Venerdì 5 giugno 2026
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Traffici di droga in crescita e sempre meno mezzi per contrastarli

AFRICA - NIGERIA
Notizia ·
Piu' che altro Paese di transito, la Nigeria e' ormai coinvolta ad ogni livello nel traffico di droga, una vera e propria bomba potenziale sulla sicurezza, come dice la sua agenzia antinarcotici (NDLEA) in difficolta' e sotto-finanziata.
“La Nigeria e' un Paese di transito della droga dal 1990. Ma oggi e' un Paese di transito, di stoccaggio, di consumo e di esportazione di droga. Noi esportiamo qualunque tipo di droga”, dice Femi Ajayi, direttore generale della NDLEA, rispondendo ad alcune domande dell'agenzia France Presse (Afp) nei propri uffici di Lagos.
Secondo il rapporto mondiale 2013 dell'ONU sulla droga, l'Africa occupa un posto sempre piu' importante nel traffico di droga.
In Nigeria, il consumo di cannabis e' oltre la media del 12,4% du tutta l'Africa centrale e dell'Ovest, e il Paese registra il piu' grande numero di sequestri di hashish della regione.
Con la sua facilita' di trasporti verso il resto del mondo, il Paese e' stato da lungo tempo un hub del traffico di cocaina e di eroina proveniente dall'America centrale e del Sud, nonche' dall'Asia, destinato al resto dell'Africa e all'Europa.
Ma, secondo Ajayi, il Paese e' ormai coinvolto “a tutti i livelli nel traffico di droga”.
La NDLEA da' molte notizie sui suoi successi, essenzialmente sequestri negli aeroporti dove i trafficanti utilizzano metodi sempre piu' ingegnosi per eludere i controlli.
Di recente, una nonna di 54 anni e' stata arrestata ad Abuja con un chilogrammo di eroina nascosta nei suoi capelli e una vedova di 48 anni e' stata arrestata a Lagos dopo che le avevano trovato 66 sacchetti di metamfetamine.
La droga viene anche rintracciata in del pollo fritto, scatole di sardine, sciroppi, olio di palma e tappeti.
Un alto responsabile che ha chiesto l'anonimato ha detto che l'attuale finanziamento della NDLEA e' “largamente insufficiente” per lottare contro il traffico, e che al momento e' necessario addestrare nuovi agenti e di investire in materiali per individuare la droga.
Il budget della NDLEA non ha mai cessato di calare in questi ultimi anni.
Nel 2011, l'agenzia contava 3.200 impiegati e il suo budget era di 633 milioni di naira (3,9 milioni di dollari o 2,8 milioni di euro).
Nel 2014, il budget non e' arrivato a 441 milioni di naira, anche se i suoi dipendenti sono cresciuti di 2.000 unita' e i traffici non hanno cessato di aumentare.
La coltivazione di cannabis si e' estesa anche a sud-ovest verso gli Stati petroliferi di Edo e del Delta (sud), del Kwara. Kogi e Benué (centro) e quello di Kebbi (nord-ovest).
E' un Paese considerato sempre piu' attrattivo e le sue coltivazioni di cacao sono in declino, cosi' come quelle di caucciù, noci di cola, manioca, fagiolo all'occhio e igname, dice Ajayi.
La NDLEA dice di aver distrutto 2.322 ettari di piantagioni di cannabis e 360 chilogrammi di droghe di ogni tipo nel 2011-2012. Nel solo 2012 ha fatto sequestri di diverse droghe per piu' di 33 miliardi di naira (145,5 milioni di euro).
Ma ora che i mezzi a disposizione diminuiscono, gli agenti si devono confrontare con avversari sempre piu' organizzati, si lamenta l'agenzia.
Dal 1990, almeno 70 agenti della NDLEA sono stati uccisi.
Secondo un responsabile del ministero della Giustizia che ha richiesto l'anonimato, se il budget dell'agenzia diminuisce, questo significa che la Nigeria non e' altro che “semplicemente poco seria” nella sua lotta contro la droga. E se le autorita' non accordano maggiori mezzi, l'esplosione del traffico di droga potrebbe divenire un vero problema di sicurezza interna nel Paese piu' popoloso d'Africa, che gia' soffre a dover contrastare l'insurrezione islamista al Nord e la criminalita' nel Sud petrolifero -dice Ajayi.
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