Sabato 6 giugno 2026
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Traffico droghe. Nuova esecuzione capitale

ASIA - ARABIA SAUDITA
Notizia ·
Tre sciabolate hanno posto fine alla vita di un pachistano e di due sauditi, condannati a morte per omicidio e traffico di droga in Arabia Saudita, facendo salire a 48 il numero delle esecuzioni nel regno ultra conservatore dall'inizio di gennaio, ovvero più del doppio di quelle registrate nell'intero 2014.
Il cittadino pachistano Ahmed Mumtaz Din Hussein, condannato per traffico di eroina, è stato giustiziato nella città santa di Medina, come ha fatto sapere in una nota il ministero degli Interni. A Ta'if, città situata a Ovest del Paese è stato invece decapitato il saudita al-Otaibi Najr per aver picchiato a morte un compagno dopo una lite, sempre secondo il ministero, citato dall'agenzia di stampa ufficiale "Spa". Il secondo saudita, Moeid al Qahtani, è stato giustiziato nella provincia orientale per omicidio.
Dopo 27 esecuzioni nel 2010, il numero degli imputati uccisi per decapitazione è salito ogni anno. Nel 2014, l'Afp ha registrato 87 casi, rendendo l'Arabia Saudita uno dei Paesi in cui si contano il maggior numero di esecuzioni al mondo, nonostante le ripetute denunce delle organizzazioni per la difesa dei diritti umani. Nel mese di settembre, un esperto indipendente che lavora per le Nazioni Unite, aveva espresso preoccupazione per i procedimenti giudiziari in Arabia Saudita e chiesto una moratoria delle esecuzioni nel regno.
Stupro, omicidio, apostasia, rapina a mano armata e traffico di droga sono punibili con la morte nel Paese arabo governato da una versione rigorosa della Sharia.
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