Thailandia. Human Rights Watch: "intervenga l'Onu"
Brad Adams, responsabile per l'Asia di Human Rights Watch, ha denunciato, in un articolo sul quotidiano International Herald Tribune, il modo in cui la polizia thailandese sta portando avanti la war on drugs voluta dal Governo.
Adams ha ricordato che l'Onu e gli esperti del settore hanno raccomandato alle autorita' thailandesi che invece di porsi il limite irrealizzabile di "pulire il Paese dalle droghe in tre mesi", la Thailandia farebbe meglio a concentrarsi sulla riduzione dell'offerta, focalizzandosi anche su quella parte delle proprie forze dell'ordine che trae profitto dal traffico di stupefacenti attraverso il confine birmano.
"Il tiro al bersaglio -prosegue Adams- deve finire. Le persone che vengono accusate di crimini dovrebbero essere arrestate con il minor ricorso alla forza possibile, come e' ribadito dai principi guida dell'Onu sull'uso della forza e delle armi da parte delle polizie. Dovrebbe essere svolta un'indagine indipendente sui morti della "war on drugs" (2270 dal primo febbraio; la polizia si ritiene responsabile di una cinquantina di essi "per legittima difesa", ed addossa la responsabilita' degli altri a una guerra tra bande di trafficanti n.d.r.), ed Asma Jahangir, che segue i rapporti delle Nazioni Unite sulle esecuzioni extragiudiziali, dovrebbe esserne invitato". Inoltre, "gli Usa hanno addestrato le forze speciali antinarcotici thailandesi, e lo stesso Unodccp ha un ufficio in loco. Entrambi potrebbero vedere macchiata la propria reputazione venendo associati a questo sistema di combattere le droghe".
Adams ha ricordato che l'Onu e gli esperti del settore hanno raccomandato alle autorita' thailandesi che invece di porsi il limite irrealizzabile di "pulire il Paese dalle droghe in tre mesi", la Thailandia farebbe meglio a concentrarsi sulla riduzione dell'offerta, focalizzandosi anche su quella parte delle proprie forze dell'ordine che trae profitto dal traffico di stupefacenti attraverso il confine birmano.
"Il tiro al bersaglio -prosegue Adams- deve finire. Le persone che vengono accusate di crimini dovrebbero essere arrestate con il minor ricorso alla forza possibile, come e' ribadito dai principi guida dell'Onu sull'uso della forza e delle armi da parte delle polizie. Dovrebbe essere svolta un'indagine indipendente sui morti della "war on drugs" (2270 dal primo febbraio; la polizia si ritiene responsabile di una cinquantina di essi "per legittima difesa", ed addossa la responsabilita' degli altri a una guerra tra bande di trafficanti n.d.r.), ed Asma Jahangir, che segue i rapporti delle Nazioni Unite sulle esecuzioni extragiudiziali, dovrebbe esserne invitato". Inoltre, "gli Usa hanno addestrato le forze speciali antinarcotici thailandesi, e lo stesso Unodccp ha un ufficio in loco. Entrambi potrebbero vedere macchiata la propria reputazione venendo associati a questo sistema di combattere le droghe".
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