Tlc: uno studio Bocconi prevede fatturato in calo per il 2007
Il fatturato del settore telecomunicazioni potrebbe registrare un calo quest'anno, dopo anni di crescita ininterrotta, compreso tra l'1% e il 5%. A pesare saranno soprattutto l'eliminazione dei costi di ricarica decisa dal decreto Bersani sulle liberalizzazioni, il taglio delle tariffe di roaming internazionale imposto dalla Commissione europea, e la partenza, anche sul mercato italiano, degli operatori mobili virtuali.
Le previsioni sono contenute in uno studio dell'Universita' Bocconi, illustrato dal professore Sandro Frova, nel corso di un convegno dedicato proprio agli operatori virtuali dall'Isimm, l'Istituto per lo studio dell'innovazione dei media e per la multimedialita'.
Oltre che un calo del fatturato, nel 2007, ha spiegato, ci sara' 'una certa compressione' dell'Ebitda, che oggi e' in Italia ai massimi in Europa, anche se gli impatti saranno disomogenei tra le imprese. Molto dipendera' comunque dall'effettivo grado di penetrazione degli operatori mobili virtuali sul mercato. Gli esempi esteri, ha sottolineato Carlo Cambini del Politecnico di Torino, vedono una forte penetrazione in Europa, con un paese come la Germania dove i virtuali sono arrivati al 30% del mercato, e un livello meno pronunciato, pari ad una fetta del 15%, negli Stati Uniti. A fare la differenza e', in gran parte, l'utilizzo della leva prezzo, molto piu' decisiva in Europa, dove le tariffe sono generalmente piu' alte, che negli Usa. Proprio nel vecchio continente gli operatori mobili virtuali si presentano infatti quasi come le low cost del trasporto aereo, proponendo in media riduzioni di prezzo tra il 20% e il 30%.
Le previsioni sono contenute in uno studio dell'Universita' Bocconi, illustrato dal professore Sandro Frova, nel corso di un convegno dedicato proprio agli operatori virtuali dall'Isimm, l'Istituto per lo studio dell'innovazione dei media e per la multimedialita'.
Oltre che un calo del fatturato, nel 2007, ha spiegato, ci sara' 'una certa compressione' dell'Ebitda, che oggi e' in Italia ai massimi in Europa, anche se gli impatti saranno disomogenei tra le imprese. Molto dipendera' comunque dall'effettivo grado di penetrazione degli operatori mobili virtuali sul mercato. Gli esempi esteri, ha sottolineato Carlo Cambini del Politecnico di Torino, vedono una forte penetrazione in Europa, con un paese come la Germania dove i virtuali sono arrivati al 30% del mercato, e un livello meno pronunciato, pari ad una fetta del 15%, negli Stati Uniti. A fare la differenza e', in gran parte, l'utilizzo della leva prezzo, molto piu' decisiva in Europa, dove le tariffe sono generalmente piu' alte, che negli Usa. Proprio nel vecchio continente gli operatori mobili virtuali si presentano infatti quasi come le low cost del trasporto aereo, proponendo in media riduzioni di prezzo tra il 20% e il 30%.
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