Mercoledì 10 giugno 2026
Menu

Thailandia. I risultati della "war on drugs" in uno studio

Notizia ·
Le dure politiche di repressione della droga volute dal presidente Thaksin Shinawatra, che nel 2003 hanno portato alla morte di 2.500 persone, ha provocato una drastica riduzione nel consumo di eroina, dovuto all'aumento dei prezzi, ma la maggior parte dei consumatori si e' semplicemente rivolta ad altre sostanze, piu' economiche.
Degli eroinomani che hanno ammesso di avere abbandonato le droghe per via endovenosa, il 60 ha preso questa decisione in seguito all'aumento del prezzo, il 14% cita ragioni di salute fisica e psichica e il 6% temeva di essere arrestato.
Ricercatori della Hopkins Bloomberg School of Public Health, in Florida, e quelli dell'universita' thailandese di Chiang Mai hanno condotto il primo studio -pubblicato nell'edizione internazionale del Journal of Drug Policy di questo mese- sugli effetti della aggressiva guerra thailandese alle droghe, e l'impatto di questa sugli eroinomani.
Secondo i risultati: il 70% degli eroinomani ha dichiarato che l'inizio della campagna e' coincisa con l'interruzione delle iniezioni d'eroina, ma allo stesso tempo quasi un terzo di essi ha ammesso di avere sostituito la sostanza con le metamfetamine o altre droghe. E' risultato che la war on drugs ha avuto maggiore impatto nelle zone rurali piuttosto che nelle grandi citta'.
"La guerra alle droghe ha avuto un significativo impatto sugli eroinomani. Allo stesso tempo, il politici devono stare attenti alle inaspettate conseguenze delle loro decisioni. La nostra ricerca ha mostrato che gli eroinomani quando l'eroina diventa piu' costosa o difficile da trovare la sostituiscono con le metamfetamine e altre droghe", ha dichiarato David Celentano, del dipartimento di epidemiologia della Bloomberg University.
La guerra alle droghe inizio', in Thailandia, nel febbraio 2003 ed e' stata soggetta a critiche da vari gruppi per i diritti civili che hanno accusato la polizia di avere assassinato sospetti trafficanti. Il Governo si e' sempre difeso sostenendo che la maggior parte delle vittime e' stata uccisa in scontri tra trafficanti e che, quando e' intervenuta la polizia e' sempre stato per autodifesa. L'iniziativa secondo il Governo intendeva ridurre la domanda e l'offerta degli stupefacenti, specialmente delle metamfetamine, meglio conosciute sul mercato locale come "ya baa".
Tutti i tossicodipendenti, per questa nuova politica, hanno l'obbligo di sottoporsi a cura disintossicante e in caso di diniego, alla detenzione. Il recupero consiste anche nell'arruolamento in campi rieducativi.
Per la ricerca, sono stati seguiti 165 tossicodipendenti di stupefacenti per via endovenosa, che parteciparono ad una precedente ricerca gia' nel 2002.
La ricerca rivela che la lotta agli stupefacenti ha maggiore successo nelle campagne rispetto alle citta': il 78% dei tossicodipendenti di aree rurali ha ammesso di avere interrotto il consumo, contro il 55% di quelli di citta'. L'85% dei partecipanti ha espresso un parere favorevole sulla politica governativa, perche' potrebbe aiutare altre persone a stare lontane dalle droghe.
"Alcuni partecipanti hanno mentito, dichiarando di non fare uso di sostanze stupefacenti, per paura della reazione del Governo. Questo potrebbe incrementare il rischio di comportamenti pericolosi, contribuendo alla diffusione del virus dell'HIV. Ulteriori ricerche sono necessaire per testare la reale effettivita' di questa politica", ha dichiarato Susan Sherman ricercatrice e professore di epidemiologia dell'Univesita' della Florida.
I ricercatori temono che la paura della repressione abbia posto i consumatori di droghe per via endovenosa in dei ghetti, scoraggiandoli a fare esami per l'Aids, e questo, avvertono, sarebbe "un risultato deleterio e non intenzionale della guerra".
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →