Treni in ritardo: i pendolari fanno causa per danno esistenziale
Hanno scelto il giudice di pace per chiedere il risarcimento del "danno esistenziale reiterato e continuato" causato dai problemi che ogni giorno incontrano nei loro viaggi in treno. I pendolari della linea Milano-Piacenza hanno già ottenuto una vittoria, a dicembre. Altri sei esposti individuali sono in attesa di sentenza, venticinque sono pronti per essere depositati entro fine mese. "Abbiamo scelto questa formula - spiega Ettore Fittavolini, presidente del l'Associazione pendolari piacentini - perché il giudizio è abbreviato e la sentenza immediatamente eseguibile".
Le contestazioni riguardano il sovraffollamento delle carrozze e i ritardi, specie nell'ora del rientro, ma anche le soppressioni dei treni sul passante ferroviario. "Inutile perché monco - continua Fittavolini - e un servizio indecente dopo trent'anni di lavori". Un'altra contestazione riguarda i rallentamenti nel tratto Rogoredo-Stazione centrale, dove i convogli dei pendolari, che dovrebbero avere la precedenza, hanno invece la peggio -sostengono - per il passaggio dei treni dell'alta velocità. Molte delle persone che salgono, soprattutto chi parte da Lodi, costringe molti a viaggiare in piedi. Spesso senza potersi spostare dalle porte d'ingresso. Per arrivare in orario meglio i treni della Regione Emilia-Romagna, assicurano i pendolari.
"I convogli lombardi sono in condizioni pietose - aggiunge Fittavolini - e hanno tempi di percorrenza biblici". Un disservizio a discapito dei piacentini che per l'80% si riversano nella metropoli per motivi di studio e lavoro. Per molti, il viaggio si è complicato con il crollo del ponte sul Po. Impossibilitati ad arrivare a Piacenza, molti devono deviare per le stazioni di Casale e Codogno, dove le corse sono ancora meno e anche più spesso in ritardo.
(da Dnews: clicca qui)
Le contestazioni riguardano il sovraffollamento delle carrozze e i ritardi, specie nell'ora del rientro, ma anche le soppressioni dei treni sul passante ferroviario. "Inutile perché monco - continua Fittavolini - e un servizio indecente dopo trent'anni di lavori". Un'altra contestazione riguarda i rallentamenti nel tratto Rogoredo-Stazione centrale, dove i convogli dei pendolari, che dovrebbero avere la precedenza, hanno invece la peggio -sostengono - per il passaggio dei treni dell'alta velocità. Molte delle persone che salgono, soprattutto chi parte da Lodi, costringe molti a viaggiare in piedi. Spesso senza potersi spostare dalle porte d'ingresso. Per arrivare in orario meglio i treni della Regione Emilia-Romagna, assicurano i pendolari.
"I convogli lombardi sono in condizioni pietose - aggiunge Fittavolini - e hanno tempi di percorrenza biblici". Un disservizio a discapito dei piacentini che per l'80% si riversano nella metropoli per motivi di studio e lavoro. Per molti, il viaggio si è complicato con il crollo del ponte sul Po. Impossibilitati ad arrivare a Piacenza, molti devono deviare per le stazioni di Casale e Codogno, dove le corse sono ancora meno e anche più spesso in ritardo.
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