Venerdì 5 giugno 2026
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Thailandia. Lia: la guerra alla droga e' contro i diritti civili

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"Dopo aver scatenato una brutale campagna antidroga nei primi mesi di quest'anno, nel corso della quale circa 3000 persone sono state uccise e le minoranze sono state particolarmente discriminate -campagna che non e' stata censurata da nessuna nazione "liberale" e "progressista"- il Governo tailandese e' ora impegnato ad offrire un regalo incostituzionale al suo Capo di Stato. Infatti, secondo i rappresentanti della Commissione Nazionale per i Diritti dell'Uomo, la revoca della cittadinanza dovrebbe essere una pena da infliggere solo ai colpevoli e non ai membri innocenti delle loro famiglie". Inizia cosi' una dichiarazione di Marco Perduca, direttore esecutivo della Lega Internazionale Antiproibizionista, a commento delle notizie che arrivano dalla Thailandia sulla terza fase della "guerra alla droga" che dovrebbe sradicare tutte le droghe dal Paese sin dall'inizio di dicembre, in tempo per il compleanno del re. La campagna si baserebbe sull'applicazione molto rigida delle leggi, su controlli massicci in tutte le comunita' nonche' sulla privazione della cittadinanza per gli immigrati naturalizzati e per le loro famiglie.
"La comunita' internazionale -prosegue Perduca-, che ha sostenuto politiche di "tolleranza zero" sia per i trafficanti che per gli utilizzatori di droghe, dovrebbe imparare dall'esperienza tailandese e ripensare i suoi "consigli" ai Paesi in via di sviluppo che si battono per stabilire sistemi liberal-democratici come la Thailandia. Le democrazie emergenti, infatti, potrebbero fare buon uso di politiche più tolleranti e liberali invece che militarizzare le loro società, con la sola conseguenza di aumentare le spese pubbliche, la violenza e le morti".
"Sarebbe interessante conoscere l'opinione del Direttore dell'Ufficio Onu per le droghe ed il crimine -si chiede infine l'esponente della Lega Internazionale Antiproibizionista-, che recentemente ha dichiarato al Quartier Generale dell'Onu che la riduzione della domanda stava diventando uno dei pilastri del ristrutturato Ufficio Onu per le droghe, spostando i precedenti orientamenti dell'Agenzia, concentrati sull'eradicazione delle colture. Omicidi extragiudiziali e negazione dei diritti civili non possono essere considerati in conformità con questo "nuovo" approccio".
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