Thailandia. Guerra alle droghe mette in pericolo la lotta all'Aids
Associazioni per i diritti umani e per la lotta all'Aids stanno organizzando una dimostrazione durante le riunioni dell'Onu a New York e Chiang Mai. Manifestazioni per riconsiderare la politica thailandese della guerra alle droghe che non tiene nella giusta considerazione la lotta all'Aids.
La politica thailandese per combattere le droghe, iniziata dall'ex primo ministro Thaksin Shinawatra, include omicidi senza processi, liste nere di sospetti consumatori e spacciatori, e strategie militari.
"Nella campagna governativa sono decedute circa 3 mila persone, di cui la meta' non aveva alcun collegamento con le droghe. La lotta alle droghe del 2003 e' ricordata per i crimini contro l'umanita' perpetrati dalle autorita' thailandesi", si legge nel comunicato stampa. "Siamo terrorizzati che la Thailandia ricominci questa disastrosa politica".
Oltre ad avere una disastrosa politica sui diritti umani, la campagna del 2003 ha anche interrotto essenziali servizi sociali, come le cure per disintossicarsi, servizi di informazione, consultori ed attrezzature, indirizzando ancora di piu' i tossicodipendenti nell'illegalita'.
"Il Governo ha detto che rispettera' i diritti umani, ma deve mostrare quali saranno i piani per proteggere i tossicodipendenti", ha dichiarato Amanda Lugg, dell'Health GAP.
Kriengkrai Aiemprasert, del Ban Mit Sampan Harm Reduction Center di Bangkok, ha dichiarato che la lotta alle droghe avra' conseguenze disastrose per quella all'Aids se non ci sara' una collaborazione maggiore per aiutare i tossicodipendenti. "Il primo ministro dovrebbe porre fine a questa politica, e promuovere un atteggiamento basato sulla scienza e sui diritti umani".
Per Paisan Suwannawong, direttore del Thai AIDS Treatment Action Group ed ex tossicodipendente, "Il Governo intende combattere le droghe, ma noi dobbiamo aspettarci piu' omicidi".
La politica thailandese per combattere le droghe, iniziata dall'ex primo ministro Thaksin Shinawatra, include omicidi senza processi, liste nere di sospetti consumatori e spacciatori, e strategie militari.
"Nella campagna governativa sono decedute circa 3 mila persone, di cui la meta' non aveva alcun collegamento con le droghe. La lotta alle droghe del 2003 e' ricordata per i crimini contro l'umanita' perpetrati dalle autorita' thailandesi", si legge nel comunicato stampa. "Siamo terrorizzati che la Thailandia ricominci questa disastrosa politica".
Oltre ad avere una disastrosa politica sui diritti umani, la campagna del 2003 ha anche interrotto essenziali servizi sociali, come le cure per disintossicarsi, servizi di informazione, consultori ed attrezzature, indirizzando ancora di piu' i tossicodipendenti nell'illegalita'.
"Il Governo ha detto che rispettera' i diritti umani, ma deve mostrare quali saranno i piani per proteggere i tossicodipendenti", ha dichiarato Amanda Lugg, dell'Health GAP.
Kriengkrai Aiemprasert, del Ban Mit Sampan Harm Reduction Center di Bangkok, ha dichiarato che la lotta alle droghe avra' conseguenze disastrose per quella all'Aids se non ci sara' una collaborazione maggiore per aiutare i tossicodipendenti. "Il primo ministro dovrebbe porre fine a questa politica, e promuovere un atteggiamento basato sulla scienza e sui diritti umani".
Per Paisan Suwannawong, direttore del Thai AIDS Treatment Action Group ed ex tossicodipendente, "Il Governo intende combattere le droghe, ma noi dobbiamo aspettarci piu' omicidi".
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