cosi' complessa, credo che tutti abbiano ben presente che c'e' un vuoto legislativo, il Parlamento ha il dovere di intervenire, mi auguro che sia in grado di farlo'.
Lo ha detto il presidente della Camera, Gianfranco Fini, nel corso di una video-chat con i cittadini, rispondendo a una domanda sul testamento biologico.
'Si tratta di questioni sulle quali non c'e' un vincolo diverso da quello della propria coscienza - ha spiegato Fini - non c'e' una disciplina di partito su queste questioni'.
Terminate le audizioni, la commissione Sanita' del Senato e' impegnata a discutere delle dieci proposte di legge in materia di disposizioni anticipate sui trattamenti sanitari che una persona puo' decidere che siano o meno praticate sulla sua persona nel momento in cui, a causa della malattia, non sia piu' in grado di esprimere tale volonta'. Quanto alla legge definitiva, Roccella auspica "sia pronta entro la primavera. Il Parlamento si sta impegnando su questo e oggi - sottolinea il sottosegretario - abbiamo buone prospettive per una normativa su questa materia. E' importante che la legge garantisca la liberta' di scelta di una persona che non e' piu' in grado di intendere e di volere, ma anche la liberta' di cura perche' le persone piu' esposte alla solitudine non vengano abbandonate". Roccella torna anche sulla sentenza che ha consentito che ad Eluana Englaro - la donna da quasi diciassette anni in stato vegetativo - venisse sospesa l'alimentazione e idratazione che la tengono in vita. "La sentenza della Cassazione non mi ha convinto, anzi mi fa paura. Non possiamo ricostruire la volonta' di una persona attraverso un processo indiziario basato sugli stili di vita di una persona e non invece su un consenso informato.
Ricostruire 'ex post' la volonta' di porre fine alla propria vita di una persona e' un rischio che non ci possiamo permettere. Occorre invece agire secondo un principio di precauzione".
In commissione Sanita' del Senato si sta cercando di arrivare ad un orientamento comune sul testamento biologico.
Dopo il monito del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano secondo il quale e' "urgente una legge condivisa" in materia, si punta a stringere i tempi sui lavori parlamentari. Dopo le audizioni e la discussione, la strada da praticare potrebbe essere quella di un testo unificato o, in alternativa, quella di prendere uno solo dei ddl come testo base su cui lavorare. Uno dei nodi maggiori rimane tuttavia quello dell'alimentazione e idratazione artificiale che divide chi ritiene che queste pratiche rientrino tra le terapie - potendo cosi' configurare casi di accanimento terapeutico -, e chi, al contrario e' convinto che idratare e alimentare rientrino nel sostegno vitale di una persona malata. Gran parte della discussione sul testamento biologico si giochera' su questo punto. Ma ci sono anche altri punti su cui si registrano posizioni divergenti: dalla questione del consenso informato da parte del paziente alla figura del fiduciario - il soggetto nomina, delegandolo a reppresentarlo nel momento in cui non dovesse piu' essere capace di intendere -. Anche la non obbligatorieta' del testamento biologico e' un punto aperto di discussione come il fatto che, in caso di urgenza e non sapendo se il soggetto ha espresso dichiarazioni anticipate, i medici possano comunque procedere con i trattamenti. C'e' poi il dibattito sulla possibilita' di obiezione di coscienza per i medici: ci si chiede se vale anche nel caso di volonta' espresse attraverso il testamento biologico.
Un segnale di apertura al dialogo e un tentativo prezioso di conciliare visioni del mondo laico e e di quello religioso sui contenuti del testamento biologico. Questo e' il giudizio dell'oncologo Umberto Veronesi, in un'intervista a La Stampa, sulla proposta di legge di Rocco Buttiglione, secondo la quale si potra' rifiutare per iscritto l'intervento chirurgico con cui viene inserita la cannula che fornisce cibo e acqua ma una volta impiantata non potra' piu' essere interrotto il sostegno vitale ad eccezione di infezioni in corso.
Si tratta, secondo Veronesi, di un passo avanti che pero' presenta due difficolta' di natura tecnica e di diritto. La prima riguarda il fatto che il sondino viene applicato in fase di rianimazione, quando ancora non si sa se il coma e' transitorio o permanente.
'Solo dopo almeno un anno e dopo tutti i tentativi di recupero si puo' diagnosticare un coma irreversibile - spiega l'oncologo - non applicare il sondino all'inizio del coma, dal punto di vista deontologico e' un mancato soccorso'. Quanto alla seconda difficolta' riguarda il diritto. 'Come potra' un magistrato assolvere un medico che non ha messo il sondino e condannare un altro che l'ha rimosso dopo aver effettuato le cure necessarie?', si domanda Veronesi.
La via d'uscita e' legare la decisione alla volonta' del malato 'espressa lucidamente quando era in salute'. Oggi, invece, il dibattito si e' spostato sull'accanimento terapeutico 'che non ha niente a che fare con il testamento biologico'.
'Senza entrare nel merito di una questione cosi' complessa, credo che tutti abbiano ben presente che c'e' un vuoto legislativo, il Parlamento ha il dovere di intervenire, mi auguro che sia in grado di farlo'.
Lo ha detto il presidente della Camera, Gianfranco Fini, nel corso di una video-chat con i cittadini, rispondendo a una domanda sul testamento biologico.
'Si tratta di questioni sulle quali non c'e' un vincolo diverso da quello della propria coscienza - ha spiegato Fini - non c'e' una disciplina di partito su queste questioni'.
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