Sabato 6 giugno 2026
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Trapianto di cellule staminali utili per una forma grave di leucemia

AMERICHE - USA
Notizia ·
La maggioranza dei malati di leucemia mieloblastica acuta (AML) in via di ricovero ha maggiore probabilita' di sopravvivenza con i trapianti di cellule staminali da un donatore.

La AML e' una forma di leucemia molto grave, che colpisce ogni anno 12 mila persone. Le cure prevedono la chemioterapia, ma le successive terapie non garantiscono i malati da ricadute. Secondo i ricercatori questa nuova ricerca apre nuovi orizzonti.

"Dopo il primo ciclo non si e' sani. Non significa che sono state eliminate tutte le cellule malate. Se si interrompono le terapie la malattia ricompare", ha dichiarato John Koreth del Dana Farber Cancer Institue di Boston, leader del team che ha condotto gli studi.

Il prossimo passo e' trovare delle cure, ed esistono delle opzioni. Una e' la chemioterapia, un'altra e' l'auto trapianto di cellule del midollo spinale. La terza opzione e' di usare cellule staminali di un donatore compatibile. "Il dubbio e' sapere quale dei queste cure sia la migliore", ha detto Koreth.

La ricerca e' apparsa sul Journal of the American Medical Association.

Il rischio piu' grave sono le ricadute, che sono prevedibili con una analisi cromosomica, detta cinogenetica. Il risultato determina se il paziente e' nel gruppo alto, medio o basso di sopravvivenza nei tre o cinque anni seguenti.

La chemioterapia e l'auto trapianto di midollo sono terapie sicure per pazienti ad alto rischio. "Per i malati a basso rischio, c'e' consenso che ci debba essere un trapianto da donatore. Nel gruppo piu' ampio, quello intermedio, tra gli esperti non c'e' un'unica opinione".

Per determinare la migliore terapia per i malati, il team di Koreth ha analizzato i dati di 24 analisi di laboratorio, comparando le tre diverse terapie, per ogni gruppo di malati.

E' risultato che i pazienti con basso e intermedio rischio di AML che hanno subito un trapianto di cellule staminali da un donatore hanno dimostrato di poter sopravvivere, e di avere meno probilita' nel lungo termine di avere ricadute rispetto ai malati sottoposti ad altre terapie.

Senza un donatore, il tasso di sopravvivenza nel gruppo a basso rischio e' del 15-20% nei cinque anni. Con un donatore, il tasso di sopravvivenza e' del 33%.

Per il gruppo intermediario, il trapianto da un donatore e' associato ad un aumento di probabilita' di sopravvivenza, circa del 40%.

Il dottor Marshall A. Lichtman dell'Universita' di Rochester Medical Center, ha descritto la ricerca "una profonda analisi su un problema complesso", e il dottor Barton A. Kamen, direttore del Leukemia & Lymphoma Society, ritiene che aiuti a sviluppare un nuovo programma di cure. "Se scoprissi di avere la leucemia vorrei che fosse creata una terapia adatta per me, e questa ricerca conferma questa possibilita'", ha concluso Kamen.
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