Tossicodipendenti in carcere. Antigone: farli uscire cambiando la legge-droga
'C'e' stato un decreto legge che non ha prodotto niente. Ne chiediamo un altro che dovra' occuparsi della questione delle droghe, che cambi la Fini-Giovanardi, facendo uscire 10 mila tossicodipendenti, con musure alternative che utilizzino i fondi sprecati per l'edilizia penitenziaria, e riducendo di nuovi ingressi'. E' questa l'unica soluzione al momento al sovraffollamento carcerario secondo l'associazione Antigone, che si batte per i diritti nelle carceri. L'appello e' rivolto 'oltre che al ministro Severino, al ministro Riccardi, che ha la formazione sociale e storica per intervenire e ha le deleghe sull'immigrazione e la droga'.
Nello specifico l'associazione, cui si unisce anche la Fp Cgil, propone di abbassare le pene per i fatti di lieve entita' (che al momento e' considerata solo un attenuante) fino a 3 anni, dagli attuali 6, e di eliminare gli effetti della recidiva rispetto ai tossicodipendenti. Quali siano gli esiti della legge sulle droghe sulla carcerazione emerge con chiarezza dai dati ricordati in una conferenza stampa alla Camera: 'Nel 2011 le denunce per fatti di droga sono state 33.686, con condanne da 6 a 20 anni di carcere, il 41% per una droga leggera come la canapa. In carcere i presenti per fatti di droga sono il 32% dei detenuti e il 40% di questi per fatti di lieve entita''. Con le modifiche proposte da Antigone si stima 'un non ingresso in carcere di 10 mila detentori e l'uscita dal carcere di 10 mila tossicodipendenti'. Pareggiando quasi il numero di detenuti a quello dei posti letto regolamentari.
I detenuti erano 66.800 31 dicembre del 2011, prima che gli effetti del decreto legge salva-carceri avesse effetto, sono 66.600 il 30 settembre del 2012: 'I numeri - sottolinea il presidente di Antigone Patrizio Gonnella - sono rimasti totalmente invariati in una situazione di collasso'. Inoltre il piano carceri 'non ha prodotto un solo posto letto.
Contrariamente ai dati ufficiali, se si va a vedere, da che erano 45 mila ora sono anche di meno perche' alcuni reparti sono chiusi'. A Roma a Regina Coeli per esempio, segnala Gonnella, 'ci sono due reparti chiusi, che vengono conteggiati nella capienza regolamentari, e in realta' non funzionano'.
Nello specifico l'associazione, cui si unisce anche la Fp Cgil, propone di abbassare le pene per i fatti di lieve entita' (che al momento e' considerata solo un attenuante) fino a 3 anni, dagli attuali 6, e di eliminare gli effetti della recidiva rispetto ai tossicodipendenti. Quali siano gli esiti della legge sulle droghe sulla carcerazione emerge con chiarezza dai dati ricordati in una conferenza stampa alla Camera: 'Nel 2011 le denunce per fatti di droga sono state 33.686, con condanne da 6 a 20 anni di carcere, il 41% per una droga leggera come la canapa. In carcere i presenti per fatti di droga sono il 32% dei detenuti e il 40% di questi per fatti di lieve entita''. Con le modifiche proposte da Antigone si stima 'un non ingresso in carcere di 10 mila detentori e l'uscita dal carcere di 10 mila tossicodipendenti'. Pareggiando quasi il numero di detenuti a quello dei posti letto regolamentari.
I detenuti erano 66.800 31 dicembre del 2011, prima che gli effetti del decreto legge salva-carceri avesse effetto, sono 66.600 il 30 settembre del 2012: 'I numeri - sottolinea il presidente di Antigone Patrizio Gonnella - sono rimasti totalmente invariati in una situazione di collasso'. Inoltre il piano carceri 'non ha prodotto un solo posto letto.
Contrariamente ai dati ufficiali, se si va a vedere, da che erano 45 mila ora sono anche di meno perche' alcuni reparti sono chiusi'. A Roma a Regina Coeli per esempio, segnala Gonnella, 'ci sono due reparti chiusi, che vengono conteggiati nella capienza regolamentari, e in realta' non funzionano'.
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