Treviso. Sindaco leghista a processo per istigazione all'odio raziale
I violenti strali contro immigrati clandestini e gli zingari pronunciati durante l'adunata della Lega a Venezia sono costati il rinvio a giudizio al vice sindaco di Treviso, Giancarlo Gentilini. L'amministratore del Carroccio sara' processato il prossimo 4 giugno a Venezia, con l'accusa di istigazione all'odio razziale. Lo ha deciso il procuratore capo di Venezia, Vittorio Borraccetti, che ha citato direttamente a giudizio Gentilini per le parole pronunciate il 14 settembre scorso, in occasione della festa della Lega Nord. Alcune frasi in particolare avevano convinto l'ufficio giudiziario ad aprire un fascicolo per l'ipotesi di istigazione all'odio razziale: 'voglio la rivoluzione contro gli extracomunitari clandestini', aveva tuonato Gentilini dal palco, e poi 'voglio la pulizia dalle strade di tutte queste etnie che distruggono il nostro paese, voglio la rivoluzione nei confronti dei nomadi, degli zingari'. Da sindaco di Treviso, Gentilini era gia' stato processato nella sua citta' nel 2000 per aver proposto - durante un discorso pubblico - di far travestire 'gli extracomunitari da leprotti per consentire ai cacciatori di allenarsi'. Per quella vicenda l'ex sindaco-sceriffo era stato assolto.
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