Trentino. Sospesa somministrazione Ru486 per carenza di personale ... non obiettore
E' stato sospeso all'ospedale Santa Chiara di Trento il servizio di somministrazione della pillola abortiva. L'utilizzo della Ru486, che in 2 anni aveva consentito a 300 donne di evitare l'aborto chirurgico, e' stato sospeso a causa della mancanza di personale; i medici, infatti, sono pochi, i non obiettori ancora meno, e i tempi si allungano eccessivamente. Attualmente, la prima data disponibile per una somministrazione della Ru486 e' al 29 aprile, ossia fra piu' di un mese. Il servizio era stato introdotto nel gennaio 2006.
Personale all'osso, comunque, non solo per gli aborti ma in generale per seguire la massiccia attivita' del reparto. Fino a due giorni fa, al terzo piano del S. Chiara, erano stati effettuati 395 parti ed erano nati 405 bambini. Numeri in linea con quelli del 2007 durante il quale pero' c'era stato un massiccio aumento in seguito alla chiusura del punto nascite di Borgo.
'Nonostante le comprensibili difficolta' di varia natura che, non da oggi, vi sono per assicurare la corretta applicazione della legge 194/78 sull'interruzione volontaria di gravidanza (Ivg), l'ospedale S.Chiara di Trento ha sempre garantito e garantisce tuttora l'accesso per le donne che ne fanno motivata richiesta'. E' quanto viene specificato in una nota dell'azienda sanitaria del Trentino.
'Le procedure utilizzate per l'Ivg, tradizionalmente di tipo chirurgico, sono sempre state assicurate alle donne interessate. A Trento ed in pochi altri ospedali italiani viene prevista da circa due anni, per casi selezionati, anche la possibilita' di un approccio alternativo di tipo farmacologico, che richiede una particolare attenzione ed un elevato impegno non solo di tipo professionale, ma anche sotto il profilo della correttezza e completezza dell'informazione e della conseguente scelta consapevole delle persone interessate. L'approccio farmacologico, dopo un rallentamento della connessa attivita' dovuto a motivi contingenti, verra' ripreso nelle prossime settimane'. E' poi allo studio una riorganizzazione migliorativa in relazione al completamento del progetto di ristrutturazione complessiva dell'ospedale.
Personale all'osso, comunque, non solo per gli aborti ma in generale per seguire la massiccia attivita' del reparto. Fino a due giorni fa, al terzo piano del S. Chiara, erano stati effettuati 395 parti ed erano nati 405 bambini. Numeri in linea con quelli del 2007 durante il quale pero' c'era stato un massiccio aumento in seguito alla chiusura del punto nascite di Borgo.
'Nonostante le comprensibili difficolta' di varia natura che, non da oggi, vi sono per assicurare la corretta applicazione della legge 194/78 sull'interruzione volontaria di gravidanza (Ivg), l'ospedale S.Chiara di Trento ha sempre garantito e garantisce tuttora l'accesso per le donne che ne fanno motivata richiesta'. E' quanto viene specificato in una nota dell'azienda sanitaria del Trentino.
'Le procedure utilizzate per l'Ivg, tradizionalmente di tipo chirurgico, sono sempre state assicurate alle donne interessate. A Trento ed in pochi altri ospedali italiani viene prevista da circa due anni, per casi selezionati, anche la possibilita' di un approccio alternativo di tipo farmacologico, che richiede una particolare attenzione ed un elevato impegno non solo di tipo professionale, ma anche sotto il profilo della correttezza e completezza dell'informazione e della conseguente scelta consapevole delle persone interessate. L'approccio farmacologico, dopo un rallentamento della connessa attivita' dovuto a motivi contingenti, verra' ripreso nelle prossime settimane'. E' poi allo studio una riorganizzazione migliorativa in relazione al completamento del progetto di ristrutturazione complessiva dell'ospedale.
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