Toscana: 20 milioni di euro la banda larga nelle zone 'isolate'
'La strategia regionale sulla banda larga e' stata notificata alla Commissione Ue e da questa validata. Il nostro intervento rivolge la sua attenzione, in questa prima fase, alle aree prive di banda larga (400mila cittadini e 30mila imprese), con l'obiettivo di risolvere radicalmente il problema attraverso un investimento di 20 milioni di euro, di cui 6 di cofinanziamento delle Province'.
Lo ha detto il vicepresidente della Toscana, Federico Gelli. 'Assicurare a tutti i cittadini e le imprese di un territorio la banda larga di I livello e' dunque un obiettivo sociale, di sviluppo e di equita'. Vi sono poi alcune aree a forte presenza industriale ed artigianale dove esistono infrastrutture in grado di erogare servizi di connettivita' inadeguati per una moderna azienda. Da parte loro gli operatori di telecomunicazione sostengono che non possono fare gli investimenti necessari a potenziare le infrastrutture perche' la domanda non e' tale da garantire la redditivita''.
Il vicepresidente della Toscana ha spiegato occorre sostenere, attraverso una selezione pubblica, la realizzazione di infrastrutture ad opera di privati laddove non sussistano condizioni di convenienza economica. 'I primi frutti non si sono fatti attendere. Nella sola provincia di Arezzo, gli operatori di telecomunicazione, sollecitati dall'intervento regionale, si stanno muovendo e hanno gia' fatto investimenti per il 2007-08, assicurando la copertura di circa 84 mila persone e imprese, senza alcun intervento pubblico. Questo e' il primo risultato della gara e grazie a questo le risorse andranno ora a coprire le aree maggiormente in difficolta''.
Lo ha detto il vicepresidente della Toscana, Federico Gelli. 'Assicurare a tutti i cittadini e le imprese di un territorio la banda larga di I livello e' dunque un obiettivo sociale, di sviluppo e di equita'. Vi sono poi alcune aree a forte presenza industriale ed artigianale dove esistono infrastrutture in grado di erogare servizi di connettivita' inadeguati per una moderna azienda. Da parte loro gli operatori di telecomunicazione sostengono che non possono fare gli investimenti necessari a potenziare le infrastrutture perche' la domanda non e' tale da garantire la redditivita''.
Il vicepresidente della Toscana ha spiegato occorre sostenere, attraverso una selezione pubblica, la realizzazione di infrastrutture ad opera di privati laddove non sussistano condizioni di convenienza economica. 'I primi frutti non si sono fatti attendere. Nella sola provincia di Arezzo, gli operatori di telecomunicazione, sollecitati dall'intervento regionale, si stanno muovendo e hanno gia' fatto investimenti per il 2007-08, assicurando la copertura di circa 84 mila persone e imprese, senza alcun intervento pubblico. Questo e' il primo risultato della gara e grazie a questo le risorse andranno ora a coprire le aree maggiormente in difficolta''.
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