Trapianti midollo molto difficili per minoranze etniche
In Gran Bretagna le probabilità di poter trovare un donatore compatibile per un trapianto di midollo spinale sono di circa una su tre, se il paziente è di razza caucasica: me se si tratta di una persona di etnia africana o asiatica le possibilità precipitano a una su 125mila.Come spiega il quotidiano britannico The Independent, il problema è dato principalmente dalla scarsità cronica di donatori appartenenti alle minoranze etniche e ai conseguenti maggiori tempi di attesa; ancor piú complicata è la situazione per i figli di matrimoni misti, in cui i criteri di compatibilità genetica per evitare il rigetto sono ancora piú stringenti, tanto che spesso è possibile ricorrere solo a donatori con la medesima ascendenza.
Come notano gli statistici, proprio la categoria "di discendenza mista" rappresenta oggi il 10% delle nuove nascite annuali nel Regno Unito e quella della piú rapida crescita di tasso demografico: nello stesso tempo, è anche la meno rappresentata nei registri dei donatori.
The Independent cita il caso di un bambino statunitense figlio di genitori irlandese e indiano-polacco: quando i medici hanno cercato un donatore compatibile nell'intero registro mondiale - 14 milioni di persone - non hanno trovato alcuna possibilità; solo dopo una campagna pubblicitaria a livello mondiale è stato possibile trovare un possibile donatore, grazie alle cellule staminali contenute nel cordone ombelicale.
Il rigetto è legato infatti alla compatibilità dei tessuti, e la razza di appartenenza gioca un ruolo fondamentale nel determinare il tipo di tessuto e la sua risposta immunologica: per questo occorre trovare un donatore il cui profilo sia il piú possibile simile a quello del paziente; senza contare che anche i gruppi sanguigni .- anch'essi fondamentali per la riuscita del trapianto - non sono uniformemente distribuiti (in Gran Bretagna i piú diffusi sono O e A, ma nell'Asia Meridonale A e B sono i piú comuni).
Tra le minoranze la donazione degli organi è guardata ancora con sospetto - specie fra le generazioni piú anziane - ma la diffidenza è dovuta piú all'ignoranza che non a tabú di origine religiosa, secondo il Servizio Sanitario Nazionale britannico (Nhs): "Arabi e iraniani sono piú a loro agio con l'idea di poter donare degli organi che non i pachistani, mentre i piú disponibili sono gli indú", spiegano fonti dell'Nhs, che ha lanciato una campagna di sensibilizzazione.
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