Sabato 6 giugno 2026
Menu

Thailandia. Proteste anche da parte degli Usa

Notizia ·
Il Governo statunitense, impegnato finanziariamente nell'addestramento delle unita' antidroga thailandesi, ha protestato fortemente contro l'ondata di "omicidi inspiegabili", come ha precisato il portavoce dell'ambasciata Usa Mark Larsen, avvenuta in Thailandia durante i tre mesi di war on drugs.
"La Thailandia -ha proseguito Larsen- deve fare di piu' perche' venga fatta piena luce su questi delitti e i responsabili siano giudicati in base alla legge".
La risposta alle parole del portavoce Usa e' venuta da parte del primo ministro Thaksin Shinawatra, che ribadisce la versione thailandese: la maggior parte dei casi e' da attribuirsi o a legittima difesa da parte delle forze dell'ordine, o all'eliminazione, da parte dei grandi boss del narcotraffico, di pericolosi testimoni. Thaksin ha inoltre esortato la comunita' internazionale a congratularsi con la Thailandia per il buon lavoro svolto, anziche' continuare con le critiche: "il successo di questa campagna riguarda il mondo intero, specialmente i Paesi occidentali. Se non facciamo il nostro lavoro, l'eroina si espandera' in tutto il mondo".
Gli Usa hanno criticato le politiche thailandesi, anche per una grossa spinta da parte delle organizzazioni per i diritti umani, che considerano gli omicidi, come un "lavoro della gente di Thaksin, poste sotto pressione per avere dei numeri consistenti da mostrare alla fine della campagna". Ma una preoccupazione da parte americana viene anche da una legge, il Leahy Amendment, che impedirebbe agli Stati Uniti di finanziare le forze di polizia straniere colpevoli di violazioni dei diritti umani.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →