Trapianto midollo su 3 bambini da donatori non compatibili
E' stato eseguito per la prima volta al mondo, su tre bambini, presso il Great Ormond Street Hospital di Londra il trapianto di midollo con una tecnica pionieristica, che non richiede una compatibilità perfetta tra donatore e ricevente, come spiega la rivista 'Plos one'. Un metodo che, secondo i ricercatori, potrebbe essere molto utile vista la carenza di donatori. In sostanza sono state trapiantate delle cellule staminali del sangue, integrate con globuli bianchi progettati per trasportare un interruttore di sicurezza. Si tratta della prima sperimentazione fatta su esseri umani. Il risultato osservato è che i globuli bianchi possono essere programmati in laboratorio per trasportare un gene di sicurezza, che consente alle cellule di essere eliminate se causano effetti collaterali, come il rigetto o la malattia del trapianto contro l'ospite. Un metodo che può essere applicata anche nella terapia di alcuni virus e tumori. Nelle prime fase di sperimentazione, i globuli bianchi del sangue, le cellule T, sono stati prelevati dal donatore e modificati per esprimere un gene suicida, il TKCD34. Un 'messaggio auto-distruttivo' che si attiva nel caso di rigetto delle cellule trapiantate. Le cellule T 'modificate' sono state date a tre pazienti, che avevano ricevuto il trapianto di staminali non perfettamente compatibili, dopo la chemioterapia. Nessuno di loro ha però avuto problemi di rigetto e non c'è stato bisogno di attivare l'interruttore di sicurezza. ''Questo nuovo approccio - spiega Waseem Qasim, coordinatore dello studio - offre ai bambini che hanno ricevuto un trapianto non perfettamente compatibile le stesse possibilità di successo di un trapianto da donatore compatibile''.
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