Tremonti: Serve un’unica autorita’ a tutela del risparmio
Nella relazione, depositata oggi in Parlamento, il Tesoro ritorna su un tema gia' accennato dal ministro, Giulio Tremonti, all'assemblea dell'Abi e inserito anche nel testo della verifica di maggioranza sulla Finanziaria, lo scorso luglio. Da via XX Settembre arrivano ora parole piu' circostanziate. "Recenti collocamenti di strumenti finanziari presso il pubblico, con gravi pregiudizi a danno dei risparmiatori, inducono a una riflessione sull'assetto normativo e istituzionale in tema di tutela del risparmio per verificare l'adeguatezza delle regole e dei poteri di controllo".
Un intervento diretto, senza mezzi termini, che coincide con l'ennesima frizione tra ministero dell'Economia e Banca d'Italia, culminata giovedi' scorso con l'assenza del governatore, Antonio Fazio, alla riunione del Cicr che avrebbe dovuto occuparsi, tra l'altro, proprio della spinosa questione delle obbligazioni societarie.
Il documento del Tesoro ricorda i cambiamenti normativi in atto e quelli in cantiere, preannunciando "una bozza di delega" per l'attuazione della direttiva europea sugli abusi di mercato, tema caro alla Consob.
Ma non e' tutto. Via XX Settembre va in pressing anche sulle banche. "Le innovazioni normative - si legge nel testo - dovranno essere in ogni caso accompagnate da una rivisitazione del comportamenti che devono seguire gli intermediari nel collocamento di strumenti finanziari nei portafogli della clientela cosiddetta inconsapevole".
Rispondendo ai rilievi della Consob, il Tesoro sembra delineare un sistema in cui la nuova disciplina e un diverso approccio del sistema bancario, coordinati dalla super-Authority del risparmio, potrebbero consentire di evitare disastri come quelli della Cirio o delle obbligazioni argentine.
Tra le nuove norme a tutela del risparmio, il documento cita la direttiva europea sui prospetti "che dara' vita a un vero e proprio passaporto europeo per gli emittenti, confermando una validita' su scala comunitaria al prospetto approvato dall'autorita' competente del paese di origine dell'emittente".
Altro punto fermo e' la riforma del diritto societario, che richiede una "rivisitazione" dell'articolo 11 del testo Unico bancario, la norma che disciplina la raccolta del risparmio attribuendo specifici poteri proprio al Cicr. Nella relazione, depositata oggi in Parlamento, il Tesoro ritorna su un tema gia' accennato dal ministro, Giulio Tremonti, all'assemblea dell'Abi e inserito anche nel testo della verifica di maggioranza sulla Finanziaria, lo scorso luglio. Da via XX Settembre arrivano ora parole piu' circostanziate. "Recenti collocamenti di strumenti finanziari presso il pubblico, con gravi pregiudizi a danno dei risparmiatori, inducono a una riflessione sull'assetto normativo e istituzionale in tema di tutela del risparmio per verificare l'adeguatezza delle regole e dei poteri di controllo".
Un intervento diretto, senza mezzi termini, che coincide con l'ennesima frizione tra ministero dell'Economia e Banca d'Italia, culminata giovedi' scorso con l'assenza del governatore, Antonio Fazio, alla riunione del Cicr che avrebbe dovuto occuparsi, tra l'altro, proprio della spinosa questione delle obbligazioni societarie.
Il documento del Tesoro ricorda i cambiamenti normativi in atto e quelli in cantiere, preannunciando "una bozza di delega" per l'attuazione della direttiva europea sugli abusi di mercato, tema caro alla Consob.
Ma non e' tutto. Via XX Settembre va in pressing anche sulle banche. "Le innovazioni normative - si legge nel testo - dovranno essere in ogni caso accompagnate da una rivisitazione del comportamenti che devono seguire gli intermediari nel collocamento di strumenti finanziari nei portafogli della clientela cosiddetta inconsapevole".
Rispondendo ai rilievi della Consob, il Tesoro sembra delineare un sistema in cui la nuova disciplina e un diverso approccio del sistema bancario, coordinati dalla super-Authority del risparmio, potrebbero consentire di evitare disastri come quelli della Cirio o delle obbligazioni argentine.
Tra le nuove norme a tutela del risparmio, il documento cita la direttiva europea sui prospetti "che dara' vita a un vero e proprio passaporto europeo per gli emittenti, confermando una validita' su scala comunitaria al prospetto approvato dall'autorita' competente del paese di origine dell'emittente".
Altro punto fermo e' la riforma del diritto societario, che richiede una "rivisitazione" dell'articolo 11 del testo Unico bancario, la norma che disciplina la raccolta del risparmio attribuendo specifici poteri proprio al Cicr. Nella relazione, depositata oggi in Parlamento, il Tesoro ritorna su un tema gia' accennato dal ministro, Giulio Tremonti, all'assemblea dell'Abi e inserito anche nel testo della verifica di maggioranza sulla Finanziaria, lo scorso luglio. Da via XX Settembre arrivano ora parole piu' circostanziate. "Recenti collocamenti di strumenti finanziari presso il pubblico, con gravi pregiudizi a danno dei risparmiatori, inducono a una riflessione sull'assetto normativo e istituzionale in tema di tutela del risparmio per verificare l'adeguatezza delle regole e dei poteri di controllo".
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