Mercoledì 10 giugno 2026
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Thailandia. Bangkok: meeting di 5 Paesi per la war on drugs

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C'e' voluto del tempo ma alla fine alcune nazioni asiatiche hanno inteso che, da sole, non possono sbarazzarsi della produzione e del traffico di droga, ma necessitano di cooperazione internazionale.
I controlli sui prodotti chimici usati nella produzione della droga e lo sviluppo di colture alternative saranno al centro degli incontri che si terranno a Chiang Rai tra i ministri e responsabili per la lotta alla droga dei Governi dell'India, Laos, Myanmar, Cina e Thailandia. Discuteranno sul controllo dei traffici che partono dall'India e dalla Cina (maggiori produttori di sostanze chimiche in quella parte del mondo, anche se utilizzate raramente all'interno dei loro territori) per dirigersi verso le raffinerie dello Shan (Stato del Myanmar, ndr). L'India produce piu' di 500 qualita' di sostanze appartenenti al gruppo delle efedrine o pseudo-efedrine, il maggior ingrediente delle metamfetamine, conosciuta in Thailandia come "ya ba"; inoltre produce anidride acetica, utile per l'eroina. Mentre le sostanze chimiche attraversano i confini dall'India al Myanmar, l'eroina prodotta in questo Stato si dirige nella direzione opposta: via mare, attraverso l'India giunge in Nepal e da qui al mercato mondiale.
La Cina e' dedita alla lavorazione delle sostanze chimiche per la produzione di metamfetamine, che sono trasportate alle raffinerie di Shan, e poi il prodotto finale e' venduto nella Cina stessa. Pechino ha creato un'unita' speciale per il controllo dei traffici al confine delle province di Sichuan, Yunnan, Ningxia e Guizhou, con l'obiettivo di estenderla su tutto il territorio nazionale.
Per Rassamee Wisthawes, segretario generale dell'Office of the Narcotics Control Board thailandese, e' necessario che tutti e cinque i Paesi controllino la produzione chimica e si scambino informazioni. "Non possiamo ancora dire che tipo di cooperazione intraprenderemo, ma nuovi e svariati mezzi di intervento saranno discussi". Nel meeting verra' anche affrontato il problema delle coltivazioni alternative all'oppio e la Thailandia illustrera' come sara' possibile. Il ministro della Giustizia thailandese Ponghthep Thepkanchana riferisce che le coltivazioni alternative sono interessanti per i Paesi partecipanti. "Potremmo sostituire le coltivazioni di oppio in Myanmar, se Rangoon acconsentisse. Siamo pronti per aiutare chiunque fosse interessato".
Alla fine del vertice sara' stilato un documento ufficiale, e una seconda riunione valutera' i risultati raggiunti.
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