Sabato 6 giugno 2026
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Trattamenti per la fecondazione in vitro a basso costo nei Paesi in via di sviluppo

U.E.
Notizia ·
 In Europa e negli Stati Uniti puo' arrivare a costare diecimila dollari. Da oggi, nei paesi in via di sviluppo, sara' possibile fornire un ciclo di trattamento per la fecondazione in vitro al costo di soli 200 dollari.
E' il nuovo progetto di una task force dell'European Society of Human Reproduction and Embriology (Eshre), capeggiata da un medico italiano, Luca Gianaroli, direttore scientifico della Societa' italiana studi di medicina della riproduzione (Sismer). Gianaroli guida insieme ad Alessandro Di Gregorio l'equipe del centro Artes di Torino, che opera nel campo della riproduzione assistita dal 1982.

Due servizi pilota di fecondazione in vitro sono gia' aperti in Africa: a Khartoum e a Cape Town si punta a fornire un ciclo di Ivf a meno di 200 dollari. "E' un approccio diverso all'Ivf -spiega Gianaroli- per cui non saremo in grado di trattare ogni tipo d'infertilita', pero' molte donne con danni alle tube dovuti a infezioni potrebbero essere aiutate".

Nelle aree con limitate risorse economiche il bisogno di trattamenti di fertilita' in generale, e Ivf in particolare, e' infatti molto grande. L'impossibilita' di avere bambini puo' creare numerosi problemi alle giovani, che rischiano di essere diseredate, accusate di stregoneria, abusate dai guaritori locali, separate dal proprio marito, o costrette a un matrimonio poligamo.

"Con Gianaroli -aggiunge Di Gregorio- abbiamo gia' iniziato ad attivarci nella Repubblica di Georgia, dove ci hanno addirittura offerto una struttura ad hoc per l'Ivf. Un ciclo ha costi vivi che superano ampiamente i mille euro. A meno di 200 dollari, quindi, e' quasi impossibile sostenere tutte le spese, anche per questo ci sara' bisogno di sponsor che sostengano l'iniziativa e la nascita di nuove strutture". In programma ci sono altre iniziative in alcune zone dell'ex Unione Sovietica, in special modo in Armenia. "Per far si' che questa iniziativa entri nel vivo, bisognera' attingere anche a risorse dell'Unione europea o di altre organizzazioni per superare alcuni limiti di costi. Intanto cominciamo con l'unirci all'Eshre per rendere possibile questa proposta di fecondazione a basso costo".
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