Tossicodipendenza da eroina. Simg concorda con Federserd: cure miste per il reinserimento
'Le scelte dei farmaci per la cura degli eroinomani spettano esclusivamente ai centri specialistici e non si possono aprioristicamente suddividere pazienti da affidare alle cure dei centri specialistici o della medicina generale': La Societa' Italiana di Medicina Generale (Simg) concorda con quanto affermato dalla Federazione Italiana degli operatori dei dipartimenti e dei servizi delle dipendenze (FederSerd), per cui l'utilizzo dei farmaci per la cura degli eroinomani produce risultati migliori quando si articola con una complessa serie di interventi offerti dai gruppi di lavoro all'interno dei SerT.'Questi percorsi di cura - spiega il presidente della Simg, Claudio Cricelli - non possono che essere condivisi e concertati in accordi che individuino gruppi di medici che aderiscano a tali sperimentazioni su base volontaria. E' cambiato profondamente lo scenario delle dipendenze, non piu' solo legato all'assunzione di oppiacei, ma a diversi altri tipi di addiction, anche senza sostanze, come nel caso delle ludopatie'. Per Cricelli 'e' necessaria una riflessione a 360 gradi sugli attori in grado di individuare e valutare precocemente le persone colpite da queste nuove patologie che hanno un devastante impatto sanitario e sociale. La medicina generale non puo' chiamarsi fuori da questi percorsi di cura'.
La Simg condivide quanto sostenuto il 20 novembre in Senato dal responsabile nazionale area dipendenze della societa' scientifica, Alessandro Rossi, in un convegno promosso dalla Commissione Sanita'. La Società rileva inoltre che sin dagli anni Novanta si e' occupata dei problemi legati alle tossicodipendenze con documenti, pubblicazioni e linee guida promosse dalle piu' importanti Istituzioni sanitarie nazionali come ministero della Salute e Istituto Superiore di Sanita'.
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