Sabato 6 giugno 2026
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Thailandia. La campagna antidroga non e' "criticabile"

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Il commissario per i diritti umani della Thailandia, Pradit Charoenthaithawee, e' stato minacciato di "impeachment" (messa in stato di accusa) per aver criticato la discussa campagna antidroga iniziata nel Paese asiatico lo scorso primo febbraio. Suranand Vejjajiva, portavoce del partito al Governo, ha dichiarato alla stampa internazionale che Pradit rischia l'impeachment se continuera' a criticare apertamente la politica dell'esecutivo. In base alla legge thailandese, infatti, il commissario per i diritti umani e' nominato dal Senato, che ha anche il potere di metterlo in stato di accusa. "Se Pradit inizia ad attaccare il primo ministro Thaksin Shinawatra definendolo un dittatore -ha dichiarato il rappresentante governativo- questo non e' un diritto, e' violenza di Stato".
"Sono il primo ministro, il ministro dell'Interno ed il capo della polizia che dovrebbero essere messi in stato di accusa", ha replicato un attivista per i diritti umani, Giles Ungkhaporn a proposito della dura campagna antidroga che finora ha provocato almeno 1.100 morti. Al momento 46.177 persone figurano sulla "lista nera" dei presunti trafficanti compilata dalle autorita' governative. La polizia ha dichiarato di aver arrestato 29.501 sospetti, tra cui spiccano circa 700 funzionari pubblici.
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