Thailandia. A quota mille morti, c’e’ qualcosa da rivedere nella politica antidroga
Il primo ministro thailandese Thaksin Shinawatra ha dichiarato oggi che il suo Governo si appresta a rivedere una sanguinosa campagna contro la droga, aspramente criticata perche' ha portato all'uccisione di quasi 1.000 persone in poco piu' di un mese.
Il Governo dovrebbe rivedere il metodo di valutazione del successo della campagna, che ora consiste nel misurare quanti nominativi vengono depennati dalle liste di sospetti trafficanti stilate dalle autorita'.
Thaskin Shinawatra ha precisato che una riunione si terra' la settimana prossima per "rivedere la strategia di repressione", e ha affermato che sarebbe meglio giudicare il successo della campagna in base alla diminuzione del fenomeno della droga.
I governatori delle province e i capi della polizia hanno ricevuto la consegna di ridurre di un quarto, entro la fine del mese, le liste "nere" dei sospetti trafficanti. Ma queste liste sono state contestate. Lo stesso capo della polizia nazionale Sant Saratunond ha preso le distanze da una lista del ministero dell'Interno contenete di piu' di 46.000 nomi.
Il ministero ha annunciato ieri che 993 persone sono state uccise dall'inizio della campagna, l'1 febbraio. Secondo il ministero, 16 persone sono state uccise dalla polizia per "legittima difesa"; a uccidere le altre 997 persone sarebbero stati altri trafficanti di droga.
La campagna, che dovrebbe durare tre mesi, e' stata criticata per la sua brutalita'. La spiegazione ufficiale di questo bilancio clamoroso e' che "i banditi uccidono gli altri banditi" per ridurli al silenzio e non essere denunciati alla polizia. I difensori dei diritti dell'Uomo accusano la polizia di procedere a esecuzioni sommarie e di farsi giustizia da se'. Ieri, Thaskin Shinawatra aveva dichiarato che non avrebbe fatto marcia indietro malgrado le critiche.
Secondo i sondaggi, i thailandesi appoggiano per il 90% l'azione governativa, ma 7 su 10 temono di essere vittime della polizia.
Il Governo dovrebbe rivedere il metodo di valutazione del successo della campagna, che ora consiste nel misurare quanti nominativi vengono depennati dalle liste di sospetti trafficanti stilate dalle autorita'.
Thaskin Shinawatra ha precisato che una riunione si terra' la settimana prossima per "rivedere la strategia di repressione", e ha affermato che sarebbe meglio giudicare il successo della campagna in base alla diminuzione del fenomeno della droga.
I governatori delle province e i capi della polizia hanno ricevuto la consegna di ridurre di un quarto, entro la fine del mese, le liste "nere" dei sospetti trafficanti. Ma queste liste sono state contestate. Lo stesso capo della polizia nazionale Sant Saratunond ha preso le distanze da una lista del ministero dell'Interno contenete di piu' di 46.000 nomi.
Il ministero ha annunciato ieri che 993 persone sono state uccise dall'inizio della campagna, l'1 febbraio. Secondo il ministero, 16 persone sono state uccise dalla polizia per "legittima difesa"; a uccidere le altre 997 persone sarebbero stati altri trafficanti di droga.
La campagna, che dovrebbe durare tre mesi, e' stata criticata per la sua brutalita'. La spiegazione ufficiale di questo bilancio clamoroso e' che "i banditi uccidono gli altri banditi" per ridurli al silenzio e non essere denunciati alla polizia. I difensori dei diritti dell'Uomo accusano la polizia di procedere a esecuzioni sommarie e di farsi giustizia da se'. Ieri, Thaskin Shinawatra aveva dichiarato che non avrebbe fatto marcia indietro malgrado le critiche.
Secondo i sondaggi, i thailandesi appoggiano per il 90% l'azione governativa, ma 7 su 10 temono di essere vittime della polizia.
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