Toscana. Oggi voto finale su proposta di legge per assistenza socio-assistenziale a immigrati anche irregolari
Il Consiglio regionale della Toscana voterà oggi la proposta di legge regionale sull'immigrazione: il dibattito, iniziato ieri pomeriggio, infatti non si è ancora concluso. Il testo era stato licenziato dalla commissione competente col voto favorevole dei gruppi Pd e Gruppo misto e il voto contrario dei gruppi Fi-Pdl e An-Pdl, i cui esponenti hanno criticato l'attribuzione di diritti a chi non ha un regolare permesso di soggiorno. La proposta detta norme ispirate ai "principi di uguaglianza e pari opportunità per i cittadini stranieri che si trovano sul territorio regionale": dalla valorizzazione dei titoli professionali acquisiti nei paesi d'origine, alla rappresentanza nelle organizzazioni imprenditoriali; dal coordinamento delle istituzioni e degli Enti locali, all'insegnamento della lingua italiana. Per i cittadini stranieri titolari di permesso di soggiorno, per richiesta di asilo, status di rifugiato, protezione sussidiaria o ragioni umanitarie, sono previsti interventi specifici di assistenza e accoglienza.
L'articolo 18 prevede l'accesso al sistema integrato per la tutela dei diritti di cittadinanza sociale: tutte le persone dimoranti nel territorio regionale, "anche se prive di titolo di soggiorno", possono fruire degli interventi socio-assistenziali "urgenti e indifferibili". Si prevede anche un piú omogeneo funzionamento delle Consulte e dei Consigli degli stranieri presenti in molti Comuni. Garantito il sostegno della rete regionale di sportelli informativi, con il supporto nelle procedure di rilascio, rinnovo o conversione dei titoli di soggiorno e la richiesta di cittadinanza, nonch, il ricorso al Difensore civico regionale. Per Vittorio Bugli (Pd), presidente della commissione Attività produttive, la legge proposta è stata concepita "nel pieno rispetto delle prerogative regionali e della Costituzione italiana", mentre secondo Rossella Angiolini (Pdl) oggi "siamo di fronte a una legge incostituzionale" che per questo "verrà impugnata a Roma in sede di Parlamento nazionale".
L'articolo 18 prevede l'accesso al sistema integrato per la tutela dei diritti di cittadinanza sociale: tutte le persone dimoranti nel territorio regionale, "anche se prive di titolo di soggiorno", possono fruire degli interventi socio-assistenziali "urgenti e indifferibili". Si prevede anche un piú omogeneo funzionamento delle Consulte e dei Consigli degli stranieri presenti in molti Comuni. Garantito il sostegno della rete regionale di sportelli informativi, con il supporto nelle procedure di rilascio, rinnovo o conversione dei titoli di soggiorno e la richiesta di cittadinanza, nonch, il ricorso al Difensore civico regionale. Per Vittorio Bugli (Pd), presidente della commissione Attività produttive, la legge proposta è stata concepita "nel pieno rispetto delle prerogative regionali e della Costituzione italiana", mentre secondo Rossella Angiolini (Pdl) oggi "siamo di fronte a una legge incostituzionale" che per questo "verrà impugnata a Roma in sede di Parlamento nazionale".
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