Lunedì 8 giugno 2026
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Traffici transfrontalieri di droga in Lorraine. Nuova strategia di trafficanti e polizia

U.E. - FRANCIA
Notizia ·
Ridurre i magazzini per ridurre i rischi: i trafficanti alla frontiera nord-est della Francia moltiplicano le andate e ritorno verso Olanda e Belgio e forniscono i loro clienti “al dettaglio”, cosi' come fanno sapere gli inquirenti che hanno rilevato questa nuova pratica. “I trafficanti lavorano sempre di piu' per lo stretto necessario: evitano gli immagazzinaggi e moltiplicano i viaggi, riducendo cosi' i rischi in caso di controlli”, dice il commissario Guillaume Crivelli, a capo del gruppo d'intervento regionale (GIR) Lorraine. “Fanno un notevole lavoro per fornire i loro clienti e i fornitori degli stessi: portano delle ristrette quantita' in base a cio' che viene loro richiesto e le distribuiscono immediatamente”. La Lorraine e' situata all'incrocio delle grandi assi di comunicazione che legano Olanda e Belgio alla regione parigina, ed e' un luogo di distribuzione del traffico di stupefacenti. Secondo i servizi di controllo, i trafficanti raggiungono l'Olanda e il Belgio in sole 2 ore e mezza, una o piu' volte durante l settimana, facendo passare solo tra 10 e 20 Kg di cannabis o qualche centinaio di grammi di eroina in veicoli leggeri. “Non si fanno piu' sequestri di 2 o 5 tonnellate: cio' che prima era trasportato con dei camion e' ora disseminato in dei furgoni o della autovetture e trasportato con piu' viaggi”, dice il direttore generale delle dogane di Lorraine, Christian Leblanc. Secondo lui “questi trasferimenti sono generalmente fatti da scagnozzi pagati per ogni singolo viaggio”. Le quantita' totale di droga in circolazione restano sostanzialmente le stesse: 1.354 milioni di euro di droga sono stati sequestra in Lorraine nel 2012, rispetto ai 1.183 milioni di euro del 2011. Ma il traffico si e' frammentato e i controlli hanno dovuto adeguarsi. “L'apertura delle frontiere ha notevolmente complicato la sorveglianza, ma questo non vuol dire che le frontiere sono diventate zone di non-diritto”, sottolinea Christian Leblanc. Polizia e gendarmeria operano sempre dei controlli “dinamici” a bordo degli autoveicoli che si muovono nei flussi delle grandi assi stradali che collegano le tre frontiere alla regione parigina.
Colpire dove si riesce a fare male
Trasportando piccole quantita' di droga, il rischio di un breve passaggio in prigione e' diventato per i trafficanti un rischio calcolato. Secondo il commissario Crivelli “la prigione e' valutata come un rischio accettato e prevedibile, e per alcuni questo fa parte del gioco ed e' per loro accettabile sapere che, all'uscita della galera, ritroveranno i prodotti della loro attivita' criminale”. Di fronte a questo nuova strategia dei trafficanti, anche i tribunali si adattano, dice il procuratore di Metz Pierre-Yves Couillaud: “La polizia e la giustizia si concentrano piu' sullo sviluppo delle indagini che sulle fragranze di reato”, contabilizzando le andate e ritorno transfrontaliere o raccogliendo informazioni presso i loro clienti. “Per arrivare al cuore dei trafficanti bisogna colpire li' dove si fa male: cioe' nei loro portafogli. Noi quindi poniamo attenzione sui sequestri dei beni criminali, perche' il crimine non sia appagante”, dice il commissario Crivelli. Una strategia che riguarda soprattutto i grandi trafficanti. “Nelle citta', i trafficanti vivono sui loro soldi e non accumulano dei beni. Ma i grossisti importatori producono capitali importanti e si dedicano ad operazioni di riciclaggio facendo acquisti nel commercio, nei beni immobiliari o nelle automobili”, dice il capo del GIR Lorraine. Nel 2012 la Lorraine si e' stabilita nei punti piu' alti delle classifiche delle regioni dove sono stati sequestri beni frutto del crimine. In un anno, il bilancio di sequestri nella regione si e' moltiplicato per 3,5, passando da 800.000 euro del 2011 a 2,8 milioni di euro del 2012. In Francia, ogni giorno 200.000 euro di beni criminali e un bene immobiliare viene sequestrato.
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