Tlc. Duro scontro sulle regole tra Commissione e Authority inglese
Dal 2003 ad oggi il gruppo dei regolatori europei delle telecomunicazioni non e' stato capace di risolvere i problemi europei del settore e le autorita' nazionali non sono abbastanza indipendenti. Non ha usato mezzi termini il portavoce del commissario Ue per la Societa' dell'informazione Viviane Reding, Martin Selmayr, per replicare alle critiche sulla proposta di riforma dei mercati europei delle telecomunicazioni espresse dal regolatore britannico delle Tlc Ofcom, che dalle pagine del Financial Times ha accusato Bruxelles di voler centralizzare e burocratizzare il settore. A poco piu' di due settimane dalla presentazione della proposta di riforma della Commissione, prevista per il 13 novembre, si alzano i toni del dibattito. Questa mattina e' stato il capo della Ofcom, Ed Richards, a sparare a zero sul piano della Reding scrivendo sul Financial Times che questo portera' ad una "centralizzazione di potere a Bruxelles, piu' una nuova burocrazia europea" che non migliorera' la qualita' delle regole sulle telecomunicazioni. Meglio piuttosto lasciare fare alle autorita' nazionali, spiega Richiards, che gestiscono il settore nel gia' esistente Gruppo dei regolatori europei delle Tlc (Erg) .
Dura la risposta della Commissione: "il gruppo di regolatori europei esiste dal 2003 e cosa ha fatto da allora?", ha domandato Selmayr, "tutte le questioni di interesse pan-euroepo, dal roaming dei cellulari, alle chiamate via internet alle reti di prossima generazione non hanno ricevuto una risposta chiara". Quanto al pericolo di centralizzazione, ha continuato il portavoce, "non sappiamo di cosa si sta parlando". Innanzitutto "per non farlo preoccupare (Richards, ndr)", ha detto Selmayr, "nessuno alla Commissione sta pensando di mettere in discussione l'esistenza di Ofcom, il regolatore britannico, con i suoi ottecento funzionari, ne' il regolatore tedesco, ad esempio, con i suoi 2500 funzionari. Non abbiamo obiezioni su questo". Al contrario, "il sistema ipotizzato dalla Commissione sara' basato, come lo e' oggi, sui regolatori nazionali delle telecomunicazioni, ma vogliamo esse sicuri che questi regolatori sino piu' indipendenti di oggi". Al momento infatti, ha continuato il portavoce, "vediamo troppo spesso regolatori nazionali influenzati dal proprio governo o molto vicini agli operatori nazionali, e quando c'e' un problema transnazionale che interessa il mercato interno questi dovrebbero cooperare di piu' ed essere piu' coerenti fra loro".
Dura la risposta della Commissione: "il gruppo di regolatori europei esiste dal 2003 e cosa ha fatto da allora?", ha domandato Selmayr, "tutte le questioni di interesse pan-euroepo, dal roaming dei cellulari, alle chiamate via internet alle reti di prossima generazione non hanno ricevuto una risposta chiara". Quanto al pericolo di centralizzazione, ha continuato il portavoce, "non sappiamo di cosa si sta parlando". Innanzitutto "per non farlo preoccupare (Richards, ndr)", ha detto Selmayr, "nessuno alla Commissione sta pensando di mettere in discussione l'esistenza di Ofcom, il regolatore britannico, con i suoi ottecento funzionari, ne' il regolatore tedesco, ad esempio, con i suoi 2500 funzionari. Non abbiamo obiezioni su questo". Al contrario, "il sistema ipotizzato dalla Commissione sara' basato, come lo e' oggi, sui regolatori nazionali delle telecomunicazioni, ma vogliamo esse sicuri che questi regolatori sino piu' indipendenti di oggi". Al momento infatti, ha continuato il portavoce, "vediamo troppo spesso regolatori nazionali influenzati dal proprio governo o molto vicini agli operatori nazionali, e quando c'e' un problema transnazionale che interessa il mercato interno questi dovrebbero cooperare di piu' ed essere piu' coerenti fra loro".
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