Venerdì 5 giugno 2026
Menu

Tlc: in dirittura d'arrivo la riforma della Commissione

U.E.
Notizia ·
La proposta di riforma del settore delle telecomunicazioni europeo del commissario Ue ai Media, Viviane Reding, e' arrivata al traguardo, con l'approvazione da parte dell'esecutivo Ue prevista nella riunione oggi a Strasburgo. Nonostante sia piu' 'morbida' delle proposte iniziali, la riforma di Reding include diverse novita' importanti, tra cui la creazione di un'Authority europea sulle tlc e l'attribuzione alla Commissione del potere di veto sugli obblighi definiti dalle Autorita' nazionali sui diversi mercati delle telecom oggetto di analisi. Resta anche l'unbundling', ovvero la separazione funzionale tra gestori di reti e fornitori di servizi, anche se la misura - su cui ci sono forti resistenze francesi - puo' essere imposta solo come extrema ratio e nel caso in cui non essa non comporti nessuna minaccia allo sviluppo di infrastrutture alternative.
Authority europea. La proposta di Reding rappresenta un duro attacco al Gruppo dei regolatori europei (Erg), bollati cone un "gruppo di fannulloni" che hanno ignorato gli interessi dei consumatori, mentre la Commissione rivendica di aver agito quest'estate per tagliare i costi del roaming. Per questo motivo, Bruxelles propone la creazione di una Authority a livello europeo che contrasti in maniera piu' efficace i monopoli nazionali e promuova la diffusione delle nuove tecnologie come la banda larga - al momento presente soltanto nel 20% delle famiglie nell'Ue, secondo una ricerca dell'Associazione europea delle telecom competitive (Ecta), che riunisce gli operatori piu' piccoli, incluso Fastweb, Wind e Tiscali.
Tuttavia, l'Autorita' europea avra' solamente un ruolo consultivo e non avra' competenze sulle procedure che prevedono la notifica a Bruxelles ed il controllo comunitario delle analisi dei mercati condotte dai regolatori nazionali. La Commissione ha voluto estendere il proprio potere di veto ai cosidetti remedies per contrastare l'applicazione disarmonica del quadro normativo da parte delle Autorita' nazionali.
Regolamentazione mercati. Il 'pacchetto' Reding comprende anche la diminuzione dei mercati oggetto di regolamentazione ex-ante da parte delle Autorita' nazionali, che passeranno da 18 a 7, in considerazione dell'aumento della competitivita'. In particolare vengono eliminati il mercato dell'accesso alle reti mobili, tutti i mercati al dettaglio della telefonia vocale ed il mercato dei servizi di broadcasting.
Separazione funzionale tra gestori di reti e fornitori di servizi. Per quanto riguarda l'unbundling', prima di ricorrere alla misura le Autorita' nazionali dovranno dimostrare che tutti gli altri rimedi esistenti e previsti dalla normativa hanno fallito sui diversi mercati in questione e che non c'e' la possibilita' che si sviluppi una concorrenza tra le diverse infrastrutture in uno Stato membro. Inoltre Reding - tentando di 'neutralizzare' le argomentazioni degli ex monopolisti come France Telecom, che temono effetti negativi sugli investimenti - impone alle Autorita' di dimostrare che la separazione non rappresenta un disincentivo per lo sviluppo della rete e che ci sono problemi persistenti di concorrenza sul mercato. Le Autorita' saranno inoltre tenute a presentare un'analisi d'impatto sugli effetti della misura proposta, in particolare dal punto di vista della concorrenza fra diverse infrastrutture e dei consumatori.
La proposta "va nella direzione sbagliata", ha spiegato Jacques Champeaux, vicepresidente di France Telecom per le questioni di regolamentazione. Secondo l'operatore dominante francese, la concorrenza nel settore dovrebbe essere incoraggiata 'aprendo' le reti degli ex monopolisti ai nuovi operatori Internet, che le potrebbero sfruttare per stendere i loro cavi di fibra ottica.
La riforma dell'intero pacchetto passera' ora all'esame di Parlamento europeo e Consiglio dei Ministri dell'Ue - dove la discussione sara' piuttosto accesa. Oltre alle riserve francesi sull'unbundling, spiega una fonte diplomatica, molti Stati membri vogliono vederci chiaro sull'intenzione della Commissione di estendere il proprio potere di veto ai remedies. Tuttavia, aggiunge la stessa fonte, il fatto che il 'pacchetto' dovrebbe arrivare all'approvazione sotto presidenza francese, nel secondo semestre del 2008, fa ben sperare, perche' in qualita' di presidente di turno Ue Parigi dovra' temperare la propria posizione e spingere al massimo verso un accordo.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →