Tlc: riforma a ottobre, piu' poteri alla Commissione Ue
Rafforzare i poteri della Commissione Ue in materia di telecomunicazioni, aumentando la sua vigilanza sui mercati nazionali e facendone di fatto una vera e propria Authority europea delle Tlc, supportata dalle Autorita' dei vari Stati membri. E' la proposta lanciata oggi dal commissario Ue Viviane Reding, che ha annunciato la messa a punto di un nuovo quadro di regole europeo entro la fine del prossimo mese di ottobre.
E' la prima volta che la Reding esce cosi' allo scoperto sull'argomento, dopo mesi e mesi di dibattito e di scontro tra chi ritiene necessaria l'istituzione una Authority europea ad hoc per le Tlc e chi, invece, vorrebbe rafforzare la cooperazione tra le Authority nazionali. La scelta del commissario Ue, dunque, e' destinata a far discutere, e quasi certamente incontrera' l'opposizione di quasi tutti i regolatori nazionali. 'La Commissione Ue - spiega in un discorso tenuto ad Atene e diffuso a Bruxelles - sta completando la messa a punto di un nuovo quadro regolatorio nel settore europeo delle Tlc. E alla fine di ottobre pubblicheremo una proposta concreta sulla quale poi si dovra' decidere insieme al Parlamento e al Consiglio europei. I due pilastri della proposta sono assicurare la concorrenza, in particolare nel settore della banda larga, e completare la realizzazione del mercato interno delle Tlc'. Come? Reding lo spiega rifacendosi alla vicenda del roaming, con le tariffe tagliate grazie alla perseveranza di Bruxelles. 'E' una vicenda che ormai dovrebbe aver dimostrato che abbiamo gia' un regolatore telecom europeo, ed e' la Commissione Ue, che e' un istituzione europea realmente indipendente e sopranazionale. Se noi crediamo veramente in un mercato interno per gli operatori telecom e per i consumatori, la riforma delle regole comunitarie dovra' percio' rafforzare la vigilanza della Commissione Ue sui mercati nazionali'. Del resto per il commissario Ue 'le telecomunicazioni sono chiaramente un campo dove abbiamo bisogno di piu' Europa, non di meno Europa. In molti Paesi dell'Ue vedo le authority nazionali ostacolate nel fare il loro lavoro, sia perche' non sono sufficientemente indipendenti, sia per mancanza di strumenti e risorse adeguate. In molti casi, poi, la cooperazione tra i regolatori nazionali non e' sufficientemente sviluppata per affrontare adeguatamente questioni trasnazionali o che hanno un impatto sulla concorrenza del mercato interno'. 'Per questo - ha conclusi Reding - stiamo lavorando anche su come migliorare il lavoro dei regolatori nazionali e su come combinare il loro lavoro in una nuova logica europea. L'attuale quadro di mancanza di cooperazione tra le authority nazionali, infatti, e' chiaramente insufficiente per affrontare le sfide dell'era digitale. Cio' considerato, il nostro lavoro nelle prossime settimane sara' quello di trovare un equilibrio tra cio' che dovra' trovare una soluzione a livello federale e, dove possibile, cio' che potra' essere decentralizzato'.
E' la prima volta che la Reding esce cosi' allo scoperto sull'argomento, dopo mesi e mesi di dibattito e di scontro tra chi ritiene necessaria l'istituzione una Authority europea ad hoc per le Tlc e chi, invece, vorrebbe rafforzare la cooperazione tra le Authority nazionali. La scelta del commissario Ue, dunque, e' destinata a far discutere, e quasi certamente incontrera' l'opposizione di quasi tutti i regolatori nazionali. 'La Commissione Ue - spiega in un discorso tenuto ad Atene e diffuso a Bruxelles - sta completando la messa a punto di un nuovo quadro regolatorio nel settore europeo delle Tlc. E alla fine di ottobre pubblicheremo una proposta concreta sulla quale poi si dovra' decidere insieme al Parlamento e al Consiglio europei. I due pilastri della proposta sono assicurare la concorrenza, in particolare nel settore della banda larga, e completare la realizzazione del mercato interno delle Tlc'. Come? Reding lo spiega rifacendosi alla vicenda del roaming, con le tariffe tagliate grazie alla perseveranza di Bruxelles. 'E' una vicenda che ormai dovrebbe aver dimostrato che abbiamo gia' un regolatore telecom europeo, ed e' la Commissione Ue, che e' un istituzione europea realmente indipendente e sopranazionale. Se noi crediamo veramente in un mercato interno per gli operatori telecom e per i consumatori, la riforma delle regole comunitarie dovra' percio' rafforzare la vigilanza della Commissione Ue sui mercati nazionali'. Del resto per il commissario Ue 'le telecomunicazioni sono chiaramente un campo dove abbiamo bisogno di piu' Europa, non di meno Europa. In molti Paesi dell'Ue vedo le authority nazionali ostacolate nel fare il loro lavoro, sia perche' non sono sufficientemente indipendenti, sia per mancanza di strumenti e risorse adeguate. In molti casi, poi, la cooperazione tra i regolatori nazionali non e' sufficientemente sviluppata per affrontare adeguatamente questioni trasnazionali o che hanno un impatto sulla concorrenza del mercato interno'. 'Per questo - ha conclusi Reding - stiamo lavorando anche su come migliorare il lavoro dei regolatori nazionali e su come combinare il loro lavoro in una nuova logica europea. L'attuale quadro di mancanza di cooperazione tra le authority nazionali, infatti, e' chiaramente insufficiente per affrontare le sfide dell'era digitale. Cio' considerato, il nostro lavoro nelle prossime settimane sara' quello di trovare un equilibrio tra cio' che dovra' trovare una soluzione a livello federale e, dove possibile, cio' che potra' essere decentralizzato'.
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