Testamento biologico, verso un 'compromesso' nel Pdl sul ddl tortura
Tregua armata nel Pdl sul testamento biologico: il relatore alla legge Domenico Di Virgilio ha presentato ieri degli emendamenti di mediazione, che pero' non soddisfano la componente laica, come ha spiegato Benedetto Della Vedova. Ma un appello del vice-capogruppo del Pdl alla Camera, il finiano Italo Bocchino, a sostenere compattamente gli emendamenti di Di Virgilio, lascia intendere una volonta' della componente finiana di allentare la tensione su questo punto.Ai 2.600 emendamenti presentati ieri (2.400 dei quali da parte dei Radicali), si sono aggiunte le proposte di modifica del relatore Domenico Di Virgilio (Pdl). Si tratta, ha spiegato il parlamentare, di 'misure concrete di supporto ai pazienti in stato vegetativo e alle loro famiglie, nonche' della possibilita' della sospensione di alimentazione e idratazione (che comunque non costituendo terapie non possono far parte della Dichiarazione anticipata di trattamento, la Dat) soltanto nel caso in cui queste non risultino efficaci nel fornire al paziente i fattori nutrizionali necessari'.
Di Virgilio propone poi di 'estendere la normativa a tutti i casi in cui si riscontrino dal medico curante una incapacita' di comprendere le informazioni e non solo nello stato vegetativo'.
Infine, in caso di controversia tra fiduciario e medico curante, 'e' previsto il ricorso ad un collegio di medici il cui parere e' vincolate per il medico curante il quale pero' non e' tenuto a condividerle'.
Queste proposte, ha pero' obiettato Benedetto Della Vedova, non affrontano i due nodi critici del testo licenziato dal Senato, cioe' il fatto che nella Dat non possa rientrare la nutrizione artificiale e che la Dat stessa non e' vincolante per i medici. Punti che Della Vedova intende modificare con il suo emendamento sottoscritto da una cinquantina di deputati.
Dopo l'appoggio del capogruppo Fabrizio Cicchitto agli emendamenti di Di Virgilio, inaspettatamente e' giunto un appello del suo vice, il finiano Italo Bocchino, a 'fare quadrato' attorno a questa mediazione. L'intenzione e' di abbassare le tensioni interne al Pdl visto che sulla giustizia le distanze sono ancora vistose.
Della Vedova ha lamentato le 'pressioni' sui deputati a ritirare le firme a sostegno dei suoi emendamenti: 'In ogni caso - ha spiegato - una trentina di deputati non le hanno ritirate'. Della Vedova ha pure detto che ''e' sbagliato etichettare il confronto che c'e' nel Pdl come una guerra fra correnti, a prescindere dal contenuto'. Insomma, non c'entra il braccio di ferro tra Fini e Berlusconi. Sottolineatura necessaria se si vuole avere chance di successo in Aula. 'La vera battaglia - spiega il parlamentare - si giochera' li', e non in Commissione, perche' si vota a scrutinio segreto'.
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