Venerdì 5 giugno 2026
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Tlc: la commissaria Reding vara la riforma e denuncia i ritardi italiani

U.E.
Notizia ·
Nel giorno in cui Bruxelles vara la riforma delle Tlc, il commissario Ue, Viviane Reding, torna a denunciare con forza le 'strozzature' ancora esistenti sul mercato europeo, sia nel campo della telefonia fissa sia in quello della banda larga. E punta il dito sulla 'assenza di concorrenza effettiva' soprattutto in alcuni Paesi, tra cui l'Italia, con conseguenze negative per i consumatori.
Reding rivendica come un successo 'l'aver portato a casa' i capisaldi della sua proposta di riforma: l'introduzione della separazione funzionale delle reti Telecom, seppur come 'estremo rimedio' e in presenza di 'gravi problemi di concorrenza'; la costituzione dell'Authority Ue per le Tlc, seppur con un ruolo meramente consultivo; il potere di veto della Commissione Ue sugli obblighi proposti dai regolatori nazionali; la riduzione dei mercati che possono essere regolati.
Tutte novita' che contribuiranno ad una riduzione decisiva dei colli di bottiglia che ancora impediscono lo sviluppo di una piena competizione sui mercati. In particolare, sottolinea il commissario Ue, 'nella telefonia fissa la concorrenza e' ancora in fasce, visto che in Europa solo il 10% degli abbonati e' legato a un'operatore alternativo, mentre gli operatori incumbent (ex monopolisti) rappresentano ancora quasi il 100% delle quote di mercato. Solo nel Regno Unito e in Danimarca - ricorda - si e' iniziato a fare qualche passo nella direzione giusta'. 'Ma c'e' ancora molta strada da fare anche nel settore della banda larga, dove gli operatori incumbent sono il 55,6% del mercato, con picchi ben oltre il 60% in molti Stati membri'.
Reding cita dunque l'Italia (insieme a Malta, Polonia, Danimarca, Germania, Finlandia e Portogallo) dove 'la mancanza di un'effettiva concorrenza rende i prezzi e le scelte non attraenti, cosi' che ad essere sconfitto alla fine e' il consumatore'.
Anche sul fronte della penetrazione della banda larga il commissario Ue mette il nostro Paese tra quelli in posizione da 'fanalino di coda', sottolineando il gap ancora esistente tra le varie aree della Penisola: 'In Italia - spiega - abbiamo una copertura del 100% nelle aree urbane, e appena del 50% fuori delle citta'. Vorrei che queste lacune non ci fossero, che questi buchi neri nella mappa europea della banda larga venissero meno'.
Reding ha quindi difeso la scelta di inserire nella riforma la possibilita' di una separazione funzionale delle reti Telecom, 'separando la gestione delle infrastrutture dalle operazioni di vendita'. Una misura, questa, molto criticata da gran parte degli operatori europei e inizialmente osteggiata anche all'interno della stessa Commissione Ue.
'Gia' nel Regno Unito e' stata realizzata e in Italia e in Svezia e' in fase di valutazione'. Sia chiaro 'non e' una panacea e non va utilizzata in maniera inadeguata'. Per questo sono stati inseriti tutta una serie di paletti che le Autorita' nazionali dovranno rispettare. Ma a chi obietta che la separazione funzionale avra' un impatto negativo sugli investimenti, Reding risponde coi numeri: 'Nel Regno Unito l'investimento telecom pro capite e' di 220 euro; in Germania e' di 100 euro, al di sotto della media Ue che e' di 108'.

La riforma in punti. Questi i punti principali della riforma europea della telecomunicazioni con la quale la Commissione Ue si propone di migliorare il funzionamento del mercato delle Tlc e di garantire maggiormente i diritti dei consumatori:
SEPARAZIONE FUNZIONALE - Le autorita' nazionali potranno imporre lo scorporo della rete telecom, ma prima di procedere alla separazione funzionale - per garantire ai concorrenti degli ex monopolisti un'apertura piu' trasparente alla rete d'accesso (il cosiddetto ultimo miglio) - dovranno dimostrare: che tutti gli altri rimedi esistenti e previsti dalla normativa abbiano fallito; che nello Stato membro in questione lo sviluppo della concorrenza tra le infrastrutture sia 'molto improbabile'; che 'la separazione non minaccera' gli incentivi dell'operatore incumbent ad investire nello sviluppo della propria rete'. Dunque, l'operazione sara' possibile solo in 'circostanze eccezionali'.
AUTHORITY UE - Nascera' l'Agenzia europea per i mercati europei di comunicazioni elettroniche, ma sara' un organo puramente consultivo, col compito di coordinare il lavoro delle varie Autorita' nazionali. La Commissione Ue mantiene tutti i suoi poteri antitrust e l'Agenzia non avra' alcuna competenza su quelle procedure che interessano la concorrenza dei mercati e che prevedono la notifica a Bruxelles.
VETO BRUXELLES - La riforma prevede che l'operato delle Autorita' nazionali sia soggetto ad un piu' stretto controllo da parte della Commissione Ue. L'esecutivo avra' un potere di veto sia sulle analisi dei mercati, sia sugli obblighi imposti dai Regolatori nazionali, in modo da evitare applicazioni divergenti degli obblighi nei vari Stati membri.
INFORMAZIONI COMPARATE SUI PREZZI - La Commissione intende facilitare la comparazione dei servizi dei diversi operatori che saranno obbligati a pubblicare tutte le informazioni aggiornate comparabili sui prezzi.
CONSERVAZIONE DEL NUMERO DI TELEFONO - La riforma intende ridurre a un giorno l'attesa per l'attivazione da parte di un nuovo operatore del vecchio numero telefonico che si vuole conservare. Al momento, l'attesa varia da otto a cinque giorni.
NUMERI VERDI ANCHE DALL'ESTERO - I consumatori potranno chiamare gratuitamente i vari numeri verdi nazionali anche quando si trovano fuori dal proprio paese.
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